Il nuovo Buono fruttifero a Cedola 8 anni rappresenta una delle proposte più interessanti del risparmio postale per chi cerca stabilità, cedole periodiche e la sicurezza della garanzia statale. Il prodotto, emesso da Cassa Depositi e Prestiti e distribuito da Poste Italiane, offre un rendimento crescente nel tempo e la possibilità di ricevere interessi ogni sei mesi, un aspetto che lo rende particolarmente apprezzato da chi desidera integrare il proprio reddito con flussi costanti.
Il foglio informativo chiarisce che il buono “riconosce interessi fissi corrisposti mediante il pagamento di cedole semestrali” e che è emesso esclusivamente in forma dematerializzata. Ma come funziona esattamente? Quali sono i tassi previsti? E quali vantaggi offre rispetto ad altre forme di risparmio? Scopriamolo insieme.
In questo articolo:
- Come funziona il Buono fruttifero a Cedola 8 anni: durata, cedole e garanzie
- Tassi e rendimenti: quanto rende il Buono
- Come sottoscrivere e rimborsare il Buono fruttifero a Cedola 8 anni
Come funziona il Buono fruttifero a Cedola 8 anni: durata, cedole e garanzie
Il Buono fruttifero a Cedola 8 anni ha una durata fissa di otto anni e può essere sottoscritto solo in forma dematerializzata, quindi tramite registrazione contabile collegata a un conto BancoPosta o a un libretto postale. La sottoscrizione parte da 1.000 euro, con incrementi di 50 euro, e non prevede costi né commissioni, come specificato nel documento: “Nessun costo è previsto per la sottoscrizione ed il rimborso dei buoni”.
Uno degli elementi più rilevanti è la garanzia dello Stato italiano, che tutela integralmente il capitale investito. Questo rende il buono una soluzione adatta a chi cerca un investimento prudente, senza esposizione ai rischi tipici dei mercati finanziari.
Il funzionamento delle cedole è semplice: ogni sei mesi viene accreditato sul conto del sottoscrittore un interesse calcolato sul valore nominale del buono. Il documento spiega che gli interessi sono calcolati “utilizzando la convenzione di calcolo 30/360” e che il valore della cedola deriva dal tasso annuo diviso per due.
È importante ricordare che non vengono riconosciuti interessi se il rimborso avviene prima dei primi sei mesi. Inoltre, in caso di rimborso anticipato prima della data di pagamento di una cedola, quella cedola non verrà corrisposta.
Tassi e rendimenti: quanto rende il Buono fruttifero a Cedola 8 anni
Il buono prevede tassi cedolari annui crescenti, che aumentano progressivamente fino all’ottavo anno. La Tabella A del documento riporta i tassi lordi e netti, con un andamento che parte dall’1% lordo il primo anno e arriva al 4% lordo nell’ultimo anno.
Ecco l’evoluzione dei tassi annui netti:
- 1° anno: 0.88%
- 2° anno: 1,09%
- 3° anno: 1,31%
- 4° anno: 1,53%
- 5° anno: 1,75%
- 6° anno: 1,97%
- 7° anno: 2,19%
- 8° anno: 3,50%
Il rendimento effettivo annuo (TIR) cresce di conseguenza, arrivando al 2% lordo alla fine dell’ottavo anno e al 1,76% netto . Il documento specifica che il TIR è “quel tasso che rende vera l’uguaglianza tra valore nominale e flussi futuri scontati”.
La tassazione è quella agevolata del 12,5% prevista per i prodotti di risparmio postale, mentre il buono è esente da imposta di successione. È invece soggetto a imposta di bollo, salvo che il valore complessivo dei buoni intestati al risparmiatore non superi i 5.000 euro.
Come sottoscrivere e farsi rimborsare il Buono
La sottoscrizione può avvenire in qualsiasi ufficio postale oppure online tramite il sito di Poste Italiane o l’app, purché il cliente disponga di un conto o libretto abilitato. Il documento conferma che “le sottoscrizioni in via telematica sono consentite ai titolari di conto BancoPosta online o libretto Smart”.
Il rimborso può essere richiesto in qualsiasi momento, anche in forma parziale, purché il residuo non scenda sotto i 1.000 euro. Alla scadenza degli otto anni, il capitale viene restituito automaticamente insieme all’ultima cedola maturata.
Il buono è rimborsabile a vista e non presenta rischi di mercato, poiché il valore nominale non subisce oscillazioni. L’unico elemento da considerare è l’imposta di bollo, che in caso di rimborso anticipato potrebbe ridurre leggermente il capitale netto.









