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Bonus part time verticale: a chi spetta l’indennità da 550 euro

L’Italia è un Paese part-time: stando ai dati elaborati dall’Inapp, oltre un terzo dei nuovi contratti di lavoro attivati negli ultimi due anni è a tempo ridotto. Non solo: a decidere di dimezzare le ore sono soprattutto le imprese e c’è una forte differenze di genere. In media il lavoro part-time, sia verticale che orizzontale, ha un’incidenza tre volte maggiore tra le donne: il 24% dell’occupazione femminile è a tempo ridotto, una percentuale che crolla all’8% tra gli uomini. È a una parte specifica di queste lavoratrici e lavoratori che si rivolge il bonus part time verticale: ecco tutto quello che c’è da sapere su quest’agevolazione una tantum introdotta con la legge n. 91 del 15 luglio 2022, la conversione del cosiddetto Decreto Aiuti.

 

Bonus part time verticale: cos’è e a chi spetta

Il part time ciclico verticale è una tipologia particolare di contratto di lavoro: nonostante preveda un contratto a tempo indeterminato, lo svolgimento dell’attività lavorativa è contemplata soltanto in alcuni periodi dell’anno. Con questi contratti si lavora non ad orario ridotto (ovvero il part time orizzontale) ma full time per fasi anche molto lunghe o giorni alterni, restando però inattivi per la restante parte dell’anno. In sostanza, l’orario di lavoro è basato su un monte orario annuale e non giornaliero. Esempi di part time ciclico verticale sono i contratti di chi lavora nelle mense scolastiche e nel personale delle pulizie (quindi per nove mesi, quando sono aperte le scuole) o gli ex stagionali stabilizzati.

Per i periodi di non lavoro e conseguente mancanza di salario, l’INPS e il legislatore hanno colmato il vuoto con un’indennità una tantum che è appunto il bonus part time verticale. Il sostegno economico per questa particolare modalità di impiego prevede 550 euro da erogare (una sola volta) a domanda dell’interessato all’INPS, ma soltanto a fronte di alcuni requisiti piuttosto stringenti.

Il bonus spetta infatti se il lavoratore o la lavoratrice:

 

  • ha un contratto dipendente a tempo determinato o indeterminato, pubblico o privato;
  • non ha lavorato in via continuativa almeno per un mese (4 settimane) e complessivamente, nell’arco dell’anno intero, per 7 settimane e non oltre 20 settimane;
  • non è titolare di un altro rapporto di lavoro dipendente, di sussidio NASpI o di pensione diretta.

 

Il bonus è cumulabile con l’assegno di invalidità. L’indennità non concorre alla formazione del reddito ed è pagata direttamente dall’INPS.

 

Bonus part time verticale: quando arriva e come fare domanda

La domanda di indennità una tantum per i servizi prestati nel 2021 ha avuto la scadenza fissata al 30 novembre 2022. Tuttavia, il respingimento di 49.600 domande presentate perché prive dei requisiti necessari a fronte delle 64.800 prodotte (quindi con appena poco più di 10.000 accolte e quasi 5.000 ancora da istruire) ha convinto l’INPS, con il Messaggio numero 1379 del 13 aprile 2023, ad aprire le richieste di riesame per le domande respinte.

La scadenza per presentare la richiesta di riesame è fissata a 120 giorni dalla data del messaggio, quindi l’11 agosto 2023, oppure dalla data di conoscenza del rifiuto. Sul portale dell’Istituto la domanda per il bonus part time verticale era stata inserita nel “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” dei “Servizi” dentro “Prestazioni e servizi”: andava presentata esclusivamente in via telematica con SPID, CIE o CNS, tramite il Contact Center dell’ente o i patronati.

L’utente può fare richiesta di riesame sulla piattaforma dell’INPS, cliccando sul pulsate “Richiedi riesame” nella sezione “Dati della domanda”. Nella richiesta va inserita la motivazione (ovvero la prova che dimostra il diritto spettante), da inviare attraverso il link “Allega documentazione”. La maggior parte delle domande sarebbero state respinte a causa di una scorretta comunicazione dei dati retributivi e contributivi.

Nel 2023 questo bonus risulta non ancora confermato, anche se Marina Elvira Calderone, il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, ha spiegato che sono al vaglio anche altre soluzioni, mentre i sindacati chiedono un intervento normativo complessivo per un’applicazione più flessibile della disciplina.

 

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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