Le azioni dei produttori cinesi di cobalto hanno fatto un balzo in Borsa, sulla notizia che la Repubblica Democratica del Congo ha vietato le esportazioni del minerale per quattro mesi con lo scopo di equilibrare il mercato e rilanciare i prezzi depressi. Il titolo Nanjing Hanrui Cobalt ha chiuso la seduta a Hong Kong con un rialzo dell’8,03%, dopo che nel corso degli scambi le quotazioni erano arrivate a guadagnare fino a 17 punti percentuali. Più lieve è stato l’incremento del prezzo delle azioni Zhejiang Huayou Cobalt (4,5% dopo essere arrivato al 7,8%). Mentre Cmoc Group, il maggiore produttore cinese di cobalto, è scivolato di oltre due punti percentuali. La multinazionale anglo-svizzera Glencore, altro gigante internazionale del cobalto, viaggia sopra la parità stamane alla Borsa di Londra.
Cobalto: stop all’export dal Congo
“Tutte le esportazioni di cobalto saranno sospese per i prossimi quattro mesi per far fronte alla sovrabbondanza di offerta sul mercato internazionale”, si legge nella dichiarazione rilasciata dall’Arecoms, l’Autorità di regolamentazione e controllo del mercato delle sostanze minerali strategiche del Congo. Il decreto è stato firmato da Patrick Luabeya, presidente del regolatore, e cofirmato dal ministro delle Miniere Kizito Pakabomba.
Il Paese dell’Africa centrale è il principale produttore mondiale della materia prima, e controlla circa i tre quarti dell’estrazione complessiva. Il cobalto, ottenuto come sottoprodotto del rame, è un ingrediente chiave soprattutto nel settore delle auto elettriche, ma il mercato è stato depresso negli ultimi tempi. La ragione è da ascrivere all’aumento della produzione del rame nella Repubblica Democratica del Congo, il che di riflesso ha fatto impennare quella del cobalto creando eccesso di offerta. Secondo l’agenzia di determinazione dei prezzi Fastmarkets, le quotazioni del cobalto di qualità standard sono scivolate a 9,5 dollari la libbra, il livello più basso in termini reali in un secolo.
Quindi ora, le autorità provano a rilanciare i prezzi diminuendo l’offerta. Tra l’altro, hanno anche affermato di voler implementare regole più severe per l’industria nazionale, come ad esempio vietare la combinazione di cobalto prodotto dai minatori artigianali con quello delle miniere industriali.
Quali effetti produrrà la mossa del governo?
La mossa del governo ha messo in subbuglio il mercato in quanto non prevista. “Tutti sono in preda al panico e non sappiamo come mettere al sicuro il materiale”, ha affermato Ian Liu, direttore dell’approvvigionamento di cobalto presso Cngr Advanced Material Co., un produttore cinese di componenti per batterie. “Abbiamo bisogno di un meccanismo a lungo termine per sostenere i prezzi del cobalto, non di un arresto improvviso delle esportazioni, che causerà il caos a valle”.
A giudizio di Xu Aidong, analista di Beijing Antaike Information, “la politica del Congo potrebbe ridurre l’offerta globale di cobalto di circa 20.000 tonnellate al mese”. Tuttavia, l’esperto sottolinea che “il mercato ha scorte sufficienti per colmare il divario”.
C’è però chi vede questo divieto come una benedizione, come le aziende in Indonesia, il secondo più grande produttore mondiale che sta aumentando la sua quota nel mercato globale. “Potrebbe essere una spinta per il Paese”, ha affermato Thomas Kavanagh, analista dell’agenzia di determinazione dei prezzi Argus Media. “In un certo senso dimostra i rischi che si corrono con il cobalto nella Repubblica Democratica del Congo”, ha aggiunto.









