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Certificazione Unica 2024: cosa fare in caso di errori

Certificazione Unica 2024: cosa fare in caso di errori

Un tempo chiamato Cud, la Certificazione unica è lo strumento attraverso il quale coloro che corrispondono somme e valori soggetti a ritenute alla fonte attestano l’ammontare complessivo dei redditi. In sostanza la CU attesta i redditi che hanno concorso alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi e i dati previdenziali e assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta agli enti previdenziali e quelli che non vi hanno concorso.

 

Certificazione Unica 2024: le date da ricordare

I sostituti d’imposta, datori di lavoro o enti previdenziali, utilizzano la Certificazione unica 2024 (Cu), per attestare:

 

  • redditi di lavoro dipendente e assimilati
  • redditi di lavoro autonomo
  • provvigioni
  • redditi diversi
  • corrispettivi derivanti dai contratti di locazione brevi.

 

Sono tenuti all’invio della CU coloro che nel 2023 hanno corrisposto:

 

  • somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte
  • contributi previdenziali e assistenziali e/o premi assicurativi dovuti all’INAIL
  • somme e valori per i quali non è prevista l’applicazione delle ritenute alla fonte ma che sono assoggettati alla contribuzione dovuta all’INPS.

 

La certificazione unica deve essere rilasciata al percettore delle somme, utilizzando il modello “sintetico” entro il 16 marzo di ogni anno. Quest’anno, cadendo di sabato, il termine di scadenza è slittato al 18 marzo. Entro la medesima scadenza, occorre effettuare in via telematica, la trasmissione all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il modello “ordinario”.

Tuttavia, fermo restando la scadenza del 16 marzo per la consegna del modello all’interessato, le Cu contenenti esclusivamente redditi non rilevanti per la predisposizione delle dichiarazioni precompilate possono essere inviate successivamente, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770), ossia entro il 31 ottobre.

 

 

Certificazione Unica errata: sanzioni

Non sono infrequenti errori quando si parla di Certificazioni Uniche. In particolare nel caso di  omesso invio o invio errato o in ritardo, sono previste sanzioni a carico del sostituto di imposta, ossia il datore di lavoro. Il quadro sanzionatorio fa riferimento al DPR n. 322 del 1998 che prevede, nel caso di violazioni legate alla trasmissione della Certificazione Unica, l’applicazione di una sanzione di 100 euro per ogni certificazione omessa, tardiva o errata, con tetto massimo di 50mila euro per ciascun sostituto d’imposta.

Non si applica alcuna sanzione in caso di errata trasmissione della Certificazione Unica seguita però dall’invio di quella corretta nei 5 giorni successivi alla scadenza del 16 marzo.

Se la certificazione è trasmessa correttamente entro 60 giorni dal termine del 16 marzo, la sanzione è ridotta a un terzo, con un massimo di 20mila euro. Vediamo nel dettaglio una serie di risposte ai dubbi più frequenti che riguardano la Certificazione Unica. 

 

 

Cosa succede se non arriva la Certificazione Unica?

In caso di mancata consegna del CUD si può contattare il proprio datore di lavoro sollecitando la predisposizione del documento. Il consiglio in tal caso è muoversi chiedendo la predisposizione del documento mediante PEC. Se nonostante il sollecito il lavoratore non ottiene il CUD, si può  effettuare una denuncia all’Agenzia delle Entrate.

 

Cosa succede se il datore di lavoro sbaglia il CUD?

Si ricorda che l’invio tardivo, omesso o con errori della certificazione unica è punito con una multa pari a 100 euro per ciascuna delle certificazioni uniche oggetto di errore o ritardo, in capo al datore di lavoro.

 

Cosa fare in caso di importi errati nella Certificazione Unica?

Se ci si accorge di importi errati nella predisposizione della Certificazione Unica, occorre segnalarlo subito al datore di lavoro-sostituto di imposta che può così procedere alla rettifica e invio della nuova CU all’Agenzia delle Entrate. In genere ci sono cinque giorni di tolleranza per la sostituzione o l’annullamento della certificazione errata già trasmessa.

 

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