Bitcoin: 2 motivi perché le quotazioni sono correlate con le azioni
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Bitcoin: 2 motivi perché le quotazioni sono correlate con le azioni

Bitcoin: 2 motivi perché le quotazioni sono correlate con le azioni

Mai come in questo periodo Bitcoin sta mantenendo una correlazione molto alta con gli indici azionari. La criptovaluta ha seguito una parabola simile a quella delle azioni negli ultimi giorni, venendo tempestata di vendite sull’attesa del meeting della Federal Reserve. Nella giornata di ieri il token si era ripreso in scia ai rialzi generalizzati sul mercato azionario, prima che la conferenza stampa di Jerome Powell mandasse al tappeto le Borse e a ruota anche le criptovalute.

In particolare la correlazione è molto stretta tra le quotazioni di Bitcoin e quelle del NASDAQ-100, perché entrambe sono espressioni dell’alta tecnologia, che in questo ambiente di tassi proiettati al rialzo sta soffrendo maledettamente sui mercati. Dall’inizio dell’anno l’indice tecnologico americano ha perso circa l’11%, mentre Bitcoin è arretrato del 18%, essendo comunque un asset più speculativo.

 

Bitcoin: una correlazione con le azioni sempre più forte

L’andamento della madre delle valute digitali fa scendere enormemente le quotazioni di chi sosteneva che potesse servire come alternativa all’oro e ad altri metalli preziosi per porsi come rifugio protetto quando vi è maretta nei mercati finanziari. Goldman Sachs ha affermato che le risorse digitali mostravano basse correlazioni con le variabili tradizionali del mercato prima della pandemia. Negli ultimi 2 anni però la loro dipendenza dall’andamento dei macro asset è cresciuta e quanto sta succedendo oggi è una palese dimostrazione.

Anche uno studio di Nick Metzidakis, capo della ricerca quantitativa presso Tyr Capital, società specializzata in asset digitali, ha mostrato come le fluttuazioni di Bitcoin seguano quanto accade nelle Borse. In sostanza, è stato rilevato come negli ultimi 5 anni il token si è comportato similmente al NASDAQ, in modo speciale all’inizio del 2020.

Da allora gli investitori hanno acquistato quando hanno avuto una visione ottimistica sull’economia e venduto in preda al nervosismo. Inoltre, Metzidakis ha notato che il prezzo del Bitcoin viene molto influenzato dal dato chiave dell’occupazione americana, ossia cresce ogni volta che vengono rilasciati risultati positivi e si deprime in caso contrario. Tutto ciò colloca la criptovaluta nell’alveo degli asset risk-on e non degli strumenti risk-off.

 

Ecco cosa spiega la correlazione con le azioni

Ma a cosa è dovuto effettivamente questo cambiamento della dinamica di Bitcoin in questi anni, che ora si muove di pari passo con il NASDAQ? Le ipotesi in gioco possono essere 2. La prima riguarda il fatto che un tempo il mercato crittografico era dominato dai trader al dettaglio, mentre oggi vi è una presenta più massiccia degli hedge fund che investono sulle criptovalute. Ad esempio vi sono grandi specialisti di asset digitali come Galaxy Digital e Genesis Trading che in questo momento giocano un ruolo molto più decisivo. Giocoforza la presenza di investitori più professionali tende a considerare Bitcoin più un asset tradizionale e meno uno strumento da casinò.

La seconda riguarda la possibile regolamentazione in arrivo e i potenziali cambiamenti nelle regole finanziarie che hanno a che fare con l’utilizzo delle criptovalute. Finora l’assenza di una normativa al riguardo ha permesso a Bitcoin di viaggiare spesso border line, sganciandosi da quanto succedeva nel mondo finanziario. Oggi i tempi sono maturi perché la moneta virtuale possa cadere sotto una disciplina esattamente come le altre attività finanziarie, perdendo in un certo senso il privilegio di essere poco intaccata dalle vicende macroeconomiche.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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