Bhp Group rinuncerà ad Anglo American e si concentrerà sul suo portafoglio esistente. È quanto risulta dalle dichiarazioni del più grande minatore mondiale, dopo aver tenuto discussioni preliminari con il rivale più piccolo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, negli ultimi giorni Bhp aveva avanzato una nuova proposta di acquisizione, dopo quella da 49 miliardi di dollari di maggio dello scorso anno, ma l’esito è rimasto lo stesso: Anglo American ha rigettato l’offerta. Il motivo è che la società britannica ha pianificato una collaborazione con la canadese Teck Resources e tale combinazione avrebbe un valore superiore rispetto a quella con Bhp.
In questo articolo:
- Bhp-Anglo American: tentativo di consolidamento sfumato
- Fusione Anglo-Teck: a dicembre si vota
Bhp-Anglo American: tentativo di consolidamento sfumato
Bhp ha cercato di rafforzare la sua posizione nel settore minerario, in particolare nel rame, dove negli ultimi anni si è avuta una diminuzione costante di offerta a fronte di una domanda crescente. Tuttavia, i tentativi di acquisire Anglo American si sono rivelati un buco nell’acqua, poiché considerati “altamente complessi e poco attraenti”, oltre a essere condizionati allo smembramento della società con sede a Londra tramite spin-off o vendita delle attività australiane inerenti a carbone, diamanti e platino.
In realtà, dopo la proposta di Bhp, Anglo ha venduto il business del platino, ma non ha dato seguito a una vendita concordata di 3,8 miliardi di dollari relativa alle sue operazioni carbonifere a Peabody dopo l’esplosione di una delle miniere. Secondo gli analisti, Bhp ha fatto un ultimo tentativo di acquisire Anglo American per ottenere gli asset di rame sudamericani del rivale, specialmente dopo l’accordo tra Anglo e Teck Resources che passerà ai voti delle assemblee il prossimo mese.
“Mentre Bhp continua a credere che una collaborazione con Anglo American avrebbe avuto forti benefici strategici e creato un valore significativo per tutti gli stakeholder, Bhp è fiduciosa nel potenziale della propria strategia di crescita organica”, ha affermato in un comunicato il miner australiano. Secondo Glyn Lawcock, analista di Barrenjoey, il ritiro di Bhp dimostra che l’azienda non avesse alcuna intenzione di condurre una guerra di offerte dopo l’accordo Anglo-Teck.
Fusione Anglo-Teck: a dicembre si vota
Intanto i lavori sono in corso per la fusione tra Anglo American e Teck, che darà vita a un colosso da oltre 60 miliardi di dollari, figurando tra i principali gruppi minerari a livello mondiale. La combinazione è stata vista come un catalizzatore per un ulteriore consolidamento del settore, mentre giganti come Rio Tinto e Glencore, oltre a Bhp, hanno valutato una risposta all’accordo. Gli azionisti di Teck e Anglo voteranno il 9 dicembre. L’accordo necessita ancora dell’approvazione dei regolatori di Paesi come Cina, Stati Uniti e Canada. L’entità nascente avrà sede centrale in Canada.
La fusione rappresenterebbe una significativa espansione delle riserve minerarie e delle capacità operative di entrambe le società, rafforzando la loro posizione nel mercato globale delle materie prime strategiche. Gli analisti sottolineano inoltre che l’integrazione dovrà affrontare sfide complesse legate alle normative ambientali e alla gestione delle catene di fornitura internazionali.









