Certificazione Unica 2025 sostituto d’imposta, ecco quando le informazioni sui figli vanno nella CU

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La compilazione della Certificazione Unica 2025 risente dei cambiamenti  all’entrata in scena dell’Assegno Unico. I datori di lavoro, che agiscono come sostituti d’imposta, si trovano ora a seguire regole diverse per quanto riguarda l’indicazione dei figli a carico, con novità che semplificano in molti casi la procedura.

Esistono però delle situazioni specifiche in cui i dati anagrafici dei figli devono essere inseriti. Analizziamo nel dettaglio cosa cambia con la CU 2025, quali sono le regole generali e quando si applicano le eccezioni.

 

Cos’è la Certificazione Unica e le scadenze 2025 da rispettare

La Certificazione Unica è il documento che riepiloga i redditi percepiti dal lavoratore o pensionato, le ritenute operate, e le detrazioni fiscali riconosciute. Fornita ogni anno dal sostituto d’imposta, è uno strumento indispensabile per la dichiarazione dei redditi. Oltre ai dati sui redditi, include informazioni legate ai familiari a carico e a eventuali benefici fiscali richiesti dal dipendente.

Sul fronte scadenze, la trasmissione telematica della CU 2025 (redditi percepiti nel 2024) all’Agenzia delle Entrate deve essere fatta entro il 16 marzo, rispettando così i tempi previsti per l’elaborazione dei dati fiscali. La stessa data è da rispettare per la consegna al lavoratore del documento. I lavoratori autonomi (redditi percepiti da soggetti che svolgono abitualmente arti o professioni), invece, devono osservare la scadenza del 31 marzo 2025.

 

Quando non servono i dati sui figli nella CU2025

Come anticipato l’Assegno Unico ha portato una semplificazione nella gestione dei figli a carico nel caso di CU con sostituto d’imposta. La regola principale stabilisce che i figli che percepiscono l’Assegno Unico non devono essere inclusi nella Certificazione Unica. Il motivo è abbastanza semplice: il contributo sostituisce le tradizionali detrazioni fiscali per figli a carico.

La nota 386245 del 27 ottobre 2023 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce che non è più necessario indicare il codice fiscale dei figli percettori dell’Assegno Unico nella Certificazione Unica, se non per specifiche spese da detrarre.

 

Le eccezioni

Nonostante la semplificazione, ci sono situazioni specifiche in cui le informazioni (codice fiscale) sui figli a carico devono essere indicati nella Certificazione Unica 2025 dal sostituto d’imposta. I casi principali sono i seguenti:

  • Detrazioni per spese a favore dei figli

Quando il lavoratore chiede il riconoscimento di detrazioni legate a spese sostenute per i figli, come istruzione, attività sportive, visite mediche o altre necessità. Anche se il figlio riceve l’Assegno Unico, queste spese possono comunque essere portate in detrazione, rendendo necessario l’inserimento dei dati anagrafici.

 

  • Agevolazioni sulle addizionali regionali
    Alcune regioni prevedono riduzioni o agevolazioni fiscali basate sul numero di figli o sulla composizione del nucleo familiare. In questi casi, i dati dei figli sono indispensabili per calcolare correttamente l’imposta dovuta

 

  • Benefit aziendali o servizi per i figli
    Se il datore di lavoro offre benefit o servizi destinati ai figli del dipendente, come corsi di formazione o campi estivi, che non concorrono alla formazione del reddito imponibile, è necessario riportare le informazioni relative ai figli per tracciare correttamente queste agevolazioni.

 

  • Detrazioni per figli maggiorenni
    Nel caso di figli a carico con più di 21 anni è possibile ottenere detrazioni per particolari situazioni, come la frequenza universitaria o l’assenza di redditi personali. In questo caso, il codice fiscale del figlio va inserito nella Certificazione.

In tutte le altre situazioni, l’assenza dei dati anagrafici dei figli nella CU sarà la prassi consolidata.

 

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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