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Come guadagnare giocando ai videogiochi

Nella Top 10 dei giocatori di eSport professionisti che guadagnano di più al mondo stilata da Statista con eSports Earnings, al primo posto c’è Johan Sundstein, meglio conosciuto come N0tail. L’eSporter danese, due volte campione nel The International, ha vinto in carriera la bellezza di 7,18 milioni di dollari. Ma qual è il suo segreto? È quello che si domandano in tanti: come guadagnare giocando ai videogiochi? Costruirsi una professione in questo settore non è così semplice come appare a prima vista. E non passa soltanto dai tornei e dalla trasmissione del gameplay in streaming.

 

Come guadagnare giocando ai videogiochi

Gli eventi professionistici, ovviamente, sono la forma più dura ma redditizia. A seconda delle prestazioni del giocatore, della squadra di cui fa parte e della popolarità del videogioco, i gamer possono guadagnare tra i 15.000 e i 180.000 dollari all’anno, escluse sponsorizzazioni e bonus. Senza i premi dei tornei, si calcola che uno stipendio si aggira in un range tra i 6.000 e i 420.000 dollari. Ma è molto difficile stabilire quale sia un guadagno medio perché le variabili sono tante.

Naturalmente diventare un pro in quest’ambito è un percorso in salita: oltre all’abilità e alla passione per la competizione, occorrono una pratica quotidiana, una formazione continua e una rigida disciplina. Il giocatore professionista si distingue dagli altri per il suo mix di studio e dedizione. Entrando in un team eSports, si può arrivare a giocare almeno 8 ore al giorno. Dota 2 e Fortnite sono i giochi con i premi più alti, mentre Counter-Strike: Global Offensive (CS: GO) è quello che ha premiato più giocatori e con il maggior numero di tornei.

Le caratteristiche che contraddistinguono un professionista è che si comporta come tale e vince con continuità. Inoltre, è necessario saper essere competitivi sia online che dal vivo. La maggior parte delle partite avviene in rete, con l’evento live come punto d’arrivo. In questi casi, dovendo giocare davanti a migliaia di spettatori in un’arena, è necessario avere autocontrollo, forza mentale e resistenza allo stress. Come accade nel mondo degli youtuber, soltanto pochi giocatori arrivano a vincere premi milionari e a ricevere allettanti offerte dagli sponsor.

Un caso significativo è quello dell’americano Kyle Giersdorf, famoso con il nickname Bugha: nel 2019, ad appena 16 anni, ha vinto il campionato del mondo di Fortnite all’Arthur Ashe Stadium di New York, portandosi a casa un premio di 3 milioni di dollari. Fino a quel momento, la sua unica vincita era stata di 1.250 dollari. Ma la qualità principale di Bugha è il senso della strategia e la visione a lungo termine. Da allora ha proseguito gli studi, monetizza su Twitch e su YouTube e investe i profitti dei tornei con approccio professionale.

 

Fare soldi con i videogiochi: non solo tornei e stream

Ci sono vari modi per guadagnare giocando ai videogiochi che vanno oltre il saper sfruttare le sponsorizzazioni, competere nei tornei professionistici e fare lo streamer su YouTube e Twitch. Chi gioca tanto e nelle sue partite accumula soldi virtuali, può scambiarli con soldi veri vendendoli ad altri giocatori. In alternativa, si possono vendere gli account in stato avanzato a chi non vuole perdere tempo con la costruzione di un profilo di alto livello.

Nei giochi di ruolo come World of Warcraft e League of Legends, una pratica assai diffusa per monetizzare è vendere su Amazon gli oggetti rari guadagnati o metterli all’asta su eBay. Il play-to-earn si è evoluto con l’esplosione degli NFT e i giochi blockchain: gli oggetti che si vincono sono in molti casi Non-Fungible Token che è possibile vendere in cambio di criptovalute. È un fenomeno chiamato GameFi: la fusione di gaming e DeFi, la finanza decentralizzata.

I gamer che hanno capacità di scrittura o che bucano lo schermo possono dedicarsi alle recensioni sui blog o per siti specializzati oppure aprire un canale YouTube e postare video e tutorial a tema. In aggiunta, c’è sempre la possibilità di testare i videogiochi: in questo caso, si viene assunti dalle aziende produttrici come game tester per provare la versione Beta di un nuovo videogame e scovare eventuali bug o errori.

Chi preferisce restare dietro le quinte e ha una passione specifica per la programmazione, riesce a diventare sviluppatore. Il designer di giochi (o game developer) collabora con le videogame company ma non solo: gli sbocchi lavorativi includono altri settori come i serious game (i giochi cognitivi a fini educativi) e l’industria 4.0 che prevede l’utilizzo di IoT (Internet of Things) e i processi di machine learning.

Un’alternativa, infine, è fare l’allenatore. Un esperto di gaming bravo ad insegnare può portare la sua esperienza ad un livello successivo con sessioni di coaching per chi vuole imparare. Il mister fornisce suggerimenti utili e consigli pratici, forma squadre per le partite classificate e i tornei, motiva gli allievi e li sprona a raggiungere risultati migliori. A seconda della bravura e dell’esperienza, un allenatore per videogiocatori può guadagnare tra i 30.000 e i 100.000 dollari all’anno.

Insomma, il coaching è un mestiere remunerativo. Basta dare un’occhiata ai prezzi del portale specializzato Gamer Sensei: una sessione di training esperto per Dota 2 parte da 30 dollari e arriva fino agli 89 dollari per una lezione di legendary coaching 1-on-1 con il maestro Daniel “ImmortalFaith” Moza. Per una sessione di gruppo, la tariffa sale a 212 dollari. Esistono persino scuole di videogiochi come la E-Sports High School di Tokyo (o la High School Esports League di Kansas City per l’organizzazione di tornei riservati agli studenti delle superiori) che insegnano pure la programmazione, il design e la professione di commentatore di eventi di eSport.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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