Banco BPM balla da sola e azionisti vendono dopo rally ultimo anno

Banco BPM balla da sola e azionisti vendono dopo rally ultimo anno

Banco BPM balla da sola e azionisti vendono dopo rally ultimo anno

Navigare in solitaria fa perdere a Banco Bpm un altro socio di peso. È il fondo Capital Research, tra i pilastri della terza banca italiana con un 4,98% rilevato a gennaio 2018, dopo la fusione tra le ex popolari di Milano e Verona. Stando a fonti ufficiose, il fondo basato a Los Angeles avrebbe liquidato tutto prima del 5 novembre. Mossa forse legata alla corsa del titolo, che ha rivisto l’area 3 euro dove stava quattro anni fa, quando Capital entrò. Oppure un semplice effetto del mutato scenario sulle nozze tra banche italiane, al centro di speculazioni da oltre un anno (spesso con Banco Bpm e Unicredit protagoniste) ma da fine ottobre sopito di colpo. Tra l’altro Capital Research è anche un socio forte di Unicredit, con un 5,04% che da anni ne fa il secondo azionista dopo Blackrock.

La notizia non pare soggetta a comunicazioni Consob, essendo il fondo Usa sotto la soglia rilevante del 5%. Ma segue anche l’uscita da Banco Bpm dell’imprenditore mantovano Giorgio Girondi: il fondatore e presidente di Ufi Filters, multinazionale delle tecnologie filtranti, un anno fa puntò forte sulla banca comprando un 5% quando l’azione quotava sugli 1,6 euro. A gennaio 2021 Girondi siglò poi un patto parasociale con Calzedonia e altri due soggetti, vincolando complessivamente il 6,68%. Allora si parlò di un’ottica di presidio e difesa dell’istituto, ma la costante ascesa del titolo, tra i migliori a Piazza Affari dal rimbalzo di marzo 2020 (quando sfiorò quota 1 euro) hanno indotto Girondi a incassare i guadagni. Dapprima il 23 giugno scorso, quando cedette un 2% a circa 2,84 euro, poi il 1 novembre, giorno in cui l’azione quotava 2,69 euro e fu annunciata la vendita del pacchetto restante, con il connesso scioglimento del patto di consultazione a quattro. Nel capitale della banca resta, sciolta da patti, Calzedonia (1,15%), a fianco dell’altro patto tra otto Fondazioni e Casse che vincola il 6,17%, ed è guidato da Fondazione Crt ed Enpam con quasi il 2% a testa.

L’altro pilastro tra i soci è Davide Leone, gestore del fondo omonimo da anni vicino al 5%. Leone mesi fa si spese per una fusione con Unicredit, che pareva disposta a valutare meglio Banco Bpm piuttosto che Bper Banca, la partner preferita invece da cda e manager. Tuttavia il 24 ottobre la rottura tra Tesoro e Unicredit sul dossier Mps, e poi l’introduzione del limite a 500 milioni di euro dei benefici fiscali per gli istituti che si fondono entro giugno 2022, ha spento gli scenari speculativi. Quegli incentivi, nella precedente norma valida fino a fine 2021, avrebbero trasformato in capitale bancario attività fiscali fino al 2% dell’attivo totale della “preda”: un premio da 2,9 miliardi in caso di nozze Unicredit-Banco Bpm e da 900 milioni per Banco Bpm-Bper Banca.

Da novembre, invece, si sta vedendo un altro film. Unicredit è tornata a un piano triennale in solitaria (sarà il 9 dicembre), Bper lo lancerà a febbraio, mentre Banco Bpm lavora per realizzare il proprio, con cui il 5 novembre ha promesso di alzare gli utili netti 2024 oltre il miliardo, con rendimento sopra il 9% l’anno. L’ad Giuseppe Castagna quel giorno ha commentato così la vendita di Girondi: “Siamo dispiaciuti, forse si è fatto troppo bene, quindi chi aveva investito ha pensato fosse anche un ottimo affare disinvestire. Con il nuovo piano forse sapremo trovare un altro patto di imprenditori, ci fa piacere avere azionisti stabili alle spalle”.

 

Azioni Banco BPM: scattano prese di beneficio, supporto a quota 2,533

Il titolo Banco Bpm sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri. Il doppio massimo realizzato ad inizio novembre in area 2,916 ha respinto le quotazioni che ora si trovano decisamente sotto pressione. La discesa non si è ancora arrestata e i prezzi dovrebbero trovare un minimo in prossimità del supporto posto sul livello 2,533.

L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 37.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 2,665 con target nell’intorno dei 2,715 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 2,597 con obiettivo molto vicino al livello 2,533.

 


L’andamento di breve termine di Banco Bpm

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