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MiCA: cos’è e cosa prevede il regolamento europeo sulle criptovalute

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L’entrata in vigore del MiCA, il regolamento europeo sulle criptovalute e primo standard di riferimento a livello globale, punta a mettere ordine nel mondo senza regole delle crypto e degli asset digitali. Le norme coprono tutte quelle cripto-attività che non sono regolamentate dalla legislazione esistente sui servizi finanziari. È un fondamentale passo in avanti per incoraggiare la concorrenza leale e l’innovazione e difendere tutti i soggetti europei coinvolti nel settore. Ma cosa prevede e come funziona di preciso il regolamento destinato a sostituire gli attuali quadri normativi nazionali?

 

MiCA, cos’è il regolamento europeo sulle criptovalute

Il MiCA è un pacchetto di norme (il Regolamento UE 2023/1114 del Parlamento europeo e del Consiglio) che stabilisce regole uniformi per l’emissione e la negoziazione di cripto-attività. L’obiettivo del legislatore comunitario è migliorare la tutela di consumatori e investitori e contrastare i reati finanziari e la manipolazione del mercato. Questa regolamentazione minima armonizzata e condivisa si basa sulla trasparenza delle informazioni di ogni crypto-asset in circolazione.

Il regolamento prevede che i trasferimenti di criptovalute siano sempre tracciati e le transazioni sospette bloccate. È a tutti gli effetti un’operazione per equiparare le negoziazioni di crypto-assets a qualsiasi altra operazione nella finanza tradizionale. Le informazioni sulla fonte del bene digitale e sul suo beneficiario (per la regola del KYC: Know Your Customer) devono accompagnarsi alla transazione (il travel rule) ed essere conservate da entrambe le controparti.

Oltre a migliorare la tutela di consumatori e investitori, la missione del regolamento europeo è favorire la certezza del diritto e la stabilità del settore, prevenire il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e di altre attività criminali. Inoltre, chi emette e offre cripto-attività e i fornitori di servizi sono tenuti a dichiarare tutti i dati disponibili sulla loro impronta ambientale e climatica.

Il regolamento vieta la manipolazione del mercato e l’insider trading. Da standard di riferimento, individua e copre una serie di servizi di crypto-assets: il collocamento di cripto-attività, la custodia e l’amministrazione, l’esecuzione, la ricezione e la trasmissione di ordini per conto di terzi, la gestione di una piattaforma di trading, lo scambio con valute fiat e con altre criptovalute, la consulenza e la gestione di wallet digitali.

 

Per cosa sta l’acronimo MiCA?

MiCA sta per Markets-in-Crypto-Assets, ovvero mercato delle cripto-attività. Con questo termine si intendono gli oggetti digitali generati dagli smart contract sulle blockchain. Altri due acronimi significativi nel regolamento sono ART e EMT. Asset-referenced Token sono i token collegati ad attività, quando il valore del bene si riferisce ad un paniere di valute, ad un valore o diritto. E-money Token sono le stablecoin con moneta elettronica con un valore stabile che fa riferimento a quello di una valuta ufficiale. Con questa formulazione, il MiCA regolamenta tre tipi di crypto-asset:

 

  • i token collegati ad attività (ART), utilizzati come mezzo di pagamento e come deposito di valore;
  • i token di moneta elettronica (EMT), cripto-attività con un valore stabile e intese come mezzo di pagamento;
  • gli utility token, utili unicamente a fornire l’accesso a un bene o un servizio.

 

Un quarto acronimo fondamentale è CASP, sigla che sta per Crypto-asset Service Providers: i fornitori di servizi di cripto-attività. Gli operatori sono registrati in un registro centrale gestito dall’ESMA (European Securities and Markets Authority, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati) e forniscono servizi di crypto-asset solo se autorizzati, come accade a banche, imprese di investimento e consulenti con la direttiva MiFID, acronimo di Markets in Financial Instruments Directive. Agli incarichi di supervisione presiede anche l’EBA, sigla della European Banking Authority.

 

Cosa si intende per cripto-attività?

Per cripto-attività si intende le valute digitali, ovvero tutte quelle rappresentazioni completamente digitali di valore o di diritti che a scopo di investimento vengono detenute e archiviate elettronicamente con la DLT (la tecnologia a registro distribuito), trasferite e negoziate. I crypto-assets hanno una natura totalmente digitale e sono beni speculativi, a meno che non siano accettati come mezzo di scambio.

Le Banche centrali non controllano la circolazione delle cripto-attività, che avviene sulle piattaforme online di scambio. Sono due le categorie di crypto-asset: unbacked crypto-assets, ossia quelle senza un meccanismo di stabilizzazione che ne ancora il valore ad un’attività di riferimento (ad esempio Bitcoin e le stablecoin algoritmiche); asset linked stablecoins, cioè le crypto legate ad attività stabili sottostanti come valute fiat ufficiali, crediti oppure beni esterni.

Sulla base della loro funzione economica, le cripto-attività sono divise in token di pagamento (i mezzi veri e propri per l’acquisto di beni e servizi o per il trasferimento di denaro), security token (rappresentativi di diritti economici e amministrativi), utility token (rappresentativi di diritti diversi che aiutano nella capitalizzazione o nel finanziamento di un progetto oppure hanno una funzione specifica all’interno di un ecosistema) e NFT, i non-fungible token associati come bene unico e irripetibile ad un determinato proprietario. NFT e DeFi (Decentralized Finance) non rientrano nell’ambito di applicazione del regolamento europeo sulle criptovalute.

 

Cosa prevede il MiCA

La Market in Crypto-Assets Regulation prevede che l’emissione di ART richiede un’autorizzazione e che ogni soggetto emittente queste cripto-attività (banche e soggetti specializzati) deve pubblicare un white paper, ossia un documento con tutte le informazioni dettagliate che aiutano i consumatori a capire chi è il soggetto responsabile, qual è la tecnologia sottostante il trasferimento della valuta digitale, quali sono i rischi, i diritti e gli obblighi dell’utente.

In aggiunta, gli emittenti di ART sono soggetti a stringenti requisiti e controlli (insieme al rispetto di disposizioni di governance e di controllo interno e delle procedure di reclamo) e devono istituire e mantenere un asset reserve: una riserva di liquidità che potrà servire in caso di rimborsi obbligatori per i detentori dei token. Ognuno di questi soggetti deve detenere fondi propri per almeno 350.000 euro o pari al 2% delle attività di riserva.

Non sono da meno le specifiche per chi emette EMT, le cripto-attività ancorate alla moneta come l’euro. Equiparati all’e-money, questi asset possono essere emessi solo da banche e istituti di moneta elettronica autorizzati, a meno che l’offerta non sia fatta solo ad investitori qualificati e l’importo medio in circolazione non superi i 5 milioni di euro. Banche e istituti di moneta elettronica autorizzati sono sottoposti al diritto di rimborso obbligatorio e a varie forme di protezione e tutela dell’utente titolare di EMT. Quanto alla territorialità, i requisiti di autorizzazione legati ad ART e EMT fanno riferimento a chi ha una stabile organizzazione nell’Unione europea, escludendo le entità di Paesi terzi e quelle società offshore non regolamentate che non possono più rivolgersi ai consumatori dell’UE.

Chi emette crypto-assets deve rispettare determinate regole generali di procedura e di condotta. Innanzitutto deve essere esclusivamente una persona giuridica. Poi, con la pubblicazione di un white paper entro il giorno di inizio dell’offerta, deve procedere alla sua notifica (con tutte le comunicazioni di marketing) all’autorità competente almeno venti giorni prima della sua diffusione. Infine, deve rispettare requisiti organizzativi e di good practice. Sono esentate da questi obblighi per l’emissione di ART e EMT le realtà già soggette a vigilanza finanziaria come le imprese di investimento e gli enti creditizi autorizzati.

 

Quando entrerà in vigore il MiCA?

Il MiCA entrerà in vigore alla fine del 2024, al termine di un lungo iter legislativo passato per step successivi e cominciato nel 2021, quando la Commissione pubblica la prima bozza del regolamento europeo sulle criptovalute e sui mercati dei digital assets. Dopo il voto positivo dell’Europarlamento in seduta plenaria con 529 favorevoli, 29 contrari e 14 astensioni, il testo finale è concordato da Strasburgo con il Consiglio nel giugno del 2022.

Approvato dal Consiglio europeo con voto favorevole il 16 maggio 2023 e in via definitiva dal Parlamento quindici giorni dopo, il regolamento europeo sulle criptovalute è pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea nel volume 66 del 9 giugno 2023. Il testo diventa così il primo quadro giuridico completo a livello mondiale ad offrire regole chiare e precise sui token, per eliminare ogni ambiguità e zona d’ombra e far crescere il business dei crypto-assets, un mercato interno che in Europa è il più grande del mondo con i suoi oltre 450 milioni di consumatori.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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Una risposta

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