Le trimestrali delle Big tech Usa hanno tranquillizzato gli investitori a Wall Street. Delle Magnifiche sette, solo Nvidia manca all’appello. Il gigante dei chip riporterà i dati il 28 maggio, ma nel frattempo si può fare un primo bilancio della situazione. Le preoccupazioni del mercato per le conseguenze dei primi dazi alla Cina con l’annuncio del 2 febbraio, non hanno trovato riscontro nelle letture dei conti relativi ai primi tre mesi dell’anno. Inoltre, le previsioni dei giganti della tecnologia suggeriscono che la domanda rimarrà solida per il cloud computing, la pubblicità, i software e i dispositivi elettronici, nonostante i dazi.
Hanno sorpreso in particolare le stime di fatturato di Microsoft, grazie a una domanda per le attività di cloud computing che supera la capacità dei suoi data center. Anche Amazon ha sottolineato che non prevede alcuna attenuazione nella richiesta dei servizi cloud, benché le prospettive per l’utile operativo siano più deboli del previsto. Meta Platforms ha fornito rassicurazioni in merito alle prospettive della spesa pubblicitaria digitale e inoltre ha alzato le previsioni sulle spese in conto capitale relative all’intelligenza artificiale. Su quest’ultimo punto il mercato temeva che una rimodulazione del capex sulla nuova tecnologia da parte delle Big tech potesse alimentare dubbi circa la reale crescita legata all’IA. Nessuna delle megacap tecnologiche, tra cui Microsoft e Alphabet, ha deluso al riguardo.
Le uniche note stonate – ma ciò era in buona parte prevedibile – sono state Tesla e Apple. La casa automobilistica non ha confermato la previsione di tornare alla crescita nel 2025, mentre Cupertino ha segnalato 900 milioni di dollari in più di costi nel trimestre in corso a causa delle tariffe trumpiane. Entrambe le Big tech stanno soffrendo la situazione nel mercato cinese, che rappresenta una componente importante del loro business. Fino a quando non verrà raggiunto un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, il contesto potrebbe essere rimanere difficile per i due colossi tecnologici.
Big tech: ottimismo sulla crescita
Grazie alle chiamate agli utili nel complesso positive dei giganti della tecnologia, nelle ultime due settimane l’indice Nasdaq 100 ha recuperato circa 10 punti percentuali, dopo le vendite innescatesi a partire dal 2 aprile, quando Trump ha annunciato i dazi reciproci. Ora il benchmark ad alto contenuto tecnologico si trova quasi del 3% sopra la chiusura di quella data. Secondo quanto riportato da Bloomberg, gli utili delle Magnifiche sette aumenteranno del 21,6% nel 2025, mentre i ricavi dovrebbero salire di 9,7 punti percentuali.
“Molti investitori erano pronti a sentire brutte notizie”, ha dichiarato Mark Luschini, chief investment strategist di Janney Montgomery Scott. “Alla fine anche i numeri più deboli sono rimasti lontani dallo scenario peggiore. Per questa ragione il mercato vede il bicchiere mezzo pieno, anche se la situazione rimane poco chiara e il rimbalzo potrebbe essere messo a repentaglio da eventuali segnali emergenti di rallentamento”. L’esperto sottolinea che per avere un quadro più chiaro di come si sia effettivamente comportato il settore tecnologico con i dazi in vigore bisognerà attendere al prossimo ciclo di trimestrali. Nel frattempo, Luschini evita le azioni delle Big tech e punta sulle azioni difensive.
A giudizio di Hanna Howard, gestore di portafoglio presso Gabelli Funds, “le aziende stanno ottenendo più margine di manovra per la spesa, perché hanno dimostrato di poter generare rendimenti e sostenere la crescita”. L’asset manager sottolinea come ci fosse molta preoccupazione alla vigilia delle trimestrali, ma “sulla base di quello che abbiamo visto, le cose sembrano molto meglio del previsto”, ha detto.









