Banca Sella abilitata ai servizi di cripto-attività: è la prima in Italia

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C’è un momento preciso in cui la storia di un settore cambia registro. Nel caso del mondo bancario italiano e degli asset digitali, quel momento porta la data di oggi e il nome di Banca Sella. L’istituto di credito fondato a Biella ha completato l’iter di notifica a Banca d’Italia previsto dal regolamento europeo MiCA – acronimo di Markets in Crypto-Assets Regulation – diventando così la prima banca del Paese in grado di avviare legalmente servizi di cripto-attività. Non si tratta di un dettaglio tecnico o di una formalità burocratica: è un cambio di paradigma che segna l’ingresso definitivo del sistema bancario tradizionale nel mercato dei token digitali, con tutte le implicazioni strategiche e competitive che ne derivano.

 

In questo articolo:

 

  • Banca Sella e le criptovalute
  • La trasformazione dei pagamenti

 

Banca Sella e le criptovalute

Il perimetro operativo che si apre a Banca Sella riguarda in prima battuta la custodia e il trasferimento di asset digitali, due funzioni che costituiscono l’infrastruttura di base di qualsiasi ecosistema cripto istituzionale. Entro la fine del 2026, la banca lancerà una soluzione dedicata rivolta a specifiche tipologie di clienti, una formulazione volutamente ampia, che lascia intravedere un’offerta costruita su misura per investitori qualificati, imprese e potenzialmente anche privati con un profilo finanziario adeguato. Il servizio sarà il primo mattone di un edificio più articolato, la cui architettura complessiva è già nei cassetti della banca.

Per capire come si è arrivati fin qui, bisogna tornare al 2022, quando Sella decise di partecipare alla sperimentazione promossa dal Fintech Milano Hub di Banca d’Italia sulla tecnologia a registro distribuito, la cosiddetta DLT (Distributed Ledger Technology). Fu allora che l’istituto cominciò a costruire le fondamenta di quello che oggi si traduce in un vantaggio competitivo concreto: un team interno specializzato, competenze proprietarie, e soprattutto una visione strategica di lungo periodo che ha anticipato l’evoluzione normativa europea. Mentre molti osservavano il mercato crypto con diffidenza o con entusiasmo speculativo, Sella investiva sulla parte infrastrutturale, quella che non fa notizia nell’immediato ma che poi determina chi arriva primo quando le regole del gioco vengono finalmente scritte. E le regole, con MiCA, sono arrivate.

Il regolamento europeo rappresenta il tentativo più ambizioso di portare il mondo delle cripto-attività all’interno di un perimetro normativo chiaro, superando la frammentazione che aveva caratterizzato il settore fino a ieri. Per le banche già autorizzate nell’Unione Europea, MiCA prevede una procedura semplificata di notifica: non occorre una licenza ex novo, ma è sufficiente dimostrare all’autorità di vigilanza nazionale di possedere i requisiti organizzativi, tecnologici e di controllo necessari. Banca Sella ha percorso questa strada per prima in Italia, trasformando un adempimento normativo in un primato di mercato.

 

La trasformazione dei pagamenti

Il contesto in cui si inserisce questa mossa è quello di una finanza europea in profonda trasformazione. I pagamenti si stanno spostando verso modelli istantanei, interoperabili e programmabili. La tokenizzazione della moneta – con i progetti dell’Eurosistema come Pontes e Appia – e la nascita delle stablecoin istituzionali stanno riscrivendo le infrastrutture finanziarie su scala continentale. Sella non si limita a osservare questo processo: ne è protagonista attiva, essendo tra i fondatori di Qivalis, il consorzio composto da 37 banche europee che entro l’anno emetterà una stablecoin denominata in euro.

Un passaggio che potrebbe ridisegnare le logiche dei pagamenti B2B e dei regolamenti transfrontalieri. “L’evoluzione dei pagamenti verso modelli istantanei, interoperabili e programmabili, favorita anche dalla tokenizzazione della moneta e degli asset, sta ridefinendo le infrastrutture finanziarie a livello europeo e globale”, ha dichiarato Andrea Tessera, managing director digital Banking di Banca Sella. D’altronde, la banca ha investito in infrastrutture e competenze con la consapevolezza che l’asset digitale non è una moda passeggera, ma una trasformazione strutturale del modo in cui il valore viene custodito, trasferito e regolato.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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