Cacao alle stelle: i produttori di cioccolato ne mettono meno nei prodotti

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Il rally incontenibile dei prezzi del cacao nell’ultimo anno ha portato a una conseguenza importante nel mercato del cioccolato: i produttori hanno ridotto la quantità di materia prima nei loro prodotti. In sostanza, le aziende che producono beni a base di cacao hanno soddisfatto la forte domanda, ma piuttosto che alzare i prezzi per proteggere i margini visti i costi più alti, hanno deciso di utilizzare meno cacao. Secondo i dati pubblicati oggi, negli ultimi tre mesi del 2024, la macinazione del cacao è diminuita in Europa del 5,4% su base annua e in Asia dello 0,5% anno su anno. Si tratta delle più basse macinature dal 2020, quando il mondo produttivo è stato paralizzato dalla pandemia.

Le fave di cacao raccolte dagli agricoltori vengono trasformate in burro e polvere e trasferite poi alle società che producono barrette di cioccolato, gelati, dolciumi al cacao e anche prodotti per la pelle. Una più scarsa macinatura significa che da un lato sono state utilizzate le scorte, ma dall’altro che è stato impiegato meno cacao.

 

Cacao: le contromisure dei produttori di cioccolato sono temporanee?

Il problema dell’impennata delle quotazioni ha costretto molte aziende a correre ai ripari. Alcuni grandi marchi come Nestlé avevano annunciato che avrebbero adottato soluzioni di emergenza in alternativa all’aumento dei prezzi, come quella di ridurre il volume delle confezioni o fare prodotti più piccoli. Si tratta in questo caso di un fenomeno noto come shrinkflation, ossia aumento dei prezzi per unità di prodotto senza che il consumatore lo percepisca. Ora si sta tentando la strada di usare meno cacao nei prodotti, il che finisce per abbassarne la qualità.

Tutto fila liscio fino a quando la domanda si mantiene resiliente, ma cosa succede se ci dovesse essere un calo? A quel punto il caso va risolto alla fonte, evitando che una questione temporanea diventi definitiva. E la fonte è il motivo per cui i prezzi del cacao sono andati alle stelle in quest’ultimo anno. Oggi circa il 70% della coltivazione mondiale di fave di cacao è appannaggio di due nazioni dell’Africa occidentale: Costa d’Avorio e Ghana. L’area di produzione è stata devastata dalle pessime condizioni climatiche e dalle malattie degli alberi che hanno ridotto enormemente il raccolto durante la stagione 2023/2024. Questo inevitabilmente ha fatto aumentare il prezzo del cacao, in aggiunta alle speculazioni degli hedge fund nel mercato delle materie prime.

Per la stagione 2024/2025 i meteorologi hanno previsto condizioni migliori, mentre le aziende agricole hanno sperimentato tecnologie che mirano a rendere il raccolto più efficiente. Nulla però può garantire contro le “bizze” del meteo, specialmente in un momento storico in cui l’umanità combatte il cambiamento climatico.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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