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Bitcoin: Grayscale fa causa alla SEC dopo il rifiuto a convertire il fondo

Bitcoin: Grayscale fa causa alla SEC dopo il rifiuto a convertire il fondo

Il respingimento, da parte della Securities and Exchange Commission, dell’ultima domanda presentata da Grayscale per convertire il Bitcoin Trust da 40 miliardi di dollari in un fondo negoziato in Borsa ha mandato su tutte le furie l’asset manager, che porterà in Tribunale l’Autorithy americana. Il più grande veicolo d’investimento crittografico del mondo ha infatti avviato una petizione alla Corte d’Appello del Distretto di Columbia per contestare il rifiuto della SEC e chiedere una revisione. Il contenzioso è guidato dallo stratega legale senior di Grayscale Donald B. Verrilli Jr., un ex avvocato generale degli Stati Uniti, e da un team di avvocati dello studio legale Davis Polk & Wardwell. Verrilli è già messo sul piede di guerra e ha dichiarato che

“la SEC non riesce ad applicare un trattamento coerente e quindi agisce in maniera arbitraria e capricciosa, violando in questo modo le procedure dell’Administrative Procedure Act e del Securities Exchange Act del 1934”.

Secondo l’authority americana, Grayscale non avrebbe soddisfatto i requisiti di protezione dei consumatori che includevano “misure per prevenire atti e pratiche fraudolente e manipolative”. L’Amministratore Delegato di Grayscale, Michael Sonneshein, si è detto profondamente deluso e in totale disaccordo con quanto deciso della SEC, aggiungendo che l’azienda continuerà a

“sfruttare tutte le risorse a disposizione a vantaggio degli investitori e per sostenere l’equo trattamento normativo dei veicoli di investimento Bitcoin”.

La notizia ha fatto scendere le quotazioni di Bitcoin fino a 19.000 dollari, in concomitanza con quella della messa in liquidazione dell’hedge fund crittografico Three Arrows Capital, che è uno dei maggiori detentori di azioni fiduciarie Grayscale, insieme a BlockFi e ARK Investment.

 

ETF Bitcoin spot: l’ostracismo della SEC

Da diverso tempo Grayscale cerca di trasformare il suo fondo in un ETF spot, in quanto il trust viene scambiato costantemente a sconto rispetto al suo net asset value. Quindi gli azionisti del trust devono spendere di più se vogliono acquistare più token, con il calo del prezzo di Bitcoin. La conversione avrebbe reso più facile riscattare le proprie partecipazioni e in questo modo anche il valore della criptovaluta si sarebbe stabilizzato, secondo l’azienda.

Grayscale a ottobre 2021 aveva presentato domanda di conversione e poi quest’anno ha fatto pressioni dopo che la SEC ha approvato il future crittografico Teucrium sulla base delle regole che valgono per gli ETF spot. Infatti, il future è stato depositato ai sensi del Securities Act del 1933, invece dell’Investment Company Act del 1940 e ciò aveva alimentato le aspettative che finalmente il primo prodotto spot potesse vedere la luce nel mondo crittografico.

Questo ennesimo veto rientra comunque in una politica portata avanti dal Presidente dell’Autorità, Gary Gensler, in base alla quale gli ETF spot fanno correre il rischio di scambi dei token in mercati non regolamentati, con conseguente pericolo di mancanza di sorveglianza e di manipolazione. Infatti, finora tutti gli ETF che sono stati approvati si basano su prodotti derivati, in quanto perfettamente regolamentati, ma strumenti simili a quelli presentati da Grayscale non hanno avuto mai il nulla osta da parte dell’Organismo finanziario.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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