Cina: popolazione cala per prima volta da 1961, cosa significa per l'economia?
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Cina: popolazione cala per prima volta da 1961, cosa significa per l’economia?

Cina: la popolazione cala per la prima volta dal 1961, cosa significa per l'economia

La popolazione della Cina si è ridotta nel 2022 per la prima volta dopo oltre 60 anni. Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica, la seconda potenza economica mondiale ha perso 850 mila persone dalla fine del 2021 e ora conta un totale di 1,41 miliardi di unità. Era esattamente dal 1961 che non si registrava un calo, quando il paese era sotto la guida di Mao Zedong.

Scendendo nel dettaglio, lo scorso anno sono nati 9,56 milioni di bambini, in confronto ai 10,62 milioni dell’anno precedente. Questo rappresenta il livello più basso dal 1950, nonostante il governo abbia permesso di fare più figli. Dal 2021, inoltre, le autorità locali hanno implementato misure per incoraggiare le persone ad avere più bambini, tra cui detrazioni fiscali, congedi di maternità più lunghi e sussidi per l’alloggio. Il presidente Xi Jinping ha anche detto che in ottobre il governo avrebbe messo in atto ulteriori politiche di sostegno.

Le persone defunte invece sono aumentate da 10 a 10,41 milioni, a causa soprattutto dell’esplosione del Covid, in particolare a dicembre quando le autorità cinesi hanno rimosso i blocchi anti-virus. Secondo Kang Yi, capo dell’Ufficio nazionale di statistica, la principale causa della contrazione demografica della Cina risiede nel declino dei neonati. “Questo è principalmente il risultato del calo della volontà delle persone di avere figli, del ritardo nel matrimonio e nella gravidanza, nonché di un calo del numero di donne in età fertile”, ha affermato.

La Cina ora rischia di perdere la palma di nazione più popolosa del mondo, a vantaggio dell’India che sta viceversa crescendo a buon ritmo. Attualmente la popolazione indiana è di 1,4066 miliardi di persone e, secondo le previsioni delle Nazioni Unite, il sorpasso su quella cinese avverrà proprio quest’anno. Le stime delle Nazioni Unite hanno previsto una discesa della popolazione cinese a 1,31 miliardi di persone entro la metà del secolo e a 767 milioni entro la fine. Questo significa che nel 2050 il Dragone sarà 3,5 volte più grande degli Stati Uniti, dalle 4,7 volte attuali.

 

Cina: quali effetti sull’economia dal calo della popolazione

Il calo della popolazione cinese probabilmente avrà un impatto economico attraverso la frenata della crescita. Ad esempio, la domanda di nuove case potrebbe contrarsi per effetto del fatto che si creano meno famiglie e con un numero di persone inferiore. Secondo Zhang Zhiwei, presidente e capo economista di Pinpoint Asset Management Ltd, la popolazione probabilmente tenderà a diminuire da qui ai prossimi anni. “Questo è molto importante, con implicazioni per la crescita potenziale e la domanda interna”, ha sottolineato.

Un aspetto che andrà considerato riguarda la riduzione della forza lavoro, con meno nascite e un invecchiamento della popolazione. Ciò metterebbe in difficoltà il governo a sostenere il sistema pensionistico del paese. Tuttavia, Kang ha detto che “l’offerta di forza lavoro in Cina è ancora maggiore della domanda”, pertanto il calo demografico “non dovrebbe essere motivo di preoccupazione”. I demografi cinesi al contrario sono preoccupati, lamentando il fatto che il paese rischia di invecchiare prima di diventare ricco. Gli esperti denunciano un rallentamento dell’economia, con le entrate che diminuiscono e il debito pubblico che cresce per effetto dei costi sanitari e dello Stato sociale. “Le prospettive demografiche ed economiche della Cina sono molto più cupe del previsto. La Cina dovrà adeguare le sue politiche sociali, economiche, di difesa ed estere”, ha detto il demografo Yi Fuxian.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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