Bitcoin chiude il peggior mese della sua storia, cosa succede ora? - Borsa e Finanza

Bitcoin chiude il peggior mese della sua storia, cosa succede ora?

Bitcoin chiude il peggior mese della sua storia, cosa succede ora?

Bitcoin ha chiuso la prima metà dell’anno sotto i 20.000 dollari, confermando le pressioni che in questo momento vi sono sulla principale criptovaluta. Il mese di giugno è stato disastroso, con una perdita del 38%, la più alta in un mese mai registrata. Mentre se ci si riferisce all’ultimo trimestre, questo è stato il peggiore dal 2011, quando la valuta digitale quotava appena 1 dollaro.

Del resto, non poteva essere altrimenti con i numerosi venti contrari che hanno travolto Bitcoin e tutto il settore delle criptovalute. Le strette sui tassi della Federal Reserve probabilmente hanno costituto la base per il movimento ribassista, in quanto hanno colpito essenzialmente tutte le attività a rischio in un periodo storico di grande incertezza e preoccupazione. E Bitcoin è un’attività a rischio, nonostante per diverso tempo non pochi cercavano di far passare il concetto, non si sa bene basato su cosa, che la cripto potesse svolgere un ruolo di bene rifugio o addirittura di copertura contro l’inflazione.

Se è vero che, come molti grandi investitori sostengono, Warren Buffett in testa, Bitcoin è totalmente privo di valore intrinseco, come potrebbe mai essere una protezione dalla crescita dei prezzi al consumo? Ancora meno poteva reggere l’ipotesi di bene rifugio, dal momento che la moneta virtuale ha una volatilità infinitamente superiore a veri beni rifugio come oro, dollaro USA e franco svizzero, per citare alcuni esempi.

Oltre la Fed, altri fattori hanno annerito l’umore degli investitori in Bitcoin. A maggio vi è stato il tracollo della stablecoin algoritmica TerraUSD e della compagna di viaggio LUNA, che ha affollato la mente degli operatori di dubbi sull’effettiva sicurezza di questa tipologia di criptovalute. Questo mese alcuni importanti prestatori di criptovalute hanno iniziato a intravedere lo spettro della bancarotta. Celsius ha dovuto sospendere i prelievi e i trasferimenti da parte degli utenti, mentre BlockFi è riuscito a ottenere un prestito di emergenza da parte dell’exchange FTX del miliardario Sam Bankman-Fried.

Dulcis in fundo, vi è stata la messa in liquidazione dell’hedge fund crittografico Three Arrows Capital, dopo che il fondo non è riuscito a coprire la richiesta di margine da parte dei suoi finanziatori. Sullo sfondo, una serie di licenziamenti del personale da parte di alcune grandi società del settore, come Coinbase che ha annunciato il taglio del 9% dell’organico nei prossimi mesi.

 

Bitcoin: le previsioni degli analisti

Questa serie di concause di certo non infonde ottimismo negli investitori per il prosieguo dell’anno e molti si staranno chiedendo dove potrà andare a finire Bitcoin in futuro, anche in considerazione del fatto che le Autorità di regolamentazione diventeranno più severe dopo alcuni fatti che sono successi e probabilmente verrà definita una disciplina in un settore ancora privo di regole.

Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise Asset Management, ha dichiarato che occorre superare il fine settimana del quattro luglio e poi pensare di costruire la seconda metà dell’anno. L’esperto ha precisato che se l’orizzonte temporale di investimento è fino a tre mesi, occorre tener conto che la volatilità sarà significativa. Se invece la tempistica si estende ad anni, allora entrare oggi a mercato potrebbe essere una grande opportunità.

Gli analisti di Bank of America avvertono un certo pessimismo nei consumatori statunitensi, che sono diventati più diffidenti nei confronti di tutto il settore crittografico. Secondo i dati riportati dall’istituto finanziario, dal picco di 1 milione di utenti attivi nel novembre 2021, quando Bitcoin ha raggiunto il record storico di 68.990 dollari, il numero si è più che dimezzato nel mese di maggio.

Secondo Marion Labourne, economista senior presso Deutsche Bank, le criptovalute potrebbero continuare la loro caduta libera a causa della complessità del sistema e in questo momento stabilizzare i token è difficile perché non ci sono modelli di valutazione comuni come avviene nelle azioni. “Il valore di Bitcoin continuerà a salire e scendere a seconda di ciò che la gente crede che valga”, ha detto l’esperto. A suo avviso, a mettere ulteriore pressione all’ecosistema crittografico saranno l’alta inflazione, la stretta monetaria e la lenta crescita economica. Tuttavia, Labourne ritiene che Bitcoin possa concludere l’anno a 27.000 dollari. E questo sarebbe già un risultato importante visti i chiari di luna.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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