CoinDCX: chi è il primo unicorno di criptovalute che si quoterà in India

CoinDCX: chi è il primo unicorno di criptovalute che si quoterà in India

CoinDCX: chi è il primo unicorno di criptovalute che si quoterà in India

In India sta per quotarsi in Borsa il primo unicorno di criptovalute. Si parla di CoinDCX, fondata dallo sviluppatore Neeraj Khandelwal. Il piano di IPO dipenderà molto dalla situazione normativa nel Paese, da come cioè si evolverà visto che le valute digitali hanno dovuto affrontare lì diversi ostacoli di natura repressiva.

Khandelwal ha dichiarato che la quotazione sarebbe un attestato di fiducia per tutta l’industria delle criptovalute, esattamente come è avvenuto negli Stati Uniti con Coinbase. Inoltre ha aggiunto che l’azienda esaminerà le normative in arrivo sul settore per decidere la linea temporale precisa.

Ad oggi CoinDCX ha raccolto circa 90 milioni di dollari dagli investitori. Tra questi spicca il gruppo B Capital guidato da Eduardo Saverin, co-fondatore di Facebook. Attualmente l’azienda viene valutata 1,1 miliardi di dollari, stando alle affermazioni di Sumit Gupta, Amministratore Delegato nonché co-fondatore di CoinDCX.

 

IPO CoinDCX: l’India un mercato difficile

I problemi che dovrà affrontare CoinDCX non saranno pochi in India. Da sempre il Paese non ha riservato un atteggiamento troppo tenero nei confronti delle valute digitali. Nel 2018 aveva provato a bannarle, ma la Corte Suprema nel marzo 2020 ha annullato il tentativo di restrizione. Adesso il Primo Ministro Narendra Modi sta preparando un disegno di legge per regolamentare le criptocurrencies.

La situazione è molto tesa, perché la Banca Centrale indiana spinge per una repressione totale in quanto le criptovalute rappresenterebbero una minaccia per la stabilità macroeconomia e finanziaria. L’obiettivo dell’istituto monetario è quello di spianare la strada alla valuta digitale controllata dalla stessa banca. Il Governo sembra invece più ammorbidito nei confronti della blockchain e potrebbe trovare un compromesso.

Non è chiaro per la verità cosa potrebbe proporre il disegno di legge, però dal sito web del Parlamento si legge che l’India cerca di vietare tutte le criptovalute private, ma consente alcune eccezioni per promuovere la tecnologia sottostante e il suo utilizzo. In base ad alcune indiscrezioni di stampa, sembrerebbe che il Governo possa stabilire un importo minimo per l’investimento trattando la valuta digitale quindi come un’attività finanziaria rischiosa e riservata magari a investitori professionali. Di certo verrebbe vietata ufficialmente come moneta a corso legale.

La legalizzazione delle criptovalute non è comunque ben vista dai cittadini indiani. In un sondaggio lanciato la scorsa settimana sembra che più della metà opti per una tassazione sui token digitali tenuti in un Paese straniero. Ad ogni modo Khandelwal vede il disegno di legge in chiave positiva, in quanto segnalerebbe progressi per un vero riconoscimento istituzionale alla luce del crescente interesse da parte degli investitori.

 

India: com’è il mercato delle criptovalute

Secondo un rapporto rilasciato il mese scorso da parte di Chainalysis, società di analisi delle criptovalute, il mercato indiano è cresciuto del 641% da luglio 2020 a giugno 2021. Se si considera la fascia che copre l’Asia centrale e meridionale, l’India si trova al quarto posto in termini di valore globale delle transazioni, con 572,5 miliardi di dollari scambiati che rappresentano il 14% del totale.

Osservando i trasferimenti superiori ai 10 milioni di dollari, il 42% delle transazioni nel periodo imputato provengono dall’India, a fronte del 28% dal Pakistan e del 29% dal Vietnam. Per quel che riguarda gli investitori al dettaglio, Nuova Dehli è seconda solamente al Pakistan nell’adozione delle monete virtuali. Questo conferma che il mercato si sta espandendo rapidamente, il che ha fatto sentire alle istituzioni l’esigenza impellente di una regolamentazione più o meno severa.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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