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Bank of Ireland Group: lo Stato esce del capitale della banca dopo 13 anni

Bank of Ireland Group: lo Stato esce del capitale della banca dopo 13 anni

Dopo 13 anni il Governo irlandese esce definitivamente dal capitale di Bank of Ireland Group Plc., il primo istituto finanziario salvato durante la grande crisi del 2008. Il Tesoro ha investito circa 4,7 miliardi di euro con denaro dei contribuenti nel periodo che va dal 2009 al 2011, per evitare una debacle che all’epoca stava coinvolgendo diverse importanti banche irlandesi. Ricordiamo che l’Irlanda è stato uno dei Paesi facenti parte del gruppo dei PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna), caduti in rovina per via del debito sovrano. Di conseguenza, il sistema finanziario si è visto una quantità enorme di attività che avevano perso drasticamente valore e che richiedevano un intervento pubblico per scongiurare il default.

In tutto lo Stato ha versato circa 64 miliardi di euro nelle casse delle banche irlandesi, di cui circa la metà in Anglo Irish Bank e Irish Nationwide, entrambe finite in liquidazione dando vita, dopo una fusione, a Irish Bank Resolution Corporation. In questo momento, il Governo ancora detiene il controllo in istituti come AIB Group Plc e Permanent TSB Group Holdings Plc per un valore complessivo di 4,9 miliardi di euro. Relativamente ad AIB, ha iniziato a liquidare la sua partecipazione, ma ancora ha in mano un pacchetto del 63,5% delle azioni.

 

Bank of Ireland: l’uscita dello Stato passo fondamentale

La Bank of Ireland Group ha cominciato a essere “ri-privatizzata” a partire da giugno dello scorso anno, quando il Governo presentò un piano di negoziazione dei titoli detenuti. Adesso che si è lasciato questo capitolo alle spalle, l’esecutivo mira agli investimenti per il Paese. Il Ministro delle Finanze Paschal Donohoe, al riguardo, ha affermato che ora “i fondi dei contribuenti dovrebbero essere recuperati e utilizzati per scopi più produttivi”. Quanto alla banca, per l’Amministratore Delegato Gavin Kelly il momento attuale è molto importante e “questo è un passo fondamentale verso la piena normalizzazione nel rapporto con lo Stato”.

L’uscita da Bank of Ireland Group fa riemergere con ogni probabilità anche il tema relativo agli stipendi dei banchieri. Negli istituti dove vi era la presenza dello Stato fu stabilito un tetto di 500 mila euro e un divieto per i bonus. Queste regole potrebbero mettere Bank of Ireland in una posizione svantaggiosa rispetto ad altre banche, a giudizio di Francesca McDonagh, ex Amministratore Delegato dell’istituto irlandese ora trasferitosi a Credit Suisse.

La scorsa settimana le azioni di Bank of Ireland Group sono cresciute del 7,9% alla Borsa di Dublino, in controtendenza rispetto all’indice generale che ha perso il 2,46%. Mentre, dall’inizio dell’anno, il titolo sui mercati finanziari sta guadagnando il 51,5%, grazie non solo ai movimenti sul capitale ma anche al rialzo dei tassi d’interesse che ha fatto crescere il margine di redditività per gli istituti bancari.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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