Bitcoin scivola sotto 100.000 $, investitori in ansia per guerra Usa-Iran

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Alta tensione nel mercato delle criptovalute, con Bitcoin che è scivolato sotto i 100.000 dollari prima di rialzarsi e tornare in area 101.000 dollari.

Il saliscendi è stato conseguente al bombardamento effettuato dagli Stati Uniti in Iran. Nella giornata di ieri si è assistito all’operazione definita “Midnight Hammer“, con cui i bombardieri americani B-2 si sono sollevati da una base militare nel Missouri per raggiungere i cieli di Teheran.

Una volta raggiunto l’obiettivo, i jet militari hanno sganciato i potenti ordigni MOP (Motorized Bunker Penetrating Bomb) in grado di perforare i bunker iraniani che custodiscono le centrali nucleari. Ciò ha generato forti turbolenze nei mercati finanziari, facendo oscillare violentemente le quotazioni degli asset considerati particolarmente rischiosi come Bitcoin.

 

In questo articolo:

 

  • Bitcoin: perché gli investitori vendono
  • Due notizi positive

Bitcoin: perché gli investitori vendono

Quanto accaduto nelle ultime ore nel mercato crittografico è l’ennesima dimostrazione che quando si manifestano tensioni a livello economico e geopolitico, gli investitori vendono Bitcoin. Ciò smentisce che la criptovaluta in tali circostanze assuma il ruolo di bene rifugio.

Le preoccupazioni degli investitori sono che, dopo l’attacco statunitense, l’Iran possa chiudere lo Stretto di Hormuz facendo in questo modo impennare i prezzi del petrolio. Ne conseguirebbe il torno di un risveglio dell’inflazione e tassi di interesse più alti. Giocoforza, gli operatori di mercato si allontanano dalle attività speculative, indirizzandosi verso asset più sicuri.

Bitcoin fa parte della prima categoria. La madre delle criptovalute non offrirebbe alcuna copertura contro l’inflazione ma si comporterebbe come un titolo tecnologico ad alto beta.

Non a casonnelle ultime settimane si è registrata un’alta correlazione tra Bitcoin e Nasdaq a seguito dello scoppio della guerra Israele-Iran. Nel frattempo, dopo che più di 1,04 miliardi di dollari erano confluiti negli ETF spot su Bitcoin da lunedì a mercoledì della scorsa settimana, gli afflussi sono crollati fino a praticamente azzerarsi in seguito all’attacco israeliano alle basi nucleari iraniane (dati Coinglass).

 

Due notizie positive

Alcuni aspetti positivi tuttavia devono essere messi in risalto. Innanzitutto, il mercato delle opzioni rimane ancora rialzista. Secondo quanto riportato da Coinglass, l’open interest su Bitcoin è intorno a 51 miliardi di dollari, con circa il 60% dei contratti call rispetto a circa un 40% di put. In particolare, c’è molta affluenza verso i prezzi a 105.000 dollari entro l’11 luglio.

La maggiore inclinazione verso le call implica che l’ottimismo a lungo termine rimane intatto. Sembra che i trader di criptovalute si stiano preparando per maggiori turbolenze nel breve termine mentre continuano ad aspettarsi potenziale di rialzo più avanti quest’anno.

Un altro fatto interessante è la notizia che la società tecnologica Tangiamo Touch Technology sta valutando la possibilità di investire in Bitcoin. Questa iniziativa si inserisce nella strategia di lungo termine dell’azienda, volta a rafforzare la solidità finanziaria del gruppo attraverso l’acquisizione di una riserva alternativa di attivi.

“Consideriamo il Bitcoin come un potenziale complemento agli asset tradizionali, soprattutto in periodi caratterizzati da un aumento dell’inflazione e da incertezza finanziaria”, ha affermato l’amministratore delegato Chris Steele. “Il Bitcoin si è evoluto in una classe di attivi globale, liquida e regolamentata e, proprio come i nostri prodotti di gioco guidati da AI (Artificial Intelligence, n.d.r.) e Web3 rappresentano il futuro, desideriamo che anche il nostro bilancio sia altrettanto moderno”.

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Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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