Brexit, Johnson perde la maggioranza: "Non mollerò mai"

BREXIT, JOHNSON PERDE LA MAGGIORANZA

brexit

Il premier non ha più i numeri in Parlamento. L’opposizione chiede a Bercow un dibattito di emergenza

Si chiama Philip Lee. E’ lui che ha abbandonato il partito conservatore. E’ lui, ex sottosegretario, che, di fatto, ha tolto la maggioranza assoluta numerica in Parlamento al premier della Gran Bretagna Boris Johnson. Fermo oppositore della Brexit, Lee è passato al gruppo dei Liberaldemocratici. La sua, una mossa che anticipa, in qualche modo, il decreto anti no-deal che il gruppo dell’opposizione, guidato da Jeremy Corbyn, laburista, ha intenzione di presentare alla Camera dei Comuni.

L’OPPOSIZIONE SPERA NEL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO
“Non accetterò mai di firmare quella che sarebbe la nostra resa di fronte a Bruxelles” è stata la risposta di Johnson, per nulla disposto a chiedere alcun rinvio all’Unione Europea per il 31 ottobre, data in cui i premier ha annunciato l’uscita dall’Ue. L’uscita dalla maggioranza di Lee non comporta un’automatica caduta del governo salvo un voto di sfiducia dell’aula. Un voto che potrebbe arrivare proprio nel dibattito di emergenza proposto da Corbyn, che il presidente John Bercow dovrà valutare. Solo in caso di via libera, l’opposizione potrebbero votare per strappare il controllo del Parlamento e indire un voto di fiducia su Johnson. L’obiettivo è la proroga della scadenza della Brexit fino al 31 gennaio 2020. 

REAZIONE DEL MERCATO
Già durante le contrattazioni asiatiche la sterlina è passata da 1,2051 a 1,1958 nei confronti del dollaro, minimo intraday dopo mezz’ora dall’apertura delle borse europee. Nel corso della giornata il pound ha recuperato terreno, seppur parzialmente, riportandosi a 1,2091, massimo di giornata, complici i dati macro deludenti del Pmi manifatturiero americano. 

 

AUTORE

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.