Cessione del Quinto Poste Italiane: come funziona per pensionati e dipendenti

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La Cessione del Quinto è una delle formule di finanziamento più richieste da chi desidera un prestito semplice da gestire, con una rata fissa e un rimborso automatico. Poste Italiane, attraverso il servizio Quinto BancoPosta, offre una soluzione pensata sia per i pensionati sia per i dipendenti pubblici e privati, garantendo un meccanismo chiaro e una gestione che non richiede alcun intervento manuale da parte del cliente. È una formula che negli ultimi anni ha conquistato sempre più persone, soprattutto per la sua stabilità e per la possibilità di ottenere importi anche significativi senza dover affrontare procedure complesse.

A questo punto è naturale chiedersi: come funziona esattamente la Cessione del Quinto con Poste Italiane? Quali differenze ci sono tra pensionati e dipendenti? E quali documenti servono davvero per ottenere il prestito? 

 

In questo articolo:

 

  • Come funziona la Cessione del Quinto con Poste Italiane: il meccanismo che semplifica il rimborso
  • Quinto BancoPosta Pensionati: come funziona per chi percepisce una pensione Inps
  • Cessione del Quinto BancoPosta per dipendenti pubblici e privati: importi più alti e condizioni flessibili

 

Come funziona la Cessione del Quinto con Poste Italiane: il meccanismo che semplifica il rimborso

Il cuore della Cessione del Quinto è un principio molto semplice: la rata viene trattenuta direttamente dalla pensione o dallo stipendio, senza che il beneficiario debba preoccuparsi di scadenze o pagamenti mensili. La normativa stabilisce che l’importo non possa superare il 20% del reddito netto, così da mantenere un equilibrio tra entrate e rimborso.

Poste Italiane applica questo sistema attraverso il Quinto BancoPosta, un finanziamento che può durare da tre a dieci anni e che include sempre una copertura assicurativa obbligatoria. La presenza dell’assicurazione è un elemento fondamentale, perché tutela sia il cliente sia l’ente erogatore in caso di eventi imprevisti.

Il prestito può essere richiesto da chi risiede in Italia e percepisce un reddito dimostrabile. La gestione è completamente automatizzata: una volta approvata la pratica, la rata viene prelevata alla fonte e il cliente riceve l’importo richiesto tramite conto BancoPosta, libretto di risparmio o, in alternativa, assegno vidimato o bonifico.

La Cessione del Quinto è regolata dal Dpr 180/1950 e spiegata anche nelle guide della Banca d’Italia, che ne illustrano funzionamento e tutele. È una formula pensata per offrire stabilità, soprattutto a chi preferisce evitare la gestione diretta dei pagamenti.

 

Quinto BancoPosta Pensionati: come funziona per chi percepisce una pensione Inps

Per i pensionati, il Quinto BancoPosta rappresenta una soluzione particolarmente comoda. La rata viene trattenuta direttamente dall’Inps e non può superare il 20% dell’importo netto della pensione. L’ammontare del prestito dipende proprio dal valore della pensione e dalla durata scelta, che può variare da 36 a 120 mesi.

Possono richiederlo i pensionati Inps, compresi ex Enpals, Inpdap e iPost, purché risiedano in Italia e non superino gli 86 anni alla scadenza del piano. È necessario presentare un documento d’identità, la tessera sanitaria, il cedolino della pensione e il modello ObisM. Per i neopensionati serve anche la comunicazione di liquidazione, mentre chi rinnova una cessione deve fornire il conteggio estintivo del prestito precedente.

L’erogazione avviene su conto BancoPosta o libretto nominativo, ma può essere effettuata anche tramite assegno vidimato o bonifico. La procedura può essere avviata online, tramite app, per telefono o direttamente in ufficio postale.

Il vantaggio principale per i pensionati è la totale assenza di gestione manuale: la rata viene trattenuta automaticamente e il prestito procede senza alcuna preoccupazione.

 

Cessione del Quinto BancoPosta per dipendenti pubblici e privati: importi più alti e condizioni flessibili

Il Quinto BancoPosta è disponibile anche per i dipendenti pubblici, statali e privati. Per i lavoratori del settore pubblico, compresi quelli amministrati dal Mef, Forze Armate e Carabinieri, l’importo ottenibile può arrivare fino a 75.000 euro per la sola Cessione del Quinto, con la possibilità di aggiungere altri 75.000 euro tramite delegazione di pagamento. In totale, si può arrivare a 150.000 euro, con una durata compresa tra 36 e 120 mesi.

Per accedere al prestito è necessario avere un contratto a tempo indeterminato o determinato, purché la durata residua sia sufficiente a coprire il piano di rimborso. L’età massima alla scadenza è di 74 anni. I documenti richiesti includono carta d’identità, tessera sanitaria, Cud e le ultime due buste paga. In alcuni casi possono essere richiesti estratti contributivi o conteggi estintivi.

Anche i dipendenti privati possono richiedere il Quinto BancoPosta. Il prestito è rivolto ai lavoratori di aziende private e società partecipate, con una rata che non può superare il 20% del reddito netto. L’importo ottenibile dipende dallo stipendio e dalla durata del piano, che può arrivare fino a dieci anni. La richiesta può essere presentata anche senza conto BancoPosta e non prevede costi aggiuntivi.

L’erogazione avviene tramite conto BancoPosta, bonifico o assegno non trasferibile. La domanda può essere inoltrata online, tramite app, per telefono o in ufficio postale.

 

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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