Bitcoin: scendono i costi degli ETP ma la cripto dove può arrivare? - Borsa e Finanza

Bitcoin: scendono i costi degli ETP ma la cripto dove può arrivare?

Bitcoin in caduta libera, nuova proposta ETP 21Shares

Anche le criptovalute soffrono e gli emittenti di prodotti che investono su Bitcoin & co. corrono ai ripari per mantenere l’attrattività dell’asset class. 21Shares, il principale emittente di ETP su valute digitali ha lanciato il 21Shares Bitcoin Core ETP con un total expense ratio dello 0,21%. Si tratta di un nuovo ritocco al ribasso delle spese che segue quello già operato nei mesi scorsi da altre società, come Fidelity e Global X, le quali avevano portato il Ter al di sotto del mezzo punto percentuale. Per il fondatore e amministratore delegato di 21Shares Hany Rashwan, il lancio del nuovo ETP a costi ridotti “risponde a una esigenza manifestata dai clienti” e sarà probabilmente seguito da altri prodotti della crypto winter suite, l’offerta pensata per investire in criptovalute in un mercato ribassista.

 

L’ETP che “presta” bitcoin

Con un Ter dello 0,21% il 21Shares Bitcoin Core ETP può essere interessante da inserire in portafogli diversificati. Inoltre potrebbe essere un invito attraente per gli investitori istituzionali che secondo Hany Rashwan stanno iniziando ad aprirsi alle valute digitali. Per ottenere un prezzo così basso 21Shares ha previsto che l’ETP possa prestare parte dei bitcoin posseduti. I prestiti, ha specificato Rashwan saranno collateralizzati con bitcoin, ethereum e USD Coin almeno al 115% del loro valore, per tutelare l’investimento da eventuali default di chi riceve il prestito. È recente il fallimento di Three Arrows Capital. L’hedge fund specializzato in criptovalute ha dichiarato default su un prestito da 660 milioni di dollari dopo essere arrivato ad avere nel periodo di massimo rialzo delle criptovalute, un patrimonio di 10 miliardi di dollari. A provocare la caduta di Three Arrows Capital è stato il crollo dell’ecosistema del token Luna. Il rischio che altre situazioni di tensione si manifestino sul mercato delle criptovalute rimane elevato. David Trainer di New Constructs nota che “più le valute digitali scendono e rimangono basse più verrà alla luce la sovraesposizione di alcune società”.

 

Al fondo della discesa?

Sono oltre 70 i punti percentuali di valore persi dal Bitcoin, la criptovaluta più famosa, dai massimi segnati l’11 novembre 2021 a 68.789 dollari. Oggi la moneta digitale scambia in area 19.140 dollari e presenta un bilancio negativo, da inizio anno, del 58%. Considerata fino a novembre un possibile bene rifugio, quasi un sostituto dell’oro, non ha resistito alla galoppata dell’inflazione, al rialzo dei tassi di interesse delle banche centrali e all’attenzione sempre più stretta dei regolatori. Il Bitcoin, che ha toccato un minimo nel 2022 a 17.708 punti il 18 giugno, è tornato sui valori di fine 2020, ossia ai livelli precedenti il decollo del 2021.
Un crollo che non ha scalfito la fiducia dei bitcoiner più accaniti né quella dell’AD di 21Shares, secondo cui “le criptovalute cambieranno il mondo”. Rashwan è convinto che la discesa subita negli ultimi sette mesi dal Bitcoin (contemporaneamente gli asset di 21Shares si sono ridotti da tre miliardi a un miliardo di dollari) sia un’opportunità per chi si è perso gli ultimi due rally della criptovaluta. La prima delle due galoppate della criptomoneta a cui fa riferimento Rashwan è quella che da inizio 2021, in quattro mesi, gli ha permesso di guadagnare il 124%, salvo poi perdere tutto quanto guadagnato nei successivi due mesi. Dai minimi di giugno 2021 il Bitcoin è poi ripartito toccando i massimi storici a novembre a 68.789 dollari per tornare nuovamente sui suoi passi.

Dopo un semestre in cui la capitalizzazione di mercato delle criptovalute è crollata del 60% (-1.300 miliardi di dollari) cancellando il 70% dei milionari da bitcoin, il mercato orso delle cripto potrebbe aver raggiunto uno stadio avanzato e potrebbe essere vicino alla fine, secondo gli strategist di J.P.Morgan Chase & Co. Non tutti concordano. Il veterano degli investimenti in bitcoin Peter Brandt stima che i minimi potrebbero arrivare in un’area compresa tra 10.000 e 14.000 dollari.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks,com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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