Celsius: come è arrivato a svuotare un patrimonio in gestione

Celsius: come è arrivato a svuotare un patrimonio in gestione

Celsius: come è arrivato a svuotare un patrimonio in gestione

Guardare quello che è successo a Celsius, il cui patrimonio degli asset in gestione è sceso da 25 miliardi di dollari dell’ottobre 2021 a 167 milioni di oggi, trasmette profonda tristezza. Il prestatore di criptovalute ha presentato istanza di fallimento e deve ai suoi clienti circa 4,7 miliardi di dollari. Questo ha comportato un buco finanziario di bilancio di 1,2 miliardi di dollari. Tutto ciò dimostra come l’utilizzo della leva finanziaria sia una potentissima arma a doppio taglio, in grado di risucchiare tutta la liquidità di un’azienda in pochissimo tempo. Celsius l’ha sfruttata a proprio vantaggio finché aveva il vento in poppa del rally inarrestabile delle criptovalute, ma poi le si è rivoltata contro come un tornado. 

La società raccoglieva prestiti in valute digitali garantendo un tasso d’interesse fino al 19% e poi otteneva molto di più girando a sua volta in prestito tali risorse a soggetti che intendevano speculare. Che il giochino sarebbe stato ad alto rischio di naufragio era evidente a chi aveva occhi per vedere. Sono bastati tre o quattro colpi ben assestati nell’ambiente crittografico che il meccanismo si è inceppato clamorosamente. Dal crollo della stablecoin TerraUSD al rialzo dei tassi d’interesse della Federal Reserve che ha mandato al tappeto tutte le attività a rischio, il mondo delle criptovalute è stato letteralmente sconvolto, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. 

Alcuni paragonano la caduta di Celsius a quella della Lehman Brothers del 2008, accostando l’effetto contagio che ne è derivato. È chiaro che si tratta di due mondi diversi, ma gli effetti sulle tasche degli investitori sono del tutto simili. Di certo, questa volta la bambagia dei rendimenti a due cifre è giunta al capolinea, forse per sempre.

 

Celsius: creditori con poche speranze

Fino all’inizio di questo mese, Celsius ancora stava pubblicizzando rendimenti stratosferici sul suo sito ma, secondo Nic Carter di Castle Island Venture, probabilmente stava creando uno schema Ponzi, ovvero attirare altri clienti in modo da pagare quelli attuali. Ma coloro che bramavano di avere indietro i loro soldi erano tanti. Nella dichiarazione di fallimento risulta che la società abbia oltre 100 mila creditori, dei quali una 50ina chirografari che includono la società commerciale Alameda Research di Sam Bankman-Fried, proprio il 30enne miliardario che sta cercando di salvare un settore che sta affondando con tutte le scialuppe. Per ora, comunque, nessuno riceverà un centesimo, in quanto tutto quanto è stato interrotto attraverso la protezione del Chapter 11 della legge fallimentare statunitense.

Il problema di fondo è che, a differenza del sistema bancario tradizionale dove i depositi dei clienti sono assicurati, in tal caso non vi è alcuna protezione se le cose vanno male. Quindi gli investitori, nella peggiore delle ipotesi, devono tenersi pronti a perdere tutti i loro soldi. Questo viene ribadito a chiare lettere nei termini e nelle condizioni comunicate da Celsius nella documentazione di firma: “qualsiasi risorsa digitale idonea utilizzata nel servizio di guadagno o come garanzia nell’ambito del servizio di prestito potrebbe non essere recuperabile”, quindi “i clienti potrebbero non avere alcun rimedio legale o diritto in relazione agli obblighi di Celsius”.

 

Celsius: un modello di business fallimentare

Ma quali sono stati i prestiti avvelenati che hanno compromesso il modello di business di Celsius? Secondo un rapporto di The Block, Celsius aveva investito circa mezzo miliardo di dollari in Anchor, la piattaforma di prestito del progetto di TerraUSD, affondato insieme alla stablecoin. Anchor aveva promesso un rendimento annuo del 20% sulle loro partecipazioni UST, un livello assolutamente insostenibile secondo gli esperti del settore. Quando la stablecoin TerraUSD è implosa, l’effetto su quelli come Celsius che avevano parcheggiato denaro con Anchor è stato devastante. 

Nik Bhatia, fondatore di The Bitcoin Layer, ha dichiarato che certe piattaforme devono procurarsi il rendimento per sostenere gli alti tassi concessi ai depositanti, quindi spostano gli assets in strumenti rischiosi che sono impossibili da coprire. “Probabilmente hanno perso i depositi dei clienti in UST”, ha aggiunto Bhatia. “Quando le attività scendono di prezzo, è così che si ottiene un buco, come quello di 1,2 miliardi di dollari di Celsius. La responsabilità ancora una volta è da attribuire a modelli di rischio scadenti”.

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Redazione

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