Coronavirus: quali danni per il turismo? Parla l'ex Ministro

CORONAVIRUS: DANNI AL TURISMO? PARLA L’EX MINISTRO

GIAN MARCO CENTINAIO

Coronavirus: prima si fermano i contagi e prima si può ripartire. Molti settori economici sono già stati colpiti duramente. Tra questi il comparto del turismo per cui si stima una perdita di 7,4 miliardi nei prossimi due mesi. In diretta su Le Fonti Tv l’ex Ministro Centinaio

 

Anche se la priorità è chiaramente la salute e il contenimento dei contagi (l’Italia è seconda al mondo per numero di morti e casi dopo la Cina. Secondo l’ultimo bilancio della Protezione civile sono stati quasi 1500 i nuovi casi, 133 i morti e 33 i guariti), comincia a diventare sempre più pressante l’allarme sulle conseguenze del Coronavirus sull’economia italiana. Il made in Italy rischia di risentirne enormemente, in un momento in cui il Sistema Paese presenta già molte falle.

Aumenta la preoccupazione del mondo del turismo, uno dei settori più colpiti dalla crisi. L’ultimo aggiornamento del quadro dei danni (futuri), è stato fatto da Confturismo-Confcommercio: dal primo marzo alla fine di maggio nelle strutture ricettive ci sarà un calo di oltre 31,6 milioni di presenze con una perdita stimata di 7,4 miliardi. In Italia, il segmento del turismo vale in totale 146 miliardi di euro: una cifra pari al 12% del Pil, generata da una filiera di 21 mila esercizi ricettivi e 12 mila agenzie di viaggio.

Abbiamo una situazione molto preoccupante soprattutto sull’incoming, cioè sui turisti che si muovono all’interno del paese o che dall’estero vengono in Italia; ci sono aree del paese dove gli alberghi hanno un tasso di riempimento medio del 10 per cento, ci sono situazioni dove potenziali clienti o clienti che avevano già prenotato per le vacanze estive, hanno disdetto. È una situazione che deve essere bloccata il prima possibile“. Lo ha spiegato l’ex ministro delle Politiche Agricole con delega al turismo, Gian Marco Centinaio in diretta su Le Fonti Tv, intervistato da Manuela Donghi. 

 

Ecco il video integrale.

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