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Certificati Equity Protection Cap: capitale protetto e rendimento…col tetto

Certificati Equity Protection Cap: capitale protetto e rendimento…col tetto

Sempre di più consulenti ed investitori italiani considerano i certificati d’investimento delle valide alternative per la diversificazione del portafoglio, per la loro capacità di offrire un’esposizione ottimizzata – non esclusivamente lineare – su un numero molto ampio di sottostanti (azioni, indici, materie prime, ecc.) oppure per investire su mercati e nuovi trend altrimenti difficilmente accessibili. In un’ottica d’investimento, rimane forte l’attenzione dei clienti italiani verso strumenti con una componente di protezione (parziale o totale del capitale a scadenza).

I Certificati Equity Protection Cap rappresentano una delle soluzioni più semplici appartenenti alla categoria dei certificati a capitale protetto. Questi certificati permettono di prendere esposizione sul rialzo dell’attività finanziaria sottostante (fino ad un tetto massimo detto “Cap”), beneficiando di un importo minimo di rimborso a scadenza in caso di scenario avverso.

 

 

Certificati Equity Protection Cap: il pay off e gli scenari per gli investitori

Il profilo di rimborso a scadenza è semplice ed è rappresentato dai seguenti tre scenari:

 

Payoff degli Equity Protection Cap Certificates a scadenza – fonte ACEPI

 

  1. Se alla Data di Valutazione finale il prezzo di riferimento del sottostante è uguale o superiore al Cap, viene corrisposto un importo lordo di rimborso predefinito pari all’Importo Massimo, definito dal rapporto tra il Cap e lo Strike;
  2. Se alla Data di Valutazione finale il prezzo di riferimento del sottostante è inferiore al Cap ma uguale o superiore allo Strike, viene corrisposto un importo lordo di rimborso pari a 100 € moltiplicato per la Performance del Sottostante, calcolata rispetto allo Strike;
  3. Se alla Data di Valutazione finale il prezzo di riferimento del sottostante è inferiore allo Strike, viene corrisposto un importo lordo di rimborso predefinito pari all’Importo Minimo (ad esempio 100 € per certificato).

 

I certificati in questione possono essere acquistati in fase di collocamento sul mercato primario oppure direttamente sul mercato secondario). I certificati a capitale protetto da sempre rappresentano una delle categorie di maggiore rilievo sul mercato primario (hanno toccato punte del 70% del totale dei prodotti collocati in buona parte del 2021 e del 2024. Dallo scorso anno si è registrato un crescente interesse per i certificati con protezione del capitale a scadenza anche sul mercato secondario. Questi certificati hanno negoziato sul mercato SeDeX circa 2.3 miliardi euro nel 2023 – il doppio rispetto al 2022 – e oltre 2.1 miliardi di euro nei soli primi quattro mesi del 2024.

Gli investitori che acquistano questi certificati direttamente sul mercato secondario lo fanno al prezzo di mercato via via disponibile. Il rendimento a scadenza dovrà pertanto essere calcolato rispetto all’effettivo prezzo di acquisto del certificato. Se il prezzo di acquisto è inferiore all’Importo Minimo di rimborso, l’investitore beneficia a scadenza di guadagno minimo certo, indipendentemente dalla performance del sottostante (al netto di eventuali commissioni di negoziazione e del rischio di credito dell’emittente). Se invece l’acquisto avviene ad un prezzo maggiore dell’Importo Minimo di rimborso, l’investitore potrebbe subire una perdita parziale del capitale a scadenza nello scenario avverso.

 

Un esempio concreto

Prendendo un esempio concreto, supponiamo di acquistare un Equity Protection Cap Certificate sull’azione Enel con le seguenti caratteristiche: Prezzo di acquisto (Lettera) 99,90 €, Strike Enel 6,20 €, Cap 8,37 €, Importo Minimo 100 €, Importo Massimo 135 €, Data di Valutazione Finale 18 marzo 2027. A scadenza i tre diversi scenari per l’investitore sono:

 

  • Se il 18 marzo 2027 il prezzo di riferimento di Enel è uguale o superiore al Cap di 8,37 €, viene corrisposto un importo lordo di rimborso pari a 135 € (l’Importo Massimo). La performance lorda conseguita sarà, in questo caso, pari a 35,14% rispetto al prezzo di acquisto (135€ / 99,90€);
  • Se il prezzo di riferimento di Enel è pari a 6,51 €, (105% dello Strike) ed è quindi compreso tra lo Strike di 6,20 € e il Cap di 8,37 €, viene corrisposto un importo lordo di rimborso pari a 105 € (100 € x Performance del Sottostante = 100 € x 105%). La performance lorda per l’investitore sarà, in questo caso, pari a 5,11% rispetto al prezzo di acquisto (105 € / 99,90 €).
  • Se infine il prezzo di riferimento di Enel è inferiore allo Strike di 6,20 €, viene corrisposto un importo lordo di rimborso pari 100 € (l’Importo Minimo). La performance lorda sarà, in questo caso, pari allo 0,10% rispetto al prezzo di acquisto (100 € / 99,90 €).

 

 

A cura di Costanza Mannocchi di Société Générale e di Giovanna Zanotti, Direttore Scientifico di ACEPI e Professore Ordinario dell’Università di Bergamo

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