Il monumentale Grande dittico del 1986 (220 × 320 cm) potrebbe conquistare la prima posizione nella classifica delle opere record di Carla Accardi vendute all’asta. La tela, offerta per la prima volta in asta nella vendita Modern and Contemporary Art del maggio 2026 da Sotheby’s a Milano, ha una stima tra 250.000 e 350.000 euro, riflesso dell’aumento forte e costante che stanno registrando i lavori dell’artista siciliana.
Figura di spicco dell’astrattismo italiano, unica donna tra i fondatori del gruppo Forma 1, Accardi è stata una delle pittrici più originali dell’arte del secondo dopoguerra italiano. Negli ultimi dieci anni, con un picco particolare nella fase post-pandemica, le sue opere hanno fatto segnare un boom significativo nel mercato secondario, soprattutto i pezzi realizzati a partire dagli anni Cinquanta, sia i bianco su nero e le esplosioni di forme e colori che il sicofoil e le plastiche.
Carla Accardi: le cinque opere record in asta
Nata nel 1924 a Trapani in una famiglia colta e agiata e scomparsa nel 2014 a Roma, dove si era trasferita nel 1946 dopo aver frequentato senza troppo entusiasmo l’Accademia di Belle Arti di Palermo, Accardi venne attratta sin da subito dalla militanza civile e politica e dalle sperimentazioni più d’avanguardia. Il suo lavoro ritmico e vitale fu una ricerca senza fine, arrivata fino a una produzione densa ed energica negli anni Novanta e Duemila.
A oggi Carla Accardi ha un mercato stabile e di alto valore, caratterizzato da una domanda costante e da vendite che superano spesso e volentieri le stime di partenza. Senza considerare le aste fino al 2002, quando tele dipinte a olio come Colorato del 1954, A settori del 1957 e Due cerchi del 1960 sono state battute rispettivamente a 34,3, 20,3 e 25,8 milioni di lire, ecco quali sono i suoi cinque top lots nelle vendite all’incanto, commissioni incluse.
5. Integrazione
Insieme ai Labirinti, le Integrazioni sono una delle serie più celebri di Accardi: tele di grandi dimensioni realizzate con tempera a caseina (una tecnica accostata a volte al dripping di Jackson Pollock e dell’action painting americano) in cui la ricerca si basa sul “segno”. Gli intrecci di segni bianchi si avviluppano su sfondi neri, come accade in questo esempio folgorante del 1958. Nell’asta A Century of Art del maggio 2023 da Christie’s a New York, che ha messo in vendita la collezione di Gerald Fineberg, milionario immobiliarista di Boston scomparso nel dicembre 2022 all’età di 88 anni, l’opera è passata di mano per 264.600 dollari, da una stima tra 80.000 e 120.000 dollari.

4. Integrazione ovale
Frutto di un periodo di crisi in cui “credevo di non poter fare più niente della pittura”, le Integrazioni venivano realizzate in isolamento e direttamente a terra, usando il bianco su nero perché “nero su bianco non mi stimolava per la sua ovvietà, per il fatto che l’artista deve avere in quel particolare momento una sensazione di unicità, di novità che lo spinga”. Dipinto a caseina su tela del 1958, questa Integrazione di 131 x 197 cm è stata inserita nell’asta Post-War e Arte contemporanea del novembre 2016 da Dorotheum a Vienna: da una stima tra 160.000 e 240.000 euro, ha raggiunto 295.800 euro.

3. Animale immaginario
All’inizio degli anni Settanta, Accardi lasciò il bianco su nero per abbracciare cromie accese e segni semplificati disposti dentro griglie geometriche. È del 1988 questo vinile su tela di grandi dimensioni (100 x 150 cm) dove danzano sul nero segni beige e azzurri, ispirati alla natura ma sempre trasfigurati dall’immaginazione della pittrice trapanese. Partita da una stima tra 50.000 e 70.000 euro, l’opera ha raggiunto quota 303.000 euro nell’asta di arte contemporanea del novembre 2022 da Dorotheum a Vienna.

2. Integrazione n. 9
“Esprimo i contrasti della vita nella mia pittura sovrapponendo il nero al bianco, o mettendo un circolo vicino a una forma contrastante. Dipingo semplicemente un ritratto simbolico della vita come la vedo io”, raccontava Accardi del suo lavoro. È il caso di questa tela a caseina del 1958 di 130 x 145 cm, caratterizzata dal tipico “segno” bianco su fondo scuro. Nell’asta Modern & Contemporary Art dell’aprile 2024 da Sotheby’s a Milano, è diventata una delle sue opere più significative proposte all’incanto, battuta a 317.500 euro da una stima minima di 250.000 euro.

1. Labirinto barrato (A settori)
A partire dal 1954, Carla Accardi enfatizzò l’uso del bianco su nero nelle Integrazioni e nei Labirinti. Appartiene a quest’ultima serie questo dipinto a caseina e smalto rosso su tela del 1957, caratterizzato proprio dalla particolarità della linea rossa disposta verticalmente. Nella Contemporary Auction dell’aprile 2023 da Sotheby’s a Milano, l’opera è partita da una stima tra 200.000 e 300.000 euro e ha fatto fermare il martello a 355.600 euro: a oggi, il record assoluto dell’artista sul mercato.

Fuori dalla top cinque meritano una menzione altre cinque aggiudicazioni di opere di Carla Accardi. Innanzitutto Biancobianco del 1966, battuto a 234.800 euro nell’asta di arte contemporanea del giugno 2016 da Dorotheum a Vienna, e Verderossogiallonero del 1967, venduto per 170.500 sterline nella Italian Sale dell’ottobre 2014 da Christie’s a Londra. Infine Dieci triangoli del 1978, passato di mano per 210.400 euro nell’asta di arte contemporanea del giugno 2015 da Dorotheum a Vienna; Rosa del 1969, battuto a 175.000 euro nell’asta Thinking Italian dell’aprile 2019 da Christie’s a Milano; Grigio (Ideogramma) del 1954, venduto per 129.000 sterline nella Modern & Contemporary Art Day Sale dell’ottobre 2025 da Phillips a Londra.









