Bonus Mamme 2025, spetta anche sui congedi: ecco le novità INPS e come inviare domanda

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Il Bonus Mamme torna protagonista nel 2025 con una novità che ha attirato l’attenzione di molte lavoratrici, perché l’Inps ha chiarito che il contributo può essere riconosciuto anche durante i periodi di congedo.

Una precisazione molto attesa, utile per capire come si applica l’agevolazione nei mesi in cui l’attività lavorativa è sospesa ma il rapporto di lavoro resta attivo. Il tema, tuttavia, è più articolato di quanto sembri, poiché il beneficio è legato non solo alla presenza di figli ma anche alla tipologia di contratto e al reddito annuale.

A questo punto arrivano domande naturali. Il Bonus Mamme spetta sempre nei mesi di congedo? Quali sono i requisiti da rispettare per ottenere il contributo? Come deve essere presentata la domanda all’INPS e quali sono le scadenze da non perdere? Scopriamolo insieme.

In questo articolo:

  • Quando spetta il Bonus Mamme e la novità sul congedo
  • Requisiti e categorie che possono richiedere il contributo
  • Come fare domanda all’INPS e quando arriva il pagamento

Quando spetta il Bonus Mamme e la novità sul congedo

Il Bonus Mamme nella versione attiva nel 2025 prevede un contributo massimo di 480 euro, erogato in un’unica soluzione nel mese di dicembre. L’importo deriva da un calcolo mensile, fino a 40 euro per ogni mese in cui risulta attivo il rapporto di lavoro nel corso dell’anno. Il punto centrale riguarda però la distinzione tra mesi di attività e mesi di sospensione.

Per chiarire finalmente come interpretare questa definizione, l’Inps ha pubblicato nuove FAQ all’interno del manuale utente, confermando che il Bonus Mamme spetta anche durante i periodi di congedo di maternità e congedo parentale, purché il rapporto di lavoro risulti in essere. Questo orientamento amplia il perimetro dell’agevolazione, poiché molte lavoratrici trascorrono diversi mesi dell’anno in congedo obbligatorio o facoltativo e temevano di perdere una parte del contributo.

L’Istituto ha precisato che sono considerati utili ai fini del bonus tutti i mesi in cui la lavoratrice percepisce retribuzione o indennità, oppure è prevista contribuzione figurativa. È il caso, oltre ai congedi, anche della cassa integrazione, delle assenze per malattia del bambino e del congedo biennale previsto dalla normativa sull’assistenza ai familiari con disabilità. Invece, non sono validi i periodi di sospensione senza retribuzione e senza contribuzione, come le aspettative volontarie, l’astensione non retribuita o le sospensioni disciplinari.

Una particolarità riguarda il part time ciclico verticale: nei mesi in cui non è prevista alcuna attività, e dunque non c’è retribuzione né copertura contributiva, il Bonus Mamme non può essere riconosciuto. Stessa esclusione per i periodi di NASpI o DIS-COLL, che derivano da un rapporto di lavoro cessato.

Requisiti e categorie che possono richiedere il contributo

Il Bonus Mamme 2025 è rivolto a un’ampia platea di lavoratrici, includendo dipendenti con contratto a tempo determinato o indeterminato, autonome e professioniste. Per accedere al contributo è necessario avere due figli e un reddito annuo inferiore a 40.000 euro, con la condizione che il figlio più piccolo non abbia ancora compiuto dieci anni. Le lavoratrici con tre figli possono accedere anche in caso di contratti più flessibili, purché il più giovane non abbia più di diciotto anni.

Questi requisiti si affiancano a un regime diverso per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli, che continuano a beneficiare della decontribuzione introdotta con la Manovra 2024. Il Bonus Mamme, quindi, si inserisce in modo complementare, adattandosi a situazioni familiari e contrattuali molto varie.

Come fare domanda all’INPS e quando arriva il pagamento del Bonus mamme

La procedura per ottenere il Bonus Mamme è attiva online sul portale Inps. L’invio della domanda è interamente telematico e può essere effettuato con Spid, Cie o Cns. In alternativa è possibile rivolgersi ai patronati o al Contact Center, scelta utile per chi preferisce assistenza nella compilazione.

La scadenza principale è fissata al 9 dicembre 2025. Il pagamento, come previsto dalla disciplina del 2025, è accreditato nel mese di dicembre. Esiste però una seconda possibilità per chi matura i requisiti solo alla fine dell’anno, ad esempio con la nascita del secondo figlio dopo il 9 dicembre: in questi casi la domanda può essere inviata fino al 31 gennaio 2026 e l’erogazione avverrà nel mese di febbraio.

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Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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