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Birkenstock scalda i motori per l’IPO a Wall Street, ecco cosa aspettarsi

Birkenstock scalda i motori per l'IPO a Wall Street, ecco cosa aspettarsi

La prossima settimana i riflettori di Wall Street saranno puntati su Birkenstock, l’azienda tedesca specializzata nella produzione di scarpe, sandali e stivali che diventerà pubblica per la prima volta completando la serie di quotazioni di alto profilo alla Borsa americana nelle ultime settimane. Arm Holdings, Instacart e Klaviyo l’hanno preceduta con risultati tuttavia abbastanza deludenti.

L’esordio di Birkenstock ha il sapore della sfida nei confronti di un mercato che in questo periodo non presenta le condizioni ideali per i nuovi arrivi. L’azienda tedesca venderà almeno 32 milioni di azioni, con una forbice di prezzo compresa tra 44 e 49 dollari. Nella parte alta delle stime Birkenstock raccoglierebbe circa 1,58 miliardi di dollari e con questa cifra potrebbe ridurre il debito. Tuttavia, secondo alcuni come Thomas Hayes, presidente dell’hedge fund Great Hill Capital, il produttore con sede a Neustadt utilizzerà parte dei proventi derivanti dall’IPO per espandersi ulteriormente. Birkenstock punta a una valutazione di 10 miliardi di dollari, il che la renderebbe il quarto marchio di calzature al mondo per capitalizzazione.

 

Birkenstock: il problema delle vendite

Birkenstock è stata fondata nel 1774 da Johann Adam Birkenstock e ben presto il suo prodotto è stato esportato in tutto il mondo. L’inflazione dell’ultimo anno e mezzo ha messo sotto pressione le vendite. La popolarità dell’azienda però le ha permesso di mantenere un flusso costante di clientela nei suoi negozi, nonostante il traffico verso i principali centri al dettaglio nell’ultimo periodo sia diminuito.

Gli analisti reputano che Birkenstock debba continuare a espandere le sue vendite dirette al consumatore in modo da attirare più clienti se vuole mantenere un livello alto di entrate. L’azienda tedesca aveva 6.000 partner all’ingrosso nell’anno fiscale 2022, mentre gestiva solo una piccola rete di circa 45 proprie boutique al 30 giugno. Sulla base dei dati rilasciati da Similarweb, le visite uniche al suo sito web nel 2023 fino al mese di agosto sono cresciute del 26,4% su base annua, mentre alcuni suoi rivali come Golden Goose, Dr Martens e Allbirds hanno visto diminuire il flusso di visitatori ai propri siti.

 

Cosa aspettarsi dall’IPO?

Come sarà l’esperienza in Borsa di Birkenstock? Considerando i risultati delle ultime quotazioni a partire dal 2021 dei marchi di calzature, non c’è molto da essere ottimisti. La società americana Allbirds è naufragata con una perdita di circa il 96% di capitalizzazione. Il marchio tedesco Dr. Martens ha bruciato circa due terzi del suo valore di mercato mentre la società svizzera On Holdings è precipitata del 27% da quando è diventata pubblica.

In genere, però, per i migliori brand di calzature nel lungo termine la quotazione in Borsa è stata una passerella di successo. Secondo i dati Refinitiv aggiornati al 2 ottobre, ecco di seguito una schematizzazione delle performance delle principali dieci aziende in un orizzonte temporale di 1, 5 e 10 anni.

Azienda  Anno IPO  Capitalizzazione (US$ miliardi)  Performance YTD  Performance  

5 anni 

Performance 

10 anni 

Nike  1980  144,7  -19%   12%  160% 
Adidas  1995  30,1  29%  -23%  105% 
Deckers  1993  13,5  30%  344%  685% 
Li Ning  2004  13,3  -39%  377%  495% 
Puma  1986  9.3  6%  37%  171% 
On holding  2021  8.3  52%  N/A  N/A 
Skechers  1999  7.6  17%  79%  372% 
VF Corporation  1951  6.4  –40%  -81%  -65% 
Asics  1999  6.1  77%  209%  205% 
Crocs  2006  5.4  -19%  318%  546% 

Birkenstock ha poi un asso nella manica che potrebbe aiutarla al debutto, ossia il sostegno di alcuni esponenti di spicco del settore del lusso come: Alexandre Arnault, figlio del miliardario di LVMH Bernard Arnault e L. Catterton, la società di private equity sempre sostenuta da LVMH che al momento è proprietaria di Birkenstock e che dopo l’IPO conserverebbe una quota dell’83%. Separatamente, i fondi gestiti da Durable Capital Partners LP e Norges Bank Investment Management hanno manifestato interesse all’acquisto di azioni della società tedesca per un valore complessivo di 300 milioni di dollari. Tuttavia questo non è garanzia di successo sul mercato azionario, come del resto si è visto per altre società, soprattutto in un momento in cui la situazione generale risulta essere alquanto incerta.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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