Credit Suisse: per un grande gestore di hedge fund il debito non andrà in default - Borsa&Finanza

Credit Suisse: per un grande gestore di hedge fund il debito non andrà in default

Credit Suisse: per un grande gestore di hedge fund il debito non andrà in default

Gli investitori da tempo hanno perso la fiducia nei confronti di Credit Suisse, scommettendo sul fatto che il debito della banca svizzera andrà in default. Lo scorso anno gli speculatori hanno incrementato le loro puntate ribassiste attraverso i credit default swap (CDS), sulla preoccupazione che la voragine finanziaria che si è creata nei conti aziendali avrebbe richiesto un apporto di capitale maggiore del previsto. L’istituto con sede a Zurigo ha completato a dicembre un aumento di capitale da 4 miliardi di franchi, ricevendo il 98,2% di adesioni, e ha adottato un piano per smobilizzare alcune attività importanti come quelle legate alle cartolarizzazioni. Questo però non è bastato a convincere gli investitori sullo stato di salute dell’azienda.

Anche le azioni in Borsa hanno continuato a essere vendute a mani basse e il mese scorso le quotazioni hanno raggiunto il minimo storico a 2,66 franchi, prima della risalita quest’anno a 3,18 franchi. Secondo S&P Global Market Intelligence, gli hedge fund e altri speculatori hanno preso in prestito poco più del 20% delle azioni di Credit Suisse per andare short al 31 ottobre, il livello più alto almeno dal 2006.

 

Credit Suisse: debito valutato in modo errato?

Per il gestore di hedge fund Boaz Weinstein, il debito di Credit Suisse non andrà in default e anzi potrebbe rappresentare un’opportunità per gli speculatori. L’investitore ha riferito di detenere una doppia posizione sui CDS: long nel breve (2 anni), short nel lungo (10 anni). La strategia è conosciuta come spread o straddle. “La curva trade di Credit Suisse riflette la mia opinione che, in un modo o nell’altro, nei prossimi due anni il dramma della banca si risolverà nel bene e nel male. Credo che l’azienda si riprenderà”, ha affermato Weinstein. Secondo il wealth manager “i CDS e le curve obbligazionarie di Credit Suisse sono valutati in modo errato perché implicano che la banca venga considerata rischiosa per molti anni a venire”.

Weinstein è salito alla ribalta in Deutsche Bank all’inizio e alla metà degli anni 2000 con le sue strategie di trading di arbitraggio e di credit default swap. Nel 2009 il fondo che guidava presso la banca tedesca è stato scorporato, dando vita al Saba Capital Management che oggi gestisce asset per 4,8 miliardi di dollari. L’hedge fund si è messo in rilievo in periodi in cui la volatilità è stata alta. Lo scorso anno ha realizzato una performance del 28%, mentre le azioni e le obbligazioni colavano a picco. Nel 2020, con il mondo sconvolto dalla pandemia e le oscillazioni  di tutti gli strumenti finanziari, l’hedge fund ha ottenuto un guadagno del 73%.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *