City Football Group, chi c'è dietro e cosa fa la holding proprietaria del Palermo - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

City Football Group, chi c’è dietro e cosa fa la holding proprietaria del Palermo

La curva del Palermo al Barbera

In Italia il Palermo rappresenta City Football Group, la più grande holding calcistica esistente al mondo. Dietro il fondo c’è Mansur bin Zayd Al Nahyan, uno dei più influenti esponenti della dinastia regnante di Abu Dhabi: studi universitari negli Stati Uniti, matrimonio con la ricchissima Manal bin Mohammed bin Rashid Al-Maktoum, prestigiosi incarichi di governo, lo sceicco è a capo di una corporation che irradia i suoi interessi in ogni continente. Ma come funziona il suo sistema e quali altre squadre rientrano in questa galassia?

 

Cos’è City Football Group e come funziona

Fondata nel 2013 su iniziativa di Abu Dhabi United Group dello sceicco Mansur, City Football Group è la holding britannica (ha sede legale a Manchester) specializzata nell’intrattenimento sportivo e diventata un’autentica piattaforma commerciale globale. Oggi è posseduta in maggioranza dalla LLC emiratina Newton Investment and Development, sempre a capo del rampollo della famiglia reale di Abu Dhabi, con una partecipazione di minoranza del 18,16% detenuta dalla società di private equity statunitense Silver Lake.

Grande appassionato di calcio, Mansur è il patron dell’Al-Jazira Club per anni prima di diventare proprietario del Manchester City (la seconda squadra di Manchester) il 1° settembre 2008, contribuendo a colmare il gap economico e tecnico con i cugini rivali dello United. Da allora, ha avviato un enorme progetto per portare gli Emirati ai vertici del calcio mondiale (e non solo) attraverso massicci investimenti in infrastrutture, settore tecnico e gestionale, organizzazione interna ed esterna. CFG ha la proprietà totale o parziale di 12 squadre in tutto il mondo, alle quali si aggiunge il partner Club Bolívar, storica formazione boliviana.

 

  • Manchester City
  • New York City
  • Melbourne City
  • Yokohama F. Marinos
  • Montevideo City Torque
  • Girona
  • Sichuan Jiuniu
  • Mumbai City
  • Lommel SK
  • Troyes
  • Palermo
  • Bahia

 

Da quando Pep Guardiola è allenatore del Manchester City, City Football Group chiede a tutte le società della sua galassia un approccio simile a quello del tecnico catalano: possesso palla, posizionamento collettivo e responsabilità di squadra. La filosofia del vincere divertendo e concedendo pochissimo. CFG supporta questo stile di lavoro, potenziando i settori giovanili e migliorando le infrastrutture dei suoi club.

Il presidente di City Football Group è Khaldoon Al-Mubarak, membro di spicco del governo di Abu Dhabi e amministratore delegato di Mubadala Investment Company. Il CEO è il businessman spagnolo Ferran Soriano, un passato tra The Mac Group, Reckitt Benckiser e Cluster Consulting, mentre il COO è l’olandese Roel De Vries e il CTO l’esperto di IT Greg Swimer.

CFG è un sistema che opera su scala internazionale: l’ex Barcellona Omar Berrada cura le operazioni sportive della holding con attenzione a talent management e football intelligence; a New York c’è Brad Sims, a Melbourne Brad Rowse e in Cina David Tang. Al manager Simon Cliff è affidata la gestione legale, a Nuria Tarre e Carolyn Macnab il marketing e le risorse umane.

Gli ex calciatori Txiki Begiristain e Brian Marwood sono impegnati sul campo come direttore sportivo e direttore generale. Fanno parte del board l’avvocato inglese Martin Edelman, l’imprenditore australiano Simon Pearce, il manager britannico John Macbeath, il chairman di Ethara Abdulla Khouri, lo statunitense Egon Durban (co-amministratore delegato di Silver Lake) e l’italiano Alberto Galassi, il manager che ha risollevato Ferretti Group.

 

Da dove viene il patrimonio del fondo

Il patrimonio di CFG è stimato da Forbes in 5,9 miliardi di dollari, mentre quello personale di Mansour bin Zayed Al Nahyan è pari a 16,8 miliardi. La ricchezza dello sceicco, classe 1970, arriva dalla sua famiglia: Mansour fa parte della royal family di Abu Dhabi, è vice primo ministro degli EAU, figlio del fondatore e presidente degli Emirati Arabi Zayed bin Sultan al-Nahyān, fratello minore di Mohamed bin Zayed Al Nahyan (principe ereditario dal 2004) e cugino dell’emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani. Fanno capo a lui i fondi sovrani degli Emirati ADIA (Abu Dhabi Investment Authority) e Mubadala Investment Company, che gestisce valori aggregati per oltre 20 miliardi di dollari e un portafoglio diversificato di attività e investimenti.

Mansour è anche proprietario di Aabar Investments, società controllata dalla International Petroleum Investment Company (IPIC) che possiede una quota del 32% nella Virgin Galactic e una del 9,1% in Mercedes-Benz Group, e di ADMIC (Abu Dhabi Media Investment Corporation), l’editore di Sky News Arabia in collaborazione con British Sky Broadcasting. Inoltre, siede nei CdA di ADNOC (Abu Dhabi National Oil Company), Emirates Nuclear Energy Corporation, ADCB (Abu Dhabi Commercial Bank) e EGA (Emirates Global Aluminium).

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Ufficialmente City Football Group è nel calcio dal 1° settembre 2008, quando diventa proprietario del Manchester City. Il 21 marzo 2013 tocca al New York City e il 23 gennaio 2014 al Melbourne City, quando mesi dopo al club giapponese Yokohama F. Marinos. Risalgono al 2017 gli investimenti in Uruguay nel Montevideo City Torque (5 aprile) e in Spagna nel Girona (23 agosto). Nel 2019 la holding rileva il Sichuan Jiuniu in Cina (20 febbraio) e il Mumbai City in India (28 novembre).

Nel 2020 CFG arriva in Belgio con il Lommel (11 maggio) e in Francia con il Troyes (3 settembre). Prima del Bahia in Brasile, preso il 4 maggio 2023, la multiproprietaria emiratina diventa l’ennesima proprietà straniera in Italia: il 4 luglio 2022, nell’ottica di espansione europea, acquista l’80% delle quote di proprietà del Palermo, neopromosso in Serie B. “Riporteremo i rosanero in A”, è la promessa fatta ai tifosi durante la conferenza stampa di presentazione della nuova proprietà con a capo lo sceicco Mansour.

 

Quanto ha investito nel Palermo

City Football Group rileva l’80% delle quote del Palermo per 10,4 milioni di euro dal proprietario uscente Dario Mirri, imprenditore tifoso da sempre (è nipote del “presidentissimo” Renzo Barbera) che rimane socio di minoranza al 20% con Hera Hora S.r.l., presidente del club e del Consiglio di amministrazione. La parte restante del capitale sociale, pari allo 0,25%, è la quota popolare dell’Associazione Amici Rosanero. Ferran Soriano parla di “crescita sostenibile” per la società rosanero, “storico grande club” che possiede “un’identità forte e orgogliosa”.

L’obiettivo immediato è l’investimento in un nuovo centro sportivo di allenamento (dello stesso livello degli altri che la holding ha nel mondo) e in un settore giovanile per “dare la possibilità ai ragazzi siciliani di crescere nel calcio”, afferma Soriano. Naturalmente la crescita riguarderà anche il Palermo Women, attualmente in Serie C. “Il futuro del Palermo è sicuro per i prossimi 25 anni”, assicura l’ad di CFG. Ad oggi, stando ai dati Transfermarkt, l’acquisto più costoso della gestione di matrice araba è quello di Kristoffer Lund, terzino sinistro preso dagli svedesi dell’Häcken per 2,7 milioni di euro.

 

I risultati sportivi da quando sono proprietari

Dal 4 luglio 2022, quando CFG è a Palermo, la squadra è in Serie B dopo il fallimento, l’esclusione dai campionati professionistici e la ripartenza dall’inferno della D. Complici le dimissioni dell’allenatore Silvio Baldini (“Sento di non essere parte del progetto della proprietà e questo non mi permette di lavorare con la giusta tranquillità”, dice il tecnico toscano) e con lui del direttore sportivo Renzo Castagnini, i rosanero chiudono la stagione 2022-2023 al nono posto, fuori dalla zona play-off.

In panchina la società richiama la storica bandiera Eugenio Corini, il “mago” cervello del centrocampo del Palermo dei miracoli ai tempi di Guidolin e della gestione Zamparini. Grazie ad una partenza sprint in campionato, c’è grande entusiasmo in città: la campagna abbonamenti 2023-2024 si è chiusa con oltre 12.000 tessere staccate. L’aspirazione mai nascosta della proprietà anglo-araba è chiara: tentare la promozione diretta in A.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *