Banca MPS: pronta vendita del gruppo? Il mercato è scettico

Banca MPS: pronta vendita del gruppo? Il mercato è scettico

Banca MPS: pronta vendita del gruppo? Il mercato è scettico

“Se il ministro dice no allo spezzatino della banca, vuol dire che il governo ha già in tasca una soluzione, cioè un gruppo che acquisisce Banca Mps”, ha detto il segretario generale della Fabi. Secondo gli analisti, però, permangono incertezze sul potenziale partner e sull’entità dell’aumento di capitale.

In un’audizione alla Commissione delle Finanze della Camera e del Senato, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, ha confermato che la privatizzazione di Banca Mps procederà e la rottura non è un’opzione, anche se alcune cessioni selettive potrebbero essere fatte. Permangono incertezze sui tempi di uscita del Mef dal capitale, sul potenziale partner che potrebbe essere italiano o estero, e sull’entità dell’aumento di capitale, 2,5 miliardi, secondo il piano precedente.

Il piano di capitale è già stato presentato alla Bce, ma l’effettiva entità dell’aumento di capitale sarà chiarita dopo la definizione degli obiettivi del piano aziendale. “Secondo Franco, sulla base del piano aziendale presentato dall’ex Ceo Bastianini nel dicembre 2021, nel 2022 la banca dovrebbe segnalare una perdita significativa, rispetto all’utile di 82 milioni atteso dal consenso del mercato FactSet, penalizzato da oneri di ristrutturazione, mentre dovrebbe segnalare un utile netto nel 2023 di 195 milioni secondo il consenso”, spiegano gli analisti di Intesa Sanpaolo, secondo i quali il calendario indicato dal ministro è coerente con un aumento di capitale verso la fine dell’anno. Per Intesa permangono comunque incertezze sull’entità dell’aumento di capitale che potrebbe essere maggiore di quanto inizialmente previsto, al fine di accelerare la ristrutturazione dell’impresa e l’integrazione con un partner industriale.

“Se il ministro dell’Economia, Daniele Franco, dice no allo spezzatino della banca, vuol dire che il governo ha già in tasca una soluzione, cioè un gruppo che acquisisce Banca Mps”, ha detto il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato da fonti di stampa. “Sono curioso di vedere quanto cambierà il nuovo piano industriale, rispetto a quello che non è mai uscito e che prevedeva 6-7mila esuberi. Bisogna tenere d’occhio quando finisce la legislatura e quanto ci vorrà per fare un accordo sindacale sul piano industriale, soprattutto per gestirlo, perché i problemi sono due: fare un accordo e poi gestirlo. Ecco perché il fattore tempo, quando si gestirà l’accordo sindacale, sarà fondamentale, perché con questo governo ci sarebbero pochi problemi, con un altro governo i problemi aumenterebbero”, ha aggiunto Sileoni.

“La trattativa su Banca Mps tra lo Stato e Unicredit è fallita per approcci sbagliati. Era sbagliato quello di Unicredit, che si è messa al tavolo della trattativa non capendo che non aveva davanti un privato, ma lo Stato, anzi il governo guidato da Mario Draghi e sappiamo quale autorevolezza il premier abbia sia in Italia che in Europa. Ed era sbagliato anche l’approccio dello Stato, che non ha capito che davanti aveva un privato, un neo-amministratore delegato che non era nelle condizioni politiche interne di appesantire il gruppo o di crearsi un problema politico ed economico con l’acquisizione di Banca Mps”, ha proseguito il segretario generale della Fabi. “Se Unicredit avesse pensato in italiano, probabilmente l’accordo si sarebbe fatto. Ha pensato invece in anglosassone. Poi, sull’esito negativo del negoziato, ha influito anche il pasticcio della politica: più o meno tutti hanno speculato su Banca Mps per poi scappare un minuto dopo le elezioni politiche suppletive”, ha aggiunto.

 

 

Banca MPS: quotazioni mirano al supporto sul livello 0,90

Il titolo Banca Mps sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance leggermente positiva registrata nella seduta di venerdì. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 0,9600, per poi invertire drasticamente la rotta fino a raggiungere un minimo a quota 0,93300.

Nel corso del pomeriggio, poi, i corsi sono nuovamente rimbalzati andando a chiudere vicino al prezzo di apertura sul livello 0,9385. Tale movimento ha permesso al mercato di creare una particolare configurazione grafica, denominata Doji, indicante una generalizzata indecisione da parte degli operatori o, più spesso, la volontà di confermare il trend in corso. Che, in questo caso, è ribassista.

Ampliando l’orizzonte temporale, infatti, dopo la metà di marzo le quotazioni sono state respinte dalla resistenza situata in area 1 euro grazie alla presenza di un doppio massimo, che ha fatto seguito all’ancora più importante doppio massimo realizzato a metà febbraio a quota 1,0500. Quindi il trend è discendente e potrà arrestarsi solo in prossimità del prossimo supporto, al momento individuabile sul livello 0,9000.

In merito alle notizie riguardanti la dismissione della banca da parte del Mef, si ritiene non sia un’operazione imminente. Prima o poi avverrà, ma non ora. Quando c’è lo Stato di mezzo le cose si complicano sempre. Inoltre, compratori non se ne vedono all’orizzonte e sembra che nessuno sia particolarmente attratto. Cui si aggiunge che non è detto che i piccoli risparmiatori possano trarne vantaggio.

L’impostazione grafica, comunque, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 51. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 0,9600 con target nell’intorno di 1 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 0,9330 con obiettivo molto vicino al livello 0,9000.

 


L’andamento di breve termine del titolo BANCA MPS

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