CFO: cosa sono e come funzionano i Collateralised Fund Obligations - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

CFO: cosa sono e come funzionano i Collateralised Fund Obligations

CFO: cosa sono e come funzionano i collateralised fund obligations
All’inizio del millennio è nato un prodotto che spesso è passato sottotraccia visto il coinvolgimento di strutture private, ossia il collateralised fund obligation (CFO). Nel tempo si sono create svariate forme di tale strumento abbracciando una varietà di diversi obiettivi, in funzione anche dell’uso della leva finanziaria. Entriamo quindi nei dettagli per conoscere più a fondo il prodotto, riguardo le modalità di funzionamento, quali mercati riguarda, gli obiettivi che si pone e quali sono i rischi associati per un investitore.

CFO: caratteristiche e funzionamento

I CFO sono prodotti obbligazionari cartolarizzati emessi da società indipendenti ad alto rating e contenenti fondi di private equity che solitamente hanno una valutazione più bassa. Tali fondi sono gestiti da colossi del settore come Blackstone, KKR, Carlyle e General Atlantic. Il funzionamento è il seguente: il CFO emette obbligazioni senior e junior, che possono essere acquistate da investitori professionali o retail a cui verranno corrisposti degli interessi abbastanza attraenti. Il capitale di rimborso è legato ai fondi di private equity; quindi, allorché questi restituiscono i soldi agli investitori, il CFO li utilizza per pagare gli interessi, trattenendo una parte in un conto di riserva progettato per pagare il capitale. La liquidità residua, una volta rimborsato il debito e le spese, costituisce il guadagno del creatore del CFO. Si tratta quindi di un investimento a leva nel private equity. Generalmente i CFO emettono obbligazioni del valore di circa il 50-75% di quello delle partecipazioni nei fondi sottostanti.

Un po’ di storia

I CFO sono stati utilizzati per la prima volta nel 2002 e tra il 2003 e il 2006 ne sono state rilasciate sei versioni per un valore complessivo di 3,6 miliardi di dollari, secondo i dati forniti dall’agenzia di rating Fitch. Alcuni sono stati declassati e ristrutturati, ma alla fine sono riusciti a rimborsare per intero il debito. Dal 2007 non vi è stata alcuna emissione per un periodo di sei anni, poiché la crisi finanziaria aveva limitato fortemente la propensione a cartolarizzare obbligazioni non tradizionali.
Con l’era del denaro a basso costo, i private equity hanno colto l’occasione per utilizzare la struttura, introducendo nuovi modelli di leva. Le informazioni però su come i fondi raccolti vengono utilizzati sono in realtà poco chiare, in quanto si entra in un terreno la cui regolamentazione lascia a desiderare. Secondo Preqin, che ha monitorato 5.350 fondi, solo l’8% fornisce informazioni precise sulle linee di investimento adottate, mentre molti tendono a ingrandire le cifre dei rendimenti, facendo sembrare che i profitti siano stati generati in un periodo di tempo più breve.
Attualmente la situazione è un po’ in una fase di stallo dopo un periodo decennale frenetico, in quanto sono aumentati i costi di finanziamento e vi è l’incombere di una recessione. Tuttavia, i dati a disposizione sul rallentamento dei pagamenti dai fondi di private equity sono molto scarni, anche se, sottolinea Preqin, i rendimenti dei fondi di private equity raccolti negli anni precedenti alla crisi del 2008 sono stati i peggiori del settore negli ultimi due decenni.
Con la raccolta che si fa più difficile, comunque, le società di private equity stanno cercando soluzioni in tipologie più complicate di CFO. Ad esempio, stanno nascendo i collateralised contination fund obligations (CCFO), un nuovo veicolo finanziario dove un investitore in un fondo di private equity vende la sua partecipazione a questo nuovo fondo, che sarebbe gestito dalla stessa società che gestiva quello originale. Contestualmente, il CCFO emette obbligazioni, impegnando i proventi nei nuovi fondi della società di private equity.

CFO: un problema normativo

I controlli normativi sui CFO finora sono stati scarsi, in gran parte perché le offerte richiedono pochi documenti pubblici, essendo private. Il gruppo di regolamentazione USA National Association of Insurance Commissioners sta però lavorando affinché vengano elaborate proposte di riforma, dove i CFO passerebbero da investimenti di debito ad azionari, dal momento che sono sostenuti da partecipazioni azionarie in società. Questo potrebbe cambiare molte cose e fare luce su molte zone d’ombra che in questo momento coprono tutta l’informazione sull’esercizio di questi strumenti.

AUTORE

Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *