Nella classifica di Forbes dei proprietari di club più ricchi nel mondo del calcio, il primo posto è occupato da Carlos Slim del Real Oviedo. Un risultato a sorpresa perché la squadra asturiana non appartiene all’élite del fútbol spagnolo (milita in Segunda División e nella sua storia non ha mai vinto un titolo nazionale) eppure il magnate messicano precede in questa speciale graduatoria personalità come François Pinault di Kering (che possiede il Rennes) e i fratelli Robert e Michael Hartono, che con la loro Sent Entertainment guidano il Como.
Chi è Carlos Slim e di cosa si occupa
Classe 1940, figlio di una coppia libanese maronita, Carlos Slim Helú si interessa alla finanza sin da bambino (fa il suo primo investimento azionario a 12 anni) grazie agli insegnamenti del padre Julián. Laureato in Ingegneria civile all’Universidad Nacional Autónoma de México, appassionato di matematica e programmazione lineare, comincia la carriera come broker al MexBol lanciando la brokerage house Inversora Bursátil. I suoi affari ruotano attorno alle attività del Grupo Carso, conglomerato fondato alla metà degli anni Sessanta dall’acquisto dell’azienda di soft drink Jarritos.
Grupo Carso si occupa di tutto: industria, trasporti, mass media, immobili, chimica, istruzione, sanità, energia, intrattenimento, hotel, tecnologia, commercio al dettaglio e servizi finanziari. Insieme a Telcel e ISP Telmex, Slim e la sua famiglia controllano América Móvil, la più grande azienda di telecomunicazioni mobili dell’America Latina. Non solo: per diversi anni l’imprenditore possiede pure il 17% del New York Times, prima di vendere le quote nel 2017 per 240 milioni di dollari.
Nel periodo della Década Perdida, Slim investe acquistando quote di aziende messicane di punta a prezzi stracciati (da Empresas Frisco, Reynolds Aluminio e Compañía Hulera Euzkadi a Sanborn Hermanos, Bimex Hotels e Seguros) e trasformando Grupo Carso in un impero attivo in una gamma di settori sempre più ampia. Nel 2003 arriva l’espansione commerciale internazionale con lo sbarco negli Stati Uniti e l’acquisto di quote di importanti rivenditori come Barnes & Noble, OfficeMax, Office Depot, Circuit City, Borders e CompUSA.
Tra i vari investimenti di Slim spiccano quelli nella compagnia aerea Volaris, nella società di costruzioni IDEAL, nel produttore di tabacco Cigatam (venduto a Philip Morris per 1,1 miliardi di dollari) e nel produttore di piastrelle Porcelanite, anche questa venduta per 800 milioni. Dopo aver puntato su Shazam e Mobli, Claro Musica (la risposta latinoamericana ad iTunes e Spotify) e IMatchative, la sua prima acquisizione chiusa con successo in Europa è di Telekom Austria. Sposato con Soumaya Domit fino alla sua scomparsa nel 1999, Slim è padre di sei figli.
A quanto ammonta il suo patrimonio
Slim è l’imprenditore più ricco del Messico ed è al 18esimo posto nella lista degli uomini più ricchi al mondo stilata da Forbes con un patrimonio stimato nel 2024 di 102 miliardi di dollari. Ad aumentare la sua ricchezza sono gli ingenti investimenti nel real estate: l’Inbursa Aquarium (il più grande acquario dell’America Latina), la Duke House di New York sulla Fifth Avenue (venduta nel 2015 per 80 milioni di dollari, quasi il doppio di quanto l’aveva pagata), una villa di lusso sulla 56th Street e il Marquette Building di Detroit.
L’immenso patrimonio di “don Carlos” è spesso oggetto di controversie, perché accumulato in una nazione come il Messico dove il reddito pro capite medio non supera i 14mila dollari all’anno e quasi il 17% della popolazione vive in condizioni di povertà. Il controllo di Telmex sul 90% del mercato della telefonia fissa messicana è inoltre al centro di accuse di condizioni di monopolio. “Quando vivi per le opinioni degli altri, sei morto: non voglio vivere pensando a come sarò ricordato”, è la sua replica.
Da quanto tempo gravita nel calcio
Nel settembre 2012, Slim acquista il 30% delle azioni di León e Pachuca, gloriose squadre del calcio messicano che vantano in palmarès, rispettivamente, otto e sette campionati nazionali insieme a diversi trofei sudamericani. Nello stesso anno, entra nel calcio europeo versando gli 1,9 milioni di euro necessari per salvare il Real Oviedo dall’incubo del fallimento. La società versa infatti in acque turbolente e l’imprenditore risponde alla chiamata del giornalista Paco González e del suo collaboratore Marcos López.
Alla fine del 2012, Slim entra anche nel Tecos, club di Zapopan (nell’area metropolitana di Guadalajara) che milita nella Serie A de México, la terza divisione del calcio messicano. América Móvil acquista pure i diritti televisivi delle partite del León e lancia una sfida commerciale a Televisa e TV Azteca, i network che hanno i diritti esclusivi del fútbol made in Mexico. Oltre che di calcio, Slim è appassionato di Formula 1: è da sempre sostenitore di Sergio Pérez, il pilota messicano della Red Bull.
Quanto ha investito nel Real Oviedo
Slim non è il proprietario unico dell’Oviedo: il suo Grupo Carso possiede il 20% del club. La maggioranza, pari al 51%, è del Grupo Pachuca guidato da Jesús Martínez Patiño (uno dei gruppi imprenditoriali più importanti del Messico, di cui Slim è azionista) e il restante 29% di 37mila piccoli azionisti tra cui González, López e il giornalista inglese Sid Lowe. L’investimento iniziale è di 1,9 milioni di euro per l’aumento di capitale che serve ad evitare il fallimento. L’obiettivo, tuttavia, è far entrare i carbayones nel cerchio delle squadre di calcio spagnole più sostenibili.
Grazie al rinnovato Municipal Carlos Tartiere, stadio rifatto nel 2000 con una capienza portata a 30.500 spettatori, il Real Oviedo intraprende un percorso manageriale improntato alla gestione equilibrata, con bilanci in ordine e investimenti oculati. Rilancio di giocatori esperti, valorizzazione dei giovani e niente spese pazze sul mercato: l’acquisto più costoso della gestione affidata al presidente Martín Peláez è quello del centrocampista centrale Jaime Seoane, pagato 2,5 milioni di euro al Getafe.
I risultati sportivi nel corso della sua presidenza
I nuovi azionisti dell’Oviedo arrivano nel 2012, quando la Liga è un miraggio per la squadra bianco-blu: il massimo campionato manca da dieci anni e gli azules militano in Segunda División B, la Serie C spagnola. Dopo tre campionati piuttosto anonimi, la formazione allenata da Sergio Egea chiude il Grupo I al primo posto trascinata dai gol del bomber Miguel Linares e ottiene la promozione in Segunda División battendo il Cadice negli spareggi grazie alla rete decisiva di David Fernández nella gara di ritorno.
Dal 2015 ad oggi, il Real Oviedo gioca per nove campionati consecutivi nella Liga2 senza particolari guizzi: il miglior piazzamento della squadra asturiana è il sesto posto della stagione 2023-2024, con l’allenatore Luis Carrión in panchina. Il sogno promozione, cullato da più di vent’anni, si infrange nella doppia finale dei play-off contro l’Espanyol, che ha concluso la regular season al quarto posto: dopo aver battuto l’Eibar in semifinale e vinto l’andata per 1-0, i carbayones subiscono la rimonta perdendo 2-0 in Catalogna e incassando pure l’addio di Carrión, pronto a passare al Las Palmas.









