Bitcoin: sarà energia nucleare a risolvere problema ambientale del mining?
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Bitcoin: il nucleare per pesare meno sull’ambiente

Il problema dell’inquinamento ambientale è un tema molto seguito  dalle associazioni ambientaliste e dai Regolatori di ogni Paese in cui viene effettuato il mining del Bitcoin. Questo è stato uno dei principali motivi per cui la Cina si è scagliata contro le criptovalute, vietandone addirittura le transazioni. I produttori di token digitali quindi si stanno dando da fare per trovare delle soluzioni al fine di evitare che la loro proficua attività possa essere messa sotto pressione oltre il dovuto. A tale proposito stanno nascendo negli ultimi tempi delle partnership con i proprietari delle centrali nucleari per estrarre Bitcoin limitando il danno climatico.

 

 

BTC-nucleare: un’alleanza vantaggiosa per entrambi

Estrarre Bitcoin comporta un dispendio di energia enorme, perché i minatori devono risolvere enigmi matematici che con il tempo sono diventati sempre più complessi e che richiedono una potenza di calcolo e di elettricità sempre maggiore. Quando le criptovalute sono nate, il mining richiedeva semplicemente un PC e una persona. Oggi è necessario far funzionare più macchine contemporaneamente. L’inquinamento atmosferico che ne è conseguito ha sollevato critiche soprattutto da parte degli ambientalisti che hanno iniziato una crociata contro il crescente uso di elettricità da combustibili fossili. Persino Elon Musk, uno dei più grandi sostenitori di Bitcoin, 4 mesi fa si è schierato contro la modalità di estrazione della principale cripto, denunciando un pericolo enorme per l’ambiente e facendo crollare le quotazioni della valuta digitale. Il nucleare potrebbe quindi essere una strada da percorrere per mettere a tacere tante critiche, salvaguardando l’ecosistema. 

Dal canto proprio il settore del nucleare potrebbe risolvere i problemi di concorrenza delle fonti di energia più economiche come quella solare ed eolica, accaparrandosi nuovi clienti. Il nucleare poi paga lo scotto del disastro di Fukushima avvenuto nel 2011 in Giappone, da cui sono partite molte reticenze in diversi Paesi per utilizzare questa risorsa.  Ad esempio negli ultimi anni in USA sono stati chiusi numerosi impianti, come l’Indian Point di proprietà di Entergy Corp. Mentre Exelon Corp 3 mesi fa ha annunciato la chiusura di 2 delle 3 centrali dell’Illinois. Secondo l’Energy Information Administration l’utilizzo del nucleare sarà destinato a diminuire nei prossimi anni. Quindi la via tentata dalle centrali attraverso gli accordi con i minatori di Bitcoin potrebbe essere quella giusta per risollevare un settore un pò ammaccato.

 

Bitcoin-nucleare: le principali partnership

Uno degli accordi più significativi messi in piedi finora ha riguardato Talen Energy Corporation, che ha stipulato una joint venture con TeraWulf, estrattore di Bitcoin green energy. Quest’ultimo avvierà una struttura mineraria di grandi dimensioni vicino alla centrale nucleare di Talen in Pennsylvania. Un altro impegno molto importante è stato quello di Startup Oklo, centrale nucleare americana che ha firmato un accordo di fornitura di energia per 20 anni con la società di hosting Compass Mining. Il patto non include un prezzo fisso, ma l’Amministratore Delegato di Compass, Whit Gibbs, ha affermato che le parti troveranno un compromesso che permetta a entrambi di fare un business redditizio. 

Oltre queste, anche altre collaborazioni sono in gestazione e altre ancora potrebbero sopraggiungere nei prossimi mesi. Il CEO di Oklo ha infatti asserito di aver ricevuto alcune richieste da parte di diversi minatori di bitcoin interessati. In tutto questo però vi sono 2 considerazioni da fare. In primis occorre l’approvazione federale per dare seguito a questi progetti e la tempistica potrebbe richiedere da 1 a 3 anni. In secondo luogo, come sostiene Bill Dugan, direttore di Customized Energy Solutions, una società di consulenza energetica, l’alleanza Bitcoin-nucleare è improbabile che sia abbastanza grande e rapida da salvare le centrali nucleari ormai prossime alla chiusura.

 

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