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Canone Rai: quanto costa, dove e come si paga?

Dal 2027 la BBC potrebbe restare senza canone. Il servizio pubblico britannico sta valutando “nuove forme di finanziamento” per i propri contenuti e ha pensato di congelare l’importo a 159 sterline per due anni prima di eliminarlo gradualmente entro il 2027. Nel resto d’Europa, la Rai è ancora il network ad avere il canone annuo più basso se messo a confronto con altre tv di Stato come France TV e ARD. Un rapporto dell’Osservatorio imprese dell’università La Sapienza di Roma rivela che con l’attuale assetto finanziario la Rai non riuscirà a sostenere i necessari investimenti tecnologici per il futuro.

È per questo motivo che l’amministratore delegato Carlo Fuortes, nel corso di un’audizione in Commissione Lavori pubblici al Senato, ha definito l’attuale canone “una risorsa incongrua rispetto agli obblighi e alle attività che la Rai svolge ed è tenuta a svolgere” e “una somma distante da quelle degli altri Paesi al punto da rendere quasi irrilevante la compresenza compensativa della fonte integrativa degli introiti costituita dalla raccolta pubblicitaria”. Ma a quanto ammonta il canone Rai, come si paga nel 2023 e chi ha diritto all’esenzione? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

 

Quanto costa il canone Rai

L’importo del canone Rai ordinario – quello che “riguarda la detenzione nell’ambito familiare (abitazione privata) di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive” – per il 2023 è di 90 euro. Dal 2016, quando la legge di Stabilità del governo Renzi ha incluso il pagamento del canone nella bolletta dell’energia elettrica, il costo dell’abbonamento è passato da 113,50 a 90 euro. Nel caso particolare in cui il canone sia dovuto soltanto per il primo semestre, l’importo è di 45,94 euro.

Il servizio pubblico italiano ha una delle maggiori offerte qualità-prezzo: a fronte di 12 canali sul digitale terrestre, 13 stazioni radiofoniche, la piattaforma di streaming RaiPlay e quella digitale RaiPlay Sound, i portali Rai Cultura e Rai Scuola, il costo del canone è il più basso d’Europa. Al contrario, il tasso di evasione è il più elevato, pari a 248 milioni di euro di mancato gettito e al 27% delle famiglie.

 

Come si paga il canone Rai nel 2023?

Nonostante l’indicazione arrivata dalla Commissione europea di eliminare il canone dagli “oneri impropri” dei costi dell’energia e di separarlo dalla fattura, il pagamento del canone Rai per il 2023 avviene ancora nella bolletta della corrente. L’importo è suddiviso in dieci rate da 9 euro nelle bollette della luce che vanno da gennaio ad ottobre. L’addebito varia in base alla frequenza di fatturazione della bolletta, quindi è di 9 euro sulle bollette mensili e di 18 euro su quelle bimestrali.

Se nessun componente di una famiglia tenuta al versamento della tassa è titolare di un contratto elettrico di tipo domestico, il canone deve essere versato con il modello F24 entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento. Il pagamento può avvenire in formula unica entro il 31 gennaio, in due pagamenti semestrali (entro il 31 gennaio e il 31 luglio) e in quattro rate trimestrali entro il 31 gennaio, il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre. Il pagamento annuale intero è di 90 euro, quello semestrale di 45,94 euro e quello trimestrale di 23,93 euro. Chi non versa il canone rischia una multa di 540 euro, alla quale si aggiungono gli arretrati, gli interessi eventuali e il rischio di una denuncia.

È pure possibile pagare il canone Rai con addebito sulla pensione, ma il reddito del contribuente non deve superare i 18.000 euro e bisogna fare richiesta al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello cui si riferisce l’abbonamento. I non residenti in Italia e le persone che non hanno un conto aperto presso Poste Italiane o una banca situata sul territorio nazionale possono pagare il canone con un bonifico in euro, usando le coordinate messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrare sul suo portale ufficiale.

Esiste, infine, un canone speciale che riguarda chi detiene un televisore fuori dall’ambito familiare e lo sfrutta nell’esercizio dell’attività commerciale come bar, pub, alberghi, ristoranti, negozi e uffici. In questo caso, le scadenze sono le stesse del canone ordinario, mentre il costo varia in base al tipo di impresa, ente o associazione e oscilla tra un minimo di 203,70 euro e un massimo di 6.789,40 euro all’anno. L’importo del canone speciale per la radio è invece uguale per tutti e ammonta a 29,94 euro annuali. Il pagamento di un abbonamento a una televisione satellitare o pay oppure a una piattaforma di streaming non esonera dal pagamento del canone Rai.

Da quando il canone Rai non sarà più in bolletta?

Il canone Rai dovrebbe “sparire” dalla bolletta dell’energia elettrica dal 2024, ma non c’è ancora una data ufficiale e qualche indicazione in merito potrebbe arrivare dal governo con le modifiche alla legge di Bilancio. Prima della riforma del 2016, il canone Rai costava 113,50 euro l’anno. Quando l’esecutivo Renzi ha introdotto il pagamento nella fattura della luce per contrastare l’evasione, confermato dalla legge di Stabilità del 2018, l’importo è sceso a 90 euro ma ha fatto apparire le bollette molto più salate del loro importo effettivo.

Spronato da Bruxelles, il governo italiano ha assunto un impegno formale con la Commissione europea per lo scorporo dell’imposta. Nel testo del PNNR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), il MISE ha annunciato che nell’immediato futuro i venditori di elettricità non raccoglieranno tramite bollette “somme che non sono direttamente correlate con l’energia”. In aggiunta, l’ad Fuortes chiede da tempo che l’obbligo del pagamento venga esteso anche a chi possiede uno smartphone, un computer, un laptop, un tablet e qualsiasi altro dispositivo dal quale è possibile seguire i programmi Rai in streaming su RaiPlay e RaiPlay Sound.

 

Chi ha diritto a non pagare il canone Rai?

Innanzitutto, se un contribuente ritiene che l’addebito del canone in bolletta non sia corretto, può pagare la sola quota energia al suo fornitore e, previa presentazione di una dichiarazione sostitutiva, versare l’importo dovuto separatamente utilizzando il modello F24, indicando i codici tributo TVRI (per il semplice rinnovo) e TVNA per un nuovo abbonamento. Se una persona è titolare di un’utenza elettrica residenziale ma non possiede il televisore, deve compilare e presentare la dichiarazione di non detenzione (di validità annuale) pubblicata sui siti della Rai e dell’Agenzia delle Entrate. L’invio può essere fatto online sul portale delle Entrate o tramite raccomandata senza busta. Le scadenze sono il 31 gennaio per l’anno intero e il 30 giugno per il secondo semestre.

In generale, oltre al mancato possesso del televisore, ci sono alcuni casi specifici in cui si ha diritto a non pagare il canone Rai. I beneficiari dell’esenzione sono:

  • i contribuenti con più di 75 anni e un reddito annuo pari o inferiore a 8.000 euro;
  • i militari delle Forze armate italiane che risiedono in ospedali militari, case del soldato e sale convegno delle Forze armate;
  • i militari di cittadinanza straniera che appartengono alle Forze Nato;
  • gli agenti diplomatici e consolari dei Paesi che reciprocamente esonerano dal canone o da obblighi analoghi i loro colleghi italiani;
  • i rivenditori e i proprietari di negozi di riparazioni dei televisori;
  • le imbarcazioni da diporto senza scopi commerciali.

 

Il canone Rai non si paga sulla seconda casa. L’esonero dal versamento dei 90 euro si applica anche nel caso in cui nella stessa famiglia due soggetti sono titolari di due bollette diverse. I titolari di più contratti per la fornitura di energia elettrica ricevono infatti l’addebito soltanto su una delle utenze elettriche. Inoltre, se il titolare dell’utenza elettrica è morto, un erede può presentare la dichiarazione sostitutiva per evitare l’addebito del canone.

Per quanto riguarda gli over 75 con un reddito non superiore a 8.000 euro, calcolato includendo le somme percepite sia dal soggetto richiedente che dal coniuge, sono escluse dall’esenzione tutte quelle persone anziane che hanno assunto collaboratori domestici, colf o badanti. Per poter beneficiare dell’esonero, occorre presentare la domanda entro due scadenze: il 30 aprile 2023 (per l’esonero per l’anno intero) oppure il 31 luglio se si richiede l’esonero per il secondo semestre dell’anno.

 

Come richiedere l’esenzione del canone Rai

L’esenzione del canone Rai si richiede compilando ed inviando una dichiarazione sostitutiva disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate, con cui si attesta il possesso dei requisiti per essere esonerati dal pagamento. Per gli anziani che fanno richiesta, è essenziale in tal senso aver compiuto i 75 anni d’età entro il 31 gennaio 2023. Chi ha già presentato domanda l’anno scorso non deve inviarla di nuovo.

Il modello, compilato in tutte le sue parti, deve essere spedito “a mezzo del servizio postale in plico raccomandato, senza busta” e allegando la copia di un documento di riconoscimento in corso di validità, all’indirizzo: Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale 1 di Torino – Ufficio canone tv – Casella postale 22 – 10121 Torino. Altrimenti, è possibile inviare la domanda di persona presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate o via e-mail all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it tramite PEC.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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