Bonus carburanti, meno 25 cent al litro: fino a quando, le altre misure del decreto

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Il Bonus carburanti torna al centro dell’agenda economica con un intervento urgente pensato per contenere l’impatto dei rincari su famiglie e imprese. Dopo settimane di tensioni sui mercati energetici, aggravate dalla crisi in Medio Oriente, il Governo ha scelto una strada immediata: ridurre il prezzo alla pompa agendo direttamente sulle accise. Una mossa che, seppur temporanea, mira a dare respiro nel breve periodo e a stabilizzare le aspettative.

Il decreto è già operativo e introduce un pacchetto articolato di misure. Nei paragrafi che seguono, il dettaglio del taglio da 25 centesimi, la durata dell’intervento e gli altri strumenti previsti.

 

In questo articolo: 

 

  • Taglio di 25 centesimi al litro: quanto dura il bonus carburanti e quanto si risparmia
  • Altre misure del decreto carburanti: crediti d’imposta e sostegni ai settori
  • Controlli e andamento dei prezzi: cosa aspettarsi nei prossimi giorni

 

Taglio di 25 centesimi al litro: quanto dura il bonus carburanti e quanto si risparmia

La misura più importante del provvedimento è il taglio delle accise pari a 25 centesimi al litro su benzina e diesel. Non si tratta di una stima teorica: il ribasso è diretto e immediato, visibile sul prezzo finale pagato dagli automobilisti.

 

In termini concreti:

 

  • su un pieno medio da 50 litri, il risparmio può arrivare a 12,5 euro;
  • su base settimanale, per chi utilizza l’auto quotidianamente, il beneficio diventa significativo;
  • per le imprese con flotte aziendali, l’incidenza è ancora più rilevante.

 

Il decreto legge 18 marzo 2026, n. 33, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, stabilisce che la misura è entrata in vigore dalla mezzanotte del giorno successivo alla pubblicazione.

Tuttavia, la durata del bonus carburanti 2026 è limitata: il taglio resterà attivo per 20 giorni. Una finestra temporale breve, legata all’incertezza dello scenario internazionale. Proprio per questo, il provvedimento viene letto come una risposta emergenziale, più che strutturale.

Dal lato dei conti pubblici, l’operazione ha un costo di oltre 417 milioni di euro nel 2026, coperto in larga parte tramite riduzioni di spesa nei ministeri.

 

Altre misure del decreto carburanti: crediti d’imposta e sostegni ai settori

Oltre al taglio delle accise del bonus carburanti 2026, il decreto introduce interventi mirati per alcune categorie particolarmente esposte ai rincari. Si tratta di strumenti fiscali che puntano a compensare i costi sostenuti per il carburante.

Le principali misure possono essere sintetizzate come segue:

 

  • Credito d’imposta per l’autotrasporto (100 milioni di euro): viene riconosciuto un credito pari al 20% della spesa per carburante sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026. L’obiettivo è sostenere una filiera strategica per l’economia, fortemente colpita dall’aumento dei costi operativi;
  • Credito d’imposta per il settore pesca (10 milioni di euro): anche le imprese ittiche beneficiano di un credito del 20% sull’acquisto di carburanti. La misura consente di contenere i costi di uscita in mare e, indirettamente, di evitare rincari sui prodotti destinati ai consumatori;
  • Norma anti-speculazione sui prezzi: viene rafforzato il sistema di controllo lungo la filiera. In caso di aumenti anomali, il Garante per i prezzi potrà attivare verifiche mirate, coinvolgendo Guardia di Finanza e Antitrust.

 

Tutte misure che, nel loro insieme, ampliano la portata del bonus carburanti, trasformandolo in un intervento più articolato rispetto a una semplice riduzione alla pompa.

 

Controlli e andamenti dei prezzi: cosa aspettarsi nei prossimi giorni

Uno degli elementi più rilevanti del decreto riguarda il monitoraggio dei prezzi. Il Governo punta infatti a evitare che il taglio delle accise venga assorbito da dinamiche speculative.

Il meccanismo prevede che, in presenza di incrementi ritenuti anomali, il Garante per la sorveglianza dei prezzi segnali i soggetti coinvolti alle autorità competenti. A quel punto:

 

  • la Guardia di Finanza avvia controlli mirati;
  • i risultati vengono trasmessi all’Antitrust;
  • nei casi più gravi si procede anche sul piano giudiziario.

 

Pur senza modificare le norme esistenti, il rafforzamento dei controlli ha una chiara funzione deterrente. Nel breve periodo, l’effetto atteso è una riduzione immediata dei prezzi di benzina e diesel, già visibile nelle ore successive all’entrata in vigore del decreto. Tuttavia, molto dipenderà dall’evoluzione della crisi internazionale: se le tensioni dovessero proseguire, sarà necessario valutare nuovi interventi.

 

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari