Bitcoin: è Warren Buffett il nemico numero uno? - Borsa e Finanza

Bitcoin: è Warren Buffett il nemico numero uno?

Bitcoin: è Warren Buffett il nemico numero uno?

Warren Buffett è in cima alla lista dei nemici di Bitcoin. A sostenerlo è il grande venture capitalist Peter Thiel durante un evento sulle criptovalute a Miami, che ha definito l’investitore miliardario al comando di Berkshire Hathaway il “nonno sociopatico di Omaha”. Thiel ha riportato le frasi di Buffett quando ha definito la principale criptovaluta veleno per topi e quando ha dichiarato che non possiede Bitcoin e mai lo farà. In realtà, all’inizio del 2022 Berkshire ha investito 1 miliardo di dollari nella Nubank brasiliana, una fintech che è molto popolare tra gli investitori di criptovalute.

Thiel entra a gamba tesa anche sugli Amministratori Delegati Jamie Dimon di JP Morgan e Larry fink di BlackRock, rei a suo avviso di aver espresso commenti ribassisti su Bitcoin. Il 54enne tedesco ha aggiunto che questi investitori sentono il bisogno di abbattere Bitcoin e la sua legittimità, con una scelta profondamente politica. Per questo occorre combattere affinché la valuta digitale “aumenti di 10 o 100 volte”.

Thiel ritiene possibile che il token arrivi a qualcosa come 4,3 milioni di dollari, ma dovrebbe essere adottato dalle grandi istituzioni. Solo che qui entrerebbero in gioco Buffett e altri nemici, che hanno abbastanza potere per prevenire qualsiasi cambiamento del genere, afferma Thiel. Il co-fondatore di PayPal chiude la conferenza con un’esortazione ai sostenitori delle criptovalute, dichiarando che questo “è un momento rivoluzionario e che bisogna conquistare il mondo”.

Da Berkshire Hathaway non è arrivata alcuna risposta ai commenti di Thiel, mentre un portavoce di BlackRock ha fatto riferimento alla lettera agli azionisti di Fink del mese scorso. Nell’occasione il CEO della più grande società d’investimento del mondo ha scritto che la guerra Russia-Ucraina potrebbe accelerare l’adozione delle criptovalute, sottolineando come un sistema di pagamento digitale a livello globale ben progettato potrebbe migliorare il regolamento delle transazioni internazionali, con una riduzione del rischio di riciclaggio e corruzione.

 

 

Banche centrali: per Thiel sta finendo il loro potere

Thiel ha lanciato strali anche nei confronti delle Banche centrali, ritenute responsabili per aver assorbito lentamente la tecnologia digitale. Gli istituti monetari hanno sofferto enormemente l’aumento di valore di Bitcoin negli ultimi anni e in pratica adesso si trovano in bancarotta, sostiene Thiel. E questo “determina la fine del regime del denaro fiat”.

In effetti non sono poche le Banche centrali che si stanno attivando affinché venga contrastato il potere che in questi ultimi anni ha assunto la finanza decentralizzata. A parte situazioni estreme come quelle della People’s Bank of China, che ha spazzato via le criptovalute aprendo la strada per l’introduzione dello Yuan digitale, la Banca di Russia e la Banca Centrale indiana stanno spingendo affinché si adottino misure rigorose nei confronti delle criptovalute. In Russia la questione è stata accantonata dopo lo scoppio del conflitto con l’Ucraina, anche perché in questo momento le valute digitali potrebbero essere un alleato prezioso per aggirare le sanzioni occidentali. In India invece la Bank of India viene moderata dal Governo, che invece propende per una regolamentazione.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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