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Club Protection Programme, cos’è e come funziona l’assicurazione per gli infortuni in Nazionale

Uno scontro di gioco causa l'infortunio di un calciatore

Durante le pause dei campionati di calcio per gli impegni delle Nazionali, sono molte le società che finiscono per rivolgersi al Club Protection Programme (CPP), la polizza assicurativa messa a punto dalla FIFA per tutelare i club danneggiati dagli infortuni dei propri giocatori in campo con le squadre nazionali. In caso di infortuni, infatti, i calciatori (che sono allenati e pagati esclusivamente dalle società) devono essere assicurati dagli organizzatori degli eventi continentali ed internazionali. Gli imprevisti come contusioni, contratture, affaticamenti, infiammazioni, stiramenti e lesioni muscolari rappresentano un danno per le società sportive che militano nelle categorie più elevate: si calcola che in media nei ritiri avvengono otto defezioni all’anno per problemi fisici più o meno gravi.

 

Club Protection Programme: cos’è e come funziona

Se un calciatore professionista (cioè sotto regolare contratto di lavoro) subisce lesioni fisiche in allenamento o per uno scontro di gioco nel corso del periodo che lo vede impegnato in Nazionale, non potrà partecipare alle partite del suo club, che però ha l’obbligo di pagargli lo stipendio rispettando il contratto di lavoro tra le parti. Il CPP è a tutti gli effetti una copertura assicurativa che copre il rischio di infortunio: la polizza garantisce che la FIFA fornisca un risarcimento per le assenze causate da infortuni che avvengono durante il periodo in cui i giocatori non sono a disposizione delle squadre d’appartenenza. I calciatori dilettanti (tesserati che svolgono attività sportiva senza firmare un accordo economico di durata superiore a una stagione) non sono coperti dal programma.

Frutto di un accordo tra società e federazioni nazionali, il Club Protection Programme è stato introdotto (per i soli calciatori europei) in occasione di Euro 2012, la quattordicesima edizione del campionato europeo organizzato dall’UEFA in Polonia e Ucraina. Dopo l’approvazione da parte della FIFA al congresso di Budapest nel maggio 2012, il CPP è stato applicato dalla federazione internazionale alle stesse condizioni in tutto il mondo. Il risarcimento dipende dalla tipologia e dalla tempistica dell’infortunio e copre tutti i club che concedono i loro giocatori alle partite delle competizioni per squadre nazionali A maschile e femminile nelle date in calendario, comprese le Olimpiadi.

 

Giocatori infortunati in Nazionale: chi paga?

Quando un calciatore subisce un’invalidità totale temporanea (TTD: temporary total disablement) a seguito di lesioni personali causate da un incidente avvenuto in viaggio, nel corso di un allenamento o di una partita della Nazionale, scatta il programma di protezione dei club che prevede una compensazione per il periodo in cui il giocatore è escluso dalle attività sportive. A pagare è la FIFA direttamente alle società attraverso la polizza assicurativa che risarcisce fino a un massimo di 7,5 milioni di euro per giocatore e per incidente. Nei TTD sono inclusi attacchi cardiaci, infarti e ictus, mentre l’assicurazione non prevede alcun tipo di copertura per malattia, invalidità totale permanente, lesioni autoprovocate, tentato suicidio, morte e costi eventuali di cure mediche.

I primi 28 giorni dall’infortunio non vengono coperti dall’assicurazione. Il tetto massimo di 7,5 milioni di euro è calcolato con un risarcimento giornaliero pro rata temporis (cioè in proporzione al tempo: prima si estingue il risarcimento e più alti saranno i costi da rimborsare) che è pari a 1/365, quindi 20.548 euro al giorno. L’importo del corrispettivo ridotto proporzionalmente è pagabile per un massimo di 365 giorni dopo i primi 28 giorni di invalidità. La quota da rimborsare si basa sullo stipendio fisso (compresi i contributi previdenziali e professionali obbligatori) che il club paga al giocatore. Il risarcimento non comprende importi variabili, pagamenti una tantum e non effettuati in maniera regolare, eventuali bonus inclusi i premi di risultato e di rendimento.

I calciatori che arrivano in Nazionale con infortuni già esistenti o in corso (e per i quali ricevono cure mediche specifiche dallo staff sanitario della federazione) non sono coperti dal CPP. C’è una sola eccezione a questa regola: quando il giocatore arriva infortunato in Nazionale perché convocato in vista delle fasi finali delle competizioni come gli Europei, la Coppa d’Africa, la Copa América o i Mondiali. In questi contesti, l’infortunio è coperto se il medico della federazione e quello della società d’appartenenza si accordano per iscritto e dimostrano con una specifica e accurata documentazione medica che il calciatore ha terminato le cure e può riprendere l’attività.

La capacità massima (il valore limite aggregato) del programma è di 80 milioni di euro all’anno. I risarcimenti ai club sono tassati, ma a seconda delle norme fiscali locali: le società sono le uniche responsabili di tasse, imposte e altre detrazioni relative ai compensi corrisposti dalla federazione internazionale. Per conoscere nei dettagli il Club Protection Programme, è possibile consultare il bollettino tecnico del programma sul sito ufficiale della FIFA.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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