Criptovalute: a Singapore investimenti cresciuti di 10 volte nel 2021
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Criptovalute: a Singapore investimenti cresciuti di 10 volte nel 2021

Accordo sugli ETF tra la Borsa di Singapore e di New York

Singapore si conferma essere una piazza importante per gli investimenti nel settore delle criptovalute. Secondo un rapporto di KPMG, l’hub asiatico ha attratto un valore complessivo di 1,48 miliardi di dollari, in aumento di oltre 10 volte rispetto ai 110 milioni di dollari del 2020. La maggior parte degli affari chiusi nella città-Stato ha riguardato non tanto i servizi, ma piuttosto il software e l’infrastruttura sottostante le valute digitali. Tutto il settore ha rappresentato circa un terzo degli investimenti complessivi nell’industria fintech del luogo, che nel 2021 ha raggiunto la cifra di 3,94 miliardi di dollari, il massimo degli ultimi 5 anni.

 

Criptovalute: Singapore resterà hub delle criptovalute?

Per quest’anno KPMG prevede che la situazione rimarrà solida, anche se vi sono dei rischi concreti derivanti dalle pressioni delle Autorità governative. Il mese scorso l’allarme è stato lanciato dalla Banca Centrale del Paese, che ha imposto alle società che operano nel ramo crittografico di non pubblicizzare i propri servizi al pubblico.

In pratica, a partire dalla banche e dagli istituti finanziari, è stato fatto divieto di promuovere le criptovalute e i servizi a esse correlati attraverso i mezzi pubblici, le TV, i giornali e i social. L’unico mezzo per poter fare pubblicità è il proprio portale aziendale o la propria pagina social. Nemmeno gli influencer hanno la possibilità di presentare i token con i loro canali e i loro post.

Questo ha creato qualche scompenso con i permessi di licenza per gestire un’attività di criptovaluta a Singapore. La società di analisi e ricerca ha scritto che comunque l’area di investimento nel settore rimarrà calda, con un numero maggiore di società che si rivolgeranno al Regolatore per una guida chiara sulle attività da svolgere, in modo da promuovere e sviluppare lo spazio crittografico senza problemi.

 

Criptovalute: la stretta regolamentare si fa più fitta

La questione della regolamentazione sta investendo diversi Paesi in tutto il mondo in questo inizio anno. La Russia ha avanzato una proposta di legge per disciplinare il settore e applicare una tassazione delle attività crittografiche, ammorbidendo la posizione della Bank of Russia che invece vorrebbe attuare il divieto totale in stile cinese.

In India verrà presentato al Parlamento un disegno di legge per l’imposizione fiscale del 30% dei profitti sulle cripto, aprendo le porte all’attuazione della Rupia digitale. Anche in questo caso si è evitata la linea dura caldeggiata dalla Banca Centrale indiana, che avrebbe voluto un giro di vite su tutto il mondo legato alla blockchain.

La vera svolta presumibilmente arriverà però dagli Stati Uniti, dove in questo momento il Governo, la Fed e la Securities and Exchange Commission stanno concertando per trovare una soluzione regolamentare a un mercato come quello crittografico che rischia di sfuggire di mano. Per molti il 2022 potrebbe essere l’anno decisivo, ma sarebbe molto incauto giungere a conclusioni affrettate perché l’esigenza di dare un colpo di frusta al settore da parte delle Authority si scontra con quella di un pubblico di investitori e consumatori che ogni giorno si fa sempre più vasto.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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