Bitcoin: 4 tendenze per capire cosa farà dopo lo scivolone - Borsa&Finanza

Bitcoin: 4 tendenze per capire cosa farà dopo lo scivolone

Bitcoin: 4 tendenze da osservare nei prossimi mesi

Bitcoin ha perso parecchio terreno nelle ultime sedute scivolando a poco più di 21.000 dollari dopo aver raggiunto un massimo di 25.200 dollari a metà agosto.  È da diverso tempo che la principale criptovaluta si muove in un intervallo ristretto ampio tra i 4.000 e i 5.000 dollari, con una volatilità abbastanza elevata che riflette un certo nervosismo tra gli investitori. Il sentiment ancora risente dell’implosione della stablecoin TerraUSD e del fallimento di alcuni interpreti del mondo crittografico come il prestatore Celsius, l’exchange Voyager Digital e il fondo Three Arrows Capital.

Per il momento è difficile immaginare che Bitcoin possa intraprendere un rally come quello che lo ha portato, a novembre 2021, al suo massimo storico di quasi 69.000 dollari. Anche perché è la situazione generale che non spinge all’ottimismo, al di là di quello che succede nel settore delle criptovalute. Tra crisi energetica e timori di recessione conseguenti, gli investitori rimangono molto cauti prima di lanciarsi in investimenti con un elevato livello di rischio come quelli nelle valute digitali.

 

Bitcoin: ecco quali sono i parametri da monitorare

Lo scenario per il Bitcoin e le previsioni per le prossime settimane sono stati analizzati da due esperti di Morgan Stanley: Sheena Shah e Kinji Steimetz. In particolare, gli analisti hanno individuato quattro tendenze che gli investitori dovrebbero seguire con molta attenzione.

  • La prima riguarda la disponibilità delle stablecoin, che rappresenta un aspetto importante nelle attività di prestito e trading crittografico. Quanto meno si ha liquidità in tal senso, quanto più vi è il pericolo che il sistema non regga. Shah e Steimetz osservano come le disponibilità di alcune stablecoin tipo USDT di Tether e USDC di Circle siano in calo. Tuttavia, da questa settimana la capitalizzazione su base mensile delle stablecoin ha interrotto la discesa, il che significa che il deleverage si è arrestato. Il segnale è indicativo, perché quando a giugno la capitalizzazione di Tether è scesa del 20%, la quotazione di Bitcoin è crollata del 45% nello stesso periodo. Se il deleverage si è ferma è possibile che anche le turbolenze sul mercato crittografico facciano lo stesso.
  • La seconda tendenza riguarda la domanda di leva finanziaria, in aumento. Quando ciò avviene gli investitori spostano maggiore denaro verso le stablecoin, incrementandone la capitalizzazione. Da cié deriva una crescita dei prezzi, esaltata da una leva più alta con oscillazioni esacerbate. Gli analisti puntualizzano però che in questo momento non vi è una domanda di re-leverage, quindi non si può parlare di una tendenza verso la crescita della leva crittografica.
  • La terza tendenza concerne il rapporto tra la capitalizzazione di mercato di USDT e USDC con il prezzo di Bitcoin. Morgan Stanley vede un legame tra i periodi in cui USDT cala, USDC cresce e il Bitcoin guadagna. Ad esempio, a inizio maggio vi è stata una discesa della capitalizzazione di Tether di 9 miliardi di dollari, mentre quella di USDC è salita di 4 miliardi di dollari. Ciò ha rappresentato un segnale rialzista per Bitcoin, che due mesi dopo ha realizzato la migliore performance dell’anno. Adesso le cose si stanno invertendo nelle stablecoin e questa potrebbe essere una spia rossa per la madre di tutte le cripto. Tuttavia, il team della banca precisa che quanto accade non può essere visto come un segnale di trading, anche perché la relazione storica è volatile, con valori anomali e uno storico poco ampio.
  • Infine la tendenza che più conta per Morgan Stanley è quella che attiene al contesto macroeconomico, soprattutto per via della correlazione di Bitcoin con l’andamento delle azioni, in particolare quelle tecnologiche. Qui si inserisce la politica monetaria delle Banche centrali. Quando queste hanno iniettato liquidità nei mercati finanziari, Bitcoin ha aumentato la sua capitalizzazione, proprio perché il denaro elargito è affluito nelle attività più a rischio. Quindi è bene osservare quale sarà la tendenza degli istituti centrali nell’offerta di moneta da ora in avanti per determinare quale potrà essere il corso di Bitcoin. Quest’anno la politica monetaria si è particolarmente inasprita per combattere l’inflazione e infatti la moneta virtuale ha perso molto terreno. In definitiva, inflazione e conseguente politica monetaria saranno i principali catalizzatori da non trascurare.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *