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Borsa di Istanbul: le misure di Erdogan funzionano, azioni turche in volo

Borsa di Istanbul: le misure di Erdogan funzionano, azioni turche in volo

Le misure del Governo turco

per evitare una debacle della Borsa di Istanbul alla riapertura avvenuta oggi sembra che abbiano fatto effetto. L’indice Bist 100 sta guadagnando quasi il 10% mentre le contrattazioni si avviano alla chiusura. Ciò segna il più grande rialzo giornaliero delle azioni turche dal 2008. Gli investitori sono stati incoraggiati dagli sforzi del Presidente Recep Tayyip Erdogan per dirottare nelle azioni miliardi di lire attraverso le istituzioni statali al fine di contenere l’effetto ribassista del mercato. “Tutte le misure adottate sembrano aver avuto successo nel rafforzare il mercato azionario”, ha affermato Burak Isyar, responsabile della ricerca azionaria presso ICBC Turkey Investment a Istanbul. “La reazione del mercato per ora dice che la maggior parte delle richieste degli attori del mercato sono soddisfatte”. Quasi tutti i titoli del paniere sono saliti e ora il principale indice turco si trova in pratica quasi nella stessa posizione in cui era prima dei due giorni precedenti la chiusura della Borsa.

 

Borsa di Istanbul: ecco perché le azioni sono salite

La Borsa di Istanbul era stata chiusa l’8 febbraio

, due giorni dopo il terribile terremoto che ha insanguinato la Turchia provocando oltre 40 mila vittime. In quelle convulse giornate di contrattazione i trader avevano venduto a mani basse le azioni in preda al panico, portando il Bist 100 a una perdita del 18% da inizio anno. Nel 2022 la piazza finanziaria turca era stata la più performante del mondo, grazie al sostegno della Banca Centrale di Turchia che aveva continuato a tagliare i tassi d’interesse, a differenza della gran parte degli altri istituti monetari che viceversa continuavano ad aumentarli. In questo 2023, però, i trader hanno cominciato a prendere profitto anche sulle preoccupazioni delle elezioni presidenziali che si sosterranno a maggio. Il terremoto ha un po’ cambiato le carte in tavola, aggravando il sentiment negativo.

Prima della riapertura vi è stato un vertice tra il Governo turco e i massimi rappresentanti della Banca Centrale, delle autorità di regolamentazione, dei fondi statali e degli istituti di credito pubblici, dove si è discusso se estendere la chiusura della Borsa oppure pianificare un intervento per fornire liquidità. La seconda scelta è quella alla fine si è attuata e ha richiesto soprattutto tre misure: l’acquisto da parte dei fondi pensione di azioni dal 30% dei contributi statali; l’acquisto delle azioni da parte del fondo sovrano TVF utilizzando in gran parte prestiti dalle banche statali; e l’eliminazione temporanea della ritenuta alla fonte del 15% sui buyback proprio per favorire le operazioni di riacquisto delle azioni delle società. Separatamente, la Borsa di Istanbul ha riferito che “non consentirà cancellazioni di ordini, peggioramento dei prezzi e riduzione della quantità”. Tutto questo è bastato per riportare la fiducia nel mercato.

 

E ora cosa succede?

Cosa bisogna aspettarsi nei prossimi giorni? Il rischio è che, passata l’euforia, prevalga il climax negativo determinato dalla tragedia che sta vivendo il Paese. Molto ovviamente dipenderà da quanto gli istituzionali governativi saranno in grado di fare da contrappeso a possibili tendenze dei grandi investitori propensi a liberarsi delle azioni turche. Ad ogni modo, è lecito attendersi che la volatilità si mantenga alta ancora per un po’ di tempo. “I primi giorni potrebbero essere ancora volatili”, ha detto Burak Cetinceker, un gestore di fondi presso Strateji Portfoy a Istanbul.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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