Bitcoin: ecco 10 modi per investire nella criptovaluta - Borsa e Finanza

Bitcoin: ecco 10 modi per investire nella criptovaluta

Bitcoin: 10 modi per investire nella criptovaluta

Quando è nato il Bitcoin nel 2009 non vi erano molte possibilità per acquistare la criptovaluta: o si effettuava un mining attraverso la blockchain oppure si poteva comprare attraverso un wallet detenuto presso un exchange. Da allora però estrarre Bitcoin è diventato estremamente dispendioso e possono farlo solo grandi aziende organizzate e che utilizzano strutture estremamente efficienti, mentre sono cresciute le modalità mediante le quali qualsiasi investitore potrebbe puntare sulla principale valuta digitale. Del resto è anche ovvio, visto il successo che negli anni Bitcoin ha riscosso presso il pubblico, con una crescita di valore spaventosa. Vediamo quindi 10 modi per poter sfruttare tale crescita e investire nel token digitale con i relativi vantaggi e svantaggi:

 

ProShares Bitcoin Strategy ETF

Recentemente negli Stati Uniti è stato approvato il primo ETF su futures Bitcoin, dopo diverso tempo che se ne parlava. La Securities and Exchange Commission è stata sempre molto titubante in quanto temeva un’esposizione al rischio eccessiva da parte soprattutto degli investitori non professionisti. Il via libera dell’istituto di regolamentazione segna un passo importante verso il riconoscimento definitivo a livello istituzionale. 

L’ETF presenta una commissione dello 0,95% e ha il grande vantaggio di consentire agli investitori di tenere tutti il denaro nello stesso luogo. Lo svantaggio consiste nel fatto che il sottostante non è un prezzo spot, ma future. Questo genera un aumento dei costi durante le operazioni di rolling che finisce per pesare sul risultato finale.

 

Coinbase Global

Coinbase è uno dei più grandi e sicuri exchange del mondo, quotato da pochi mesi nella Borsa di New York. Attualmente permette di acquistare un’ampia gamma di criptovalute, applicando una commissione del 4%. Questa può anche scendere per gli investitori professionali, ma al momento ha proprio l’inconveniente degli oneri eccessivi rispetto specialmente all’ETF di cui sopra.

 

Bancomat Bitcoin

Soprattutto negli Stati Uniti si stanno diffondendo molto i Bancomat Bitcoin, distributori automatici che permettono di comprare la criptovaluta, ma anche di cambiarla ottenendo contanti. Si conta che entro la fine dell’anno saranno installati più di 50.000 macchine in tutto il Paese. Il grande vantaggio consiste nell’avere accesso a una struttura molto familiare, utilizzata da tutti e di facile individuazione, come ad esempio nei pressi dei negozi Walmart. L’aspetto più svantaggioso consiste nella struttura commissionale, che in media arriva al 7%, troppo alta per chi vuol investire.  Inoltre non bisogna trascurare il fattore regolamentazione, con le Autorità che hanno acceso un faro in quanto temono che queste strutture possano favorire la circolazione di denaro sospetto agevolando operazioni illegali.

 

Broker Robinhood

Quotato a Wall Street da alcuni mesi, il broker Robinhood è una validissima alternativa perché a differenza degli altri non applica alcuna commissione di trading nella sua piattaforma, che risulta molto facile e intuitiva. Il problema però sta nel fatto che l’azienda riscuote il pagamento per il flusso degli ordini da parte dei market maker, compromettendo a volte l’esecuzione delle operazioni in criptovalute. Su questo prossimamente si pronuncerà la SEC, che potrebbe in extrema ratio vietare questo sistema di operatività. A quel punto sarebbe un grande colpo per l’intermediario, le cui entrate dipendono per il 75% proprio dal flusso di ordini.

Square

La piattaforma di Square è una buona alternativa per chi vuole comprare Bitcoin perché consente lo spostamento crittografico dentro e fuori l’app Cash. Le commissioni dipendono molto dalla dimensione della transazione, andando a scendere via via che aumenta l’importo. Tuttavia, nel complesso ancora risultano più elevate rispetto ad altre alternative.

MicroStrategy

Con MicroStrategy ciò che si andrebbe a comprare è un titolo che dipende dall’andamento di Bitcoin, dal momento che la società ha in cassaforte circa 7 miliardi nella criptovaluta. Il vantaggio consiste nel fatto che le commissioni sono le stesse di quelle che si pagherebbero acquistando un’azione e possono essere nulle se si utilizza un broker zero fee. L’inconveniente è che il titolo viene scambiato a un premio maggiore rispetto al valore di Bitcoin e potrebbe subire una discesa di prezzo qualora la società decidesse di vendere il token digitale sul mercato.

 

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