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Bitcoin: per Bernstein arriverà a 150.000 dollari nel 2025

Bitcoin: per Bernstein arriverà a 150.000 dollari nel 2025

Bitcoin è rinato. Negli ultimi giorni la quotazione si è attestata nell’intorno dei 52.000 dollari, livello che non vedeva da oltre due anni. L’interesse degli investitori nella principale criptovaluta è tornato dopo l’approvazione degli ETF spot da parte della Securities and Exchange Commission lo scorso 11 gennaio. Da allora i flussi verso i fondi che riproducono a pronti le quotazioni di Bitcoin sono stati in continua crescita.

Secondo i dati forniti dalla banca tedesca Bernstein, nel primo mese dal loro lancio gli ETF spot hanno aggiunto circa 60 mila Bitcoin, più del doppio rispetto alla produzione dei miner nello stesso periodo. Inoltre, in base a un rapporto della società di ricerca britannica CCData, i volumi totali di trading su Bitcoin sono aumentati del 4,4% a 1.400 miliardi di dollari nel mese di gennaio, registrando il quarto mese consecutivo al rialzo.

Sembra insomma che siano alle spalle i tempi cupi del 2022, quando prima l’implosione della stablecoin TerraUSD e poi il fallimento in serie di importanti aziende crittografiche come FTX di Sam Bankman-Fried avevano terremotato tutto il settore delle criptovalute.

 

Bitcoin: ecco dove potrebbero arrivare i prezzi

È il caso di entrare a mercato in questo momento acquistando Bitcoin? Analisti e investitori sono convinti che il trend ascendente della valuta digitale sia molto forte e che probabilmente si trovi solo all’inizio del percorso. Ad aprile poi arriverà l’halving, evento molto atteso che si verifica ogni quattro anni circa e comporta il dimezzamento dell’estrazione di Bitcoin. Solitamente, il prezzo della cripto raggiunge nuovi massimi storici in occasione dell’halving, in un rally che inizia alcuni mesi prima e si conclude anche fino a un anno e mezzo dopo.

Secondo Gautam Chhugani, analista di Bernstein, il 2024 sarà un anno di svolta per Bitcoin, che aggiornerà i massimi storici per arrivare a una quota di 150.000 dollari entro la metà del 2025. Per agguantare il top di sempre a 68.990 dollari di novembre 2021, la moneta virtuale dovrebbe fare ancora un salto di poco più del 30% dalle quotazioni attuali, ma gli analisti di CCData sono molto ottimisti sulla prospettiva di “un imminente evento di halving”.

 

Occhio al Crypto Fear & Greed Index

Tuttavia, non bisogna sottovalutare il rischio di un eccessivo entusiasmo intorno alla criptovaluta. Un monito è stato lanciato dal Crypto Fear & Greed Index, un parametro utilizzato da CoinGlass, che assegna un punteggio da 0 a 100 al mercato sulla base del suo atteggiamento nei confronti del rischio. In termini pratici, un valore vicino a 0 significa che in quel momento gli investitori hanno una paura estrema; viceversa, un valore prossimo a 100 vuol dire che il mercato è diventato estremamente avido.

In questo periodo l’indice si trova a quota 72, che implica un livello di avidità elevata. Sulla base delle statistiche ciò è il preludio almeno di una forte correzione. Il punto è stabilire quale potrebbe essere il motivo scatenante di una discesa delle quotazioni del Bitcoin. Secondo gli analisti di QCP Markets, società di trading di criptovalute, i tassi di interesse persistentemente elevati e l’inflazione ostica potrebbero essere due elementi negativi. “Sebbene rimaniamo rialzisti con la liquidità che torna a riversarsi sugli asset rischiosi, l’inflazione vischiosa oltre il 3% porta dei rischi di ribasso e potrebbe significare anche una maggiore volatilità sui mercati”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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