Binance Italia supera il miliardo di depositi, Guida: “Un successo includere gli investitori istituzionali”

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Quando si parla di criptovalute e blockchain, è inevitabile fare riferimento a Binance. Il colosso globale fondato nel 2017 da Changpeng Zhao, e oggi guidato a livello internazionale da Richard Teng, vanta oltre 288 milioni di utenti, 100mila miliardi di dollari di volumi cumulati e 21,6 miliardi di dollari di depositi. Non è un caso, quindi, se lo scorso novembre (tra spot e derivati), i suoi volumi complessivi hanno superato del 10% il Nasdaq. 

Una cavalcata continua che ha coinvolto anche l’Italia, dove nel 2022 è stata costituita la filiale sussidiaria del gruppo europeo. Anche in questo caso la crescita non si è limitata ai numeri assoluti degli utenti registrati, ma si è contraddistinta soprattutto per la varietà degli investitori coinvolti e nei volumi di trading generati, con una partecipazione sempre più significativa di investitori istituzionali, che hanno portato maggiore stabilità e liquidità al mercato. Basti pensare che, in meno di tre anni, Binance Italia è arrivata a contare l’equivalente di più di un miliardo di euro di depositi.

Numeri che dimostrano che, nonostante diversi momenti di difficoltà di tutto il settore, dettati per esempio dal crollo di Terra Luna e dallo scandalo di Ftx, la crescita non si è mai arrestata. “Ogni settimana nuovi utenti si avvicinano al mondo della blockchain e lo fanno attraverso Binance, che è il player più rappresentativo a livello globale, anche qui in Italia”, spiega a Borsa&Finanza, Gianluigi Guida, ceo di Binance Italia. “Il nostro approccio è sempre stato basato sul rispetto delle regole e sulla compliance, perché operare in un settore dove la chiarezza normativa è fondamentale permette agli operatori seri di crescere e agli utenti di sentirsi sicuri”.

Binance Italia: il profilo degli investitori

Guida racconta come il profilo dell’investitore italiano sia in evoluzione e sempre più maturo. All’inizio, chi si avvicinava alle criptovalute era soprattutto giovane e curioso, ma oggi il mercato mostra una partecipazione trasversale. In Italia il 29,8% degli utenti ha tra i 36 e i 45 anni, il 19% tra i 26 e i 35 e il 30,4% tra i 46 e i 55, segno che anche le fasce più mature stanno entrando nel mondo cripto. Non si tratta più di semplici curiosi o speculatori: quasi due terzi degli utenti italiani sono dipendenti, mentre il 17,6% è costituito da professionisti indipendenti, e la maggioranza possiede un livello di istruzione elevato, con il 29,2% laureato e oltre il 60% con almeno un diploma superiore.

Questa base utenti consapevole si traduce in scelte di investimento più strategiche e orientate al lungo termine. Se molti si sono avvicinati al settore da poco, circa il 52% degli italiani è attivo da più di un anno e il 24% da oltre cinque anni, mostrando continuità e impegno. La motivazione principale che spinge gli investitori a interessarsi alle criptovalute è la protezione dal rischio e dall’inflazione, più che la ricerca di rendimenti immediati. Anche l’approccio operativo riflette questa prudenza: solo il 16,9% degli utenti fa day trading, mentre la maggioranza guarda agli investimenti di lungo periodo. 

In questa direzione è importante sottolineare che “anche grazie all’adozione di strumenti regolamentati come gli Etf. Vediamo un pubblico sempre più ampio, che include anche fasce di età superiore. L’interesse non è più limitato ai giovani, ma si estende a chi ha maggiore capacità di investimento e attenzione per la sicurezza”, specifica Guida. Non sorprende, quindi, che il mercato italiano stia maturando, anche grazie all’ingresso di operatori tradizionali come banche e fondi, che prima esitavano a investire in criptovalute. A gennaio, per esempio, Intesa Sanpaolo ha effettuato un investimento importante in Bitcoin, segnando un cambiamento significativo nella percezione istituzionale del settore. La tecnologia blockchain non è più vista come un rischio speculativo o esclusivamente come uno strumento per attività illecite: sta diventando un asset sicuro, tracciabile e con potenzialità reali per il sistema finanziario.

Anche gli Usa hanno avuto un ruolo chiave nello sviluppo del mercato globale: decisioni politiche e messaggi pubblici hanno spesso influenzato l’andamento delle criptovalute. Guida ricorda come il supporto di figure di rilievo abbia contribuito alla fiducia globale e al coinvolgimento di nuovi investitori. “Se il Presidente degli Stati Uniti mostra interesse, il mercato reagisce”.

Tra massimalisti del Bitcoin e regolamento MiCA

L’interesse degli investitori non si limita a Bitcoin, sebbene rimanga il principale asset. Ethereum, BNB, token con utilità specifica e persino meme coin suscitano curiosità e investimento, purché siano supportati da comunità attive e da progetti seri. “La diversificazione è naturale – spiega Guida – soprattutto con l’ingresso di investitori istituzionali, che cercano asset con volumi più consistenti e stabilità. Anche i meme coin possono essere considerati, se vi è reale domanda e interesse da parte della community”. 

Un aneddoto interessante riguarda i cosiddetti massimalisti del Bitcoin. “All’inizio alcuni di loro erano piuttosto scettici si sentivano quasi traditi nel vedere player istituzionali, banche e grandi aziende entrare nel settore. Bitcoin era nato come simbolo di decentralizzazione, e molti pensavano che coinvolgere grandi istituzioni lo avrebbe snaturato. Quello che è successo è un fenomeno curioso: invece di escludere, siamo riusciti a includere. La tecnologia Bitcoin rimane decentralizzata e chi vuole fare mining o trasferire asset può farlo senza intermediari, ma oggi ci sono anche grandi investitori istituzionali. I massimalisti hanno forse avuto un po’ di disillusione, ma alla fine la decentralizzazione della rete e la sua tecnologia rimangono intatte, mentre il mercato cresce e si consolida”.

Guida non manca di evidenziare il ruolo cruciale della regolamentazione, in particolare con l’arrivo del regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), che ha cambiato profondamente il panorama europeo. “È uno strumento fondamentale – spiega – perché dà certezza, trasparenza e sicurezza agli utenti e agli operatori. Prima c’era molta frammentazione tra i diversi Stati europei: Germania, Francia, Spagna, Italia avevano normative differenti o mancanti, e questo complicava la vita degli exchange globali come Binance. Ora, avere un quadro normativo unico permette di operare con maggiore sicurezza e pianificazione. Ovviamente, ogni regolamento può essere migliorato, ma avere una base chiara è un vantaggio enorme”.

Il rispetto della normativa MiCA ha avuto impatti concreti sulla gestione delle stablecoin come Usdt di Tether, che non possono più essere offerte senza licenza europea. Binance ha adottato misure preventive già da giugno 2024, convertendo le coppie di trading non conformi in token regolamentati come Usdc, garantendo così il rispetto delle regole senza interrompere l’attività degli utenti. “Essere tra i primi a implementare queste regole ci ha dato vantaggio competitivo – commenta Guida – perché dimostra agli utenti e alle autorità che l’azienda opera responsabilmente, garantendo sicurezza e trasparenza”.

Un altro aspetto fondamentale riguarda proprio la sicurezza e la protezione degli utenti, strettamente collegata anche al tema delle truffe. Guida racconta che gli utenti più esposti sono quelli allettati da guadagni facili e immediati, spesso con conoscenza minima della tecnologia. Molti cedono a truffatori l’accesso ai propri dispositivi tramite software di supporto remoto come AnyDesk, e in pochi secondi perdono tutto. “La blockchain è una tecnologia tracciabile e sicura – spiega Guida – ma serve consapevolezza. Collaboriamo costantemente con le forze dell’ordine italiane, Polizia Postale e Guardia di Finanza, per prevenire e contrastare le truffe, rispondendo a migliaia di richieste investigative. Inoltre, con Binance Academy offriamo formazione a milioni di utenti, spiegando come proteggere chiavi e accessi, perché la sicurezza parte dall’informazione”.

Cold wallet o exchange?

La discussione si sposta poi sulla differenza tra cold wallet e exchange. I cold wallet garantiscono il pieno controllo dei propri token, ma ne limitano la fruibilità. Binance offre invece sistemi di sicurezza avanzati, che consentono accesso immediato agli asset, strumenti di staking, Binance Earn e partecipazione all’emissione di nuovi token. “Un exchange regolamentato come Binance combina sicurezza e fruibilità – sottolinea Guida – e consente procedure per trasferire gli asset agli eredi, cosa impossibile con un cold wallet a meno che non venga fisicamente dato all’erede. La tecnologia evolve insieme ai bisogni degli utenti”.

Il listing dei token su Binance avviene secondo criteri di utilità e sostanza: deve esserci un progetto reale, una comunità attiva e interesse concreto da parte degli utenti. Anche i meme coin possono essere considerati, purché rispettino questi criteri. “Gli utenti devono avere la possibilità di accedere a token solidi, ma anche a quelli più sperimentali, se vi è interesse reale e una community che li sostiene. È un equilibrio tra innovazione e serietà”.

Il numero uno di Binance Italia non trascura, inoltre, l’aspetto tecnologico e culturale della blockchain. Sottolineando come la decentralizzazione di Bitcoin rimanga intatta, e come la tecnologia sia applicabile in molteplici settori, oltre la finanza. “La blockchain permette trasparenza, tracciabilità e sicurezza – dice – e il settore è ancora agli inizi. Con l’evoluzione della regolamentazione, degli strumenti e della cultura finanziaria, la crescita continuerà in modo sostenibile”. 

Bitcoin vs oro e il futuro per Binance

Bitcoin viene spesso definito come il nuovo oro, e sebbene esistano differenze fondamentali tra i due – l’oro è fisico e Bitcoin digitale, la quantità di oro sulla Terra è stimata mentre Bitcoin ha un numero massimo noto – ci sono caratteristiche comuni che li rendono strumenti di valore. “Entrambi sono scarsi, trasferibili e possono fungere da riserva di valore”. Una narrativa che, forse, ha anche contribuito a cambiare la percezione tradizionale delle criptovalute, avvicinando anche gli investitori più conservatori.

Guida conclude parlando del futuro: “Il 2025 sarà un anno di consolidamento del bull market, con la crescita trainata da etf, investitori istituzionali e maggiore conoscenza del settore da parte del pubblico retail. Tuttavia, sottolinea che nessuno può prevedere con certezza i movimenti del mercato, influenzati dai fattori macroeconomici”. Ciò che conta, secondo Guida, è la tecnologia sottostante: la blockchain continuerà a espandersi, a migliorare processi e sicurezza, e a offrire nuove opportunità di investimento e sviluppo, sia in Europa sia a livello globale. “Non possiamo prevedere ogni fluttuazione, ma possiamo osservare con chiarezza la direzione del settore – conclude Guida – e la direzione è verso maggiore regolamentazione, sicurezza e integrazione nella finanza tradizionale, senza perdere l’innovazione che caratterizza questo ecosistema”. 

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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