Bitcoin sale sopra 17.000 dollari, ma attenzione ai fondi pensione - Borsa&Finanza

Bitcoin sale sopra 17.000 dollari, ma attenzione ai fondi pensione

Bitcoin sale sopra 17.000 dollari, ma attenzione ai fondi pensione

Bitcoin mantiene una certa resistenza, nonostante il terremoto che ha investito le criptovalute negli ultimi mesi. Le quotazioni della principale valuta digitale sono salite sopra 17.000 dollari, dopo che si temeva una debacle a seguito del fallimento dell’exchange FTX di Sam Bankman-Fried. Anche negli ultimi giorni, quando le azioni sono scivolate sui timori derivanti dalla recessione globale, Bitcoin è riuscito a mantenere la posizione senza scomporsi più di tanto. Per tutto l’anno si è avuta una correlazione molto sostenuta tra Bitcoin e azioni. Il fatto che ora le turbolenze sul mercato azionario non intaccano troppo la criptovaluta, potrebbe essere un segnale di forza di quest’ultima che fa ben sperare.

Tuttavia, il quadro generale rimane alquanto depresso, perché gli strascichi lasciati dal default di FTX potrebbero essere più forti di quanto si tema. Recentemente, anche il prestatore BlockFi ha presentato istanza per il Chapter 11 della legge fallimentare USA e la sensazione è che la lista potrebbe arricchirsi presto con altri protagonisti crittografici, a partire da Genesis e Gemini.

 

Criptovalute: i fondi pensione si allontano dal settore

Un cattivo segnale però sta arrivando da investitori istituzionali come i fondi pensione, che si stanno allontanando dalle criptovalute. Il più grande ente pensionistico canadese CPP Investiments ha rinunciato a valutare opportunità di investimento nel settore, secondo alcune fonti vicine al fondo. Altri fondi come la Caisse De Dépôt Et Placement Du Québec e l’Ontario Teachers’ Pension Plan hanno azzerato gli investimenti in società crittografiche, dopo lo scotto delle partecipazioni nel prestatore di cripto Celsius e nell’exchange FTX, entrambi ricorsi alla protezione del Chapter 11.

Secondo Stéphane Quellette, Amministratore Delegato del broker di derivati crittografici FRNT Financial, per la maggior parte di questi investitori, “non è stato stabilito un chiaro percorso verso la partecipazione alle criptovalute”. Quindi, le mosse di uscire dall’ambiente crittografico mettono in luce “la difficoltà per queste istituzioni, dove i fallimenti Celsius e FTX mostrano metriche poco chiare per valutare la redditività delle imprese crittografiche”.

 

Bitcoin: ecco cosa aspettarsi ora

Cosa aspettarsi quindi da Bitcoin prossimamente? A giudizio di Edward Moya, analista del broker Oanda, fino a quando non arriveranno i dati chiave sull’inflazione e sui tassi d’interesse, la moneta virtuale rimarrà “bloccata in un’altalena intorno al livello di 17.000 dollari”. Per questo occorre pazientare fino alla prossima settimana, quando il Bureau of Labour Statistics rilascerà i dati sull’IPC USA del mese di novembre, che dovrebbe mantenere la scia di raffreddamento segnalata lo scorso mese. Il 13 e il 14 dicembre si riunirà la Federal Reserve, che probabilmente ridurrà la stretta sui tassi d’interesse a 50 punti base dai 75 degli ultimi quattro incontri.

“Le criptovalute non hanno avuto nuovi sviluppi derivanti dal crollo di FTX e questo ha fornito un periodo tranquillo”, ha aggiunto Moya. Marcus Sotiriou, analista del broker di asset digitali GlobalBlock, ha affermato che questa settimana Bitcoin ha mantenuto la posizione a 16.800 dollari, nonostante l’S&P 500 sia sceso significativamente. Questo nel breve termine potrebbe essere un “segnale di forza, sebbene l’analisi tecnica suggerisca che potremmo avere qualche aspetto negativo”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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