Commissioni di performance: cosa sono, come funzionano e perché si usano
Cerca
Close this search box.

Commissioni di performance: cosa sono, come funzionano e perché si usano

Commissioni di performance: cosa sono, come funzionano e perché si usano

Una delle valutazioni che deve fare un investitore quando decide di destinare il suo capitale in un fondo è quella relativa ai costi dell’investimento, che alla fine possono pesare sulla performance finale. Fino a poco tempo fa, le società di gestione applicavano una commissione fissa rappresentata dalle spese di gestione annuale, da quelle di custodia e in alcuni casi dagli oneri di sottoscrizione e di rimborso. Oggi sono sempre più i gestori che applicano un costo aggiuntivo, costituito dalla commissione di performance. Inizialmente questa era prevista per operazioni più complesse, come quelle realizzate dagli hedge fund; ultimamente sono sempre più i casi in cui viene applicata. Vediamo quindi nel dettaglio di cosa si tratta, le caratteristiche principali e perché viene utilizzata.

 

Commissioni di performance: definizione e caratteristiche

Le commissioni di performance sono delle spese che il fondo su cui si è investito prevede al raggiungimento di un certo risultato. Questo solitamente è determinato da un livello più alto di rendimento rispetto a un benchmark di riferimento. Ad esempio, ipotizziamo che il fondo Alfa prescrive nel proprio prospetto informativo commissioni di performance annuali del 10% sull’extra-profitto rispetto al FTSE Mib. Dopo 1 anno, l’indice borsistico italiano ottiene un aumento del 5%, mentre il fondo Alfa un incremento del 7%. In quel caso le commissioni di performance applicate dal fondo corrisponderanno a: 10% * (7%-5%) = 0,2% sul capitale investito.

Tali spese possono essere applicate indistintamente a ogni investitore oppure a seconda della tipologia del cliente. Le commissioni di performance devono attenersi al tetto massimo complessivo delle spese del fondo, che comprendono quelle enunciate sopra, secondo il Regolamento sulla gestione collettiva del risparmio emanato dalla Banca d’Italia. La frequenza di contabilizzazione di tali oneri non può essere più di una volta all’anno, per evitare che si paghi due volte per la stessa prestazione. Infatti, in caso contrario, se un fondo raggiungesse un determinato livello, poi arretrasse e poi ritornasse ancora a quel livello, si rischierebbe di versare la commissione più volte.

 

L’high-water mark

Un aspetto che bisogna precisare quando si parla di commissioni di performance è quello relativo all’high-water mark, ovvero al livello più alto di rendimento da tenere in considerazione quando si applicano le commissioni. Un esempio può chiarire il concetto. Se un fondo è arrivato a quotare 100 e poi scende a 90, il gestore applicherà le commissioni di performance solo allorché il fondo torna a quotare 100, senza resettare tutti i valori alla fine del periodo (solitamente annuale). Nell’esempio, 100 è il cosiddetto high-water mark. In sostanza, la Banca d’Italia si è adeguata agli orientamenti ESMA, secondo cui la performance fee dovrebbe essere esigibile dal fondo solo se il nuovo high-water mark supera l’ultimo durante il periodo osservato.

 

Commissioni di performance: perché si usano e i rischi

Le commissioni di performance hanno lo scopo di incentivare il gestore alla performance, ma possono anche rivelarsi un’arma a doppio taglio, in quanto proprio per superare un determinato benchmark il portfolio manager tende ad assumere un livello di rischio più elevato, con tutte le conseguenze del caso. A volte però le commissioni non sono parametrate ai risultati di un benchmark, ma al rendimento lordo. Questo significa che l’investitore si potrebbe trovare a pagare una commissione sui risultati positivi, ma senza avere contezza del fatto che quanto ottenuto sia stato migliore rispetto alle performance del mercato.

AUTORE

Picture of Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *