Semaforo rosso per la Rottamazione Quinquies 2025. La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha bocciato senza appello l’emendamento di Alberto Gusmeroli, giudicandolo estraneo al decreto Milleproroghe. Un colpo di spugna che ha spento le speranze di migliaia di contribuenti, pronti a beneficiare di un pagamento più dilazionato delle cartelle esattoriali e di condizioni più flessibili. A ben vedere, l’idea di concedere otto rate di tolleranza per chi non riusciva a rispettare le scadenze non ha convinto. Senza risorse certe a copertura, la proposta non può passare. Una battuta d’arresto che pesa sulle tasche di chi sperava in una maggiore elasticità nei pagamenti dei debiti. Cosa succederà ora?
Perché la Rottamazione Quinquies salta
La bocciatura della Rottamazione Quinquies è da ricondurre a diverse ragioni, anche se alcune pesano più di altre. Oltre alla sua incompatibilità con il Milleproroghe, la vera spina nel fianco, come anticipato in apertura di articolo, è stata la mancanza di un’adeguata copertura finanziaria. L’assenza di un piano di compensazione, di una garanzia sui fondi disponibili, ha destato non poca preoccupazione.
Nessun vantaggio se non la pecca di pesare enormemente sui conti pubblici dello Stato. Un rischio troppo grande per il governo che ha così preferito non avventurarsi in un’operazione senza basi economiche solide. Insomma, l’idea di estendere i pagamenti delle cartelle esattoriali su un periodo più lungo senza una contropartita concreta ha reso l’iniziativa insostenibile. Una fine già scritta per un provvedimento che avrebbe richiesto ingenti risorse, difficili da reperire in un contesto economico già fragile di suo.
Si riaprono le porte per la proroga della Rottamazione Quater?
Una domanda ora sorge spontanea: come si orienterà il governo dopo la bocciatura dell’emendamento? La possibilità di avere una proroga della Rottamazione Quater prende sempre più forma. Il Senato potrebbe valutare l’ipotesi di aprire una nuova finestra per i contribuenti decaduti, dando loro l’opportunità di rientrare nel piano agevolato senza incorrere in sanzioni pesanti.
Intanto, la definizione agevolata delle cartelle esattoriali continua a dimostrarsi una strategia vincente per il Fisco. Secondo Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, nei primi undici mesi dello scorso anno sono stati recuperati 4,6 miliardi di euro grazie a questo strumento, con un totale che negli ultimi otto anni ha raggiunto i 31,6 miliardi. Dati che certificano l’efficacia della rottamazione nel dare respiro alle casse dello Stato e ai contribuenti.
Settima rata in scadenza il 28 febbraio 2025
Intanto, si fa sempre più vicina la scadenza Rottamazione Quater. Entro e non oltre la data del 28 febbraio 2025 va versata la settima rata, pena la perdita dei benefici garantiti dalla definizione agevolata.
I residenti e le imprese con sede legale nelle zone colpite dalle alluvioni in Marche, Toscana ed Emilia Romagna hanno più tempo per onorare il pagamento, ma devono pur sempre provvedere al pagamento. Sfruttando i 5 giorni di tolleranza, la scadenza slitta al massimo al 5 marzo 2025, dopodiché non si ammetteranno più sconti.
Volendo essere più chiari, chi non paga nei tempi previsti si ritrova nuovamente sotto il giogo della riscossione ordinaria. Il Fisco, a quel punto, tornerà a esigere l’intero importo senza se e senza ma.









