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Borsa cinese: lanciato un nuovo indice per le blue chip, ecco i dettagli

Borsa cinese: lanciato un nuovo indice per le blue chip, ecco i dettagli

La Borsa cinese ha un altro indice azionario per le blue chip. Si tratta del CSI A50, che ha fatto il suo esordio questa settimana. Il benchmark garantisce una maggiore ponderazione in alcuni settori come i semiconduttori e le energie rinnovabili, che vengono considerati comparti chiave nell’ambito della sicurezza nazionale e della transizione energetica (su cui la Cina punta in maniera particolare). In questo modo viene colmata una lacuna dei principali indici esistenti, che pesano le azioni soprattutto sulla capitalizzazione di mercato. Ad esempio, il CSI 300 favorisce in particolare i titoli finanziari, mentre lo Shanghai Composite è concentrato oltre che sul settore finanziario anche su quello industriale. Il primo rappresenta un riferimento per gli investitori istituzionali ed esteri mentre il secondo è maggiormente appannaggio dei trader retail.

La Borsa di Shanghai ha affermato che il CSI A50 “arricchirà il pool di prodotti degli indici azionari, che saranno sfruttati per mostrare il cambio di marcia nella struttura economica cinese”. Tra i principali componenti del nuovo paniere figurano il colosso dei liquori Kweichow Moutai, il gigante delle batterie Contemporary Amperex Technology e il leader dei chip Semiconductor Manufacturing Internazional Corp.

 

Borsa cinese: il commento di investitori e analisti sul nuovo indice

La Borsa cinese cerca quindi di stimolare le contrattazioni dopo un anno in cui le azioni sono state sotto pressione a causa del mancato rimbalzo dell’economia, nonostante un 2022 segnato dalle chiusure Covid. Il CSI 300 ha perso nel 2023 oltre l’11% del suo valore mentre altri indici internazionali come il Nikkei 225 e l’S&P 500 sono saliti rispettivamente circa del 28% e 24%.

Alcuni investitori e analisti vedono in chiave positiva l’introduzione del CSI A50. Secondo Jason Lui, responsabile della strategia per l’Asia orientale di BNP Paribas, “negli ultimi anni, abbiamo assistito a una rapida crescita in aree che non si riflettono necessariamente negli indici convenzionali che gli investitori retail e stranieri tendono a seguire. Si può pensare al CSI A50 come a un indice blue-chip con un’adeguata diversificazione settoriale incorporata”. L’esperto sottolinea quanto sia importante verificare quanti saranno davvero gli afflussi per i prodotti che seguono il CSI A50. “È ancora troppo presto per dirlo, ma dal nostro punto di vista, ora ci sono più scelte sul mercato per consentire agli investitori di esprimere opinioni più numerose e diverse”.

Anche Zhang Qi, analista di Haitong Securities è ottimista. “Questo nuovo indice è abbastanza diversificato e rappresentativo. Il punto culminante è l’inclusione di nuove azioni legate all’energia, che rappresentano la direzione della nuova economia cinese”.

 

Cina: priorità ai fondi azionari

Per cercare di rilanciare la Borsa cinese, l’autorità di regolamentazione di Pechino – la China Securities Regulatory Commission – avrebbe chiesto in via informale ad alcuni gestori di fondi cinesi di dare la priorità ai fondi azionari rispetto ad altri fondi nel lancio di nuovi prodotti. Attualmente, l’industria cinese dei fondi comuni di investimento rappresenta un caposaldo del mercato dei capitali della nazione, contando su un valore di 3.800 miliardi di dollari. Tuttavia, nell’ultimo anno si sono verificati deflussi importanti a causa di un calo della fiducia da parte degli investitori, intaccata dalla crisi del settore immobiliare.

Secondo i dati rilasciati dalla società di consulenza finanziaria Z-Ben Advisors, lo scorso anno in Cina sono stati lanciati 334 nuovi fondi azionari, registrando una diminuzione del 22% su base annua e del 49% rispetto al 2021. Allo stesso tempo, i proventi da tali fondi sono scivolati del 39% anno su anno a 19,18 miliardi di dollari. “È difficile vendere fondi azionari quando il mercato è fiacco. Il costo di marketing è alto, ma l’effetto potrebbe essere basso”, ha detto Xia Chun, capo economista di Forthright Holdings Co.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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