Criptovalute: arriva la regolamentazione UE, ecco cosa prevede

Criptovalute: arriva la regolamentazione UE, ecco cosa prevede

Criptovalute: arriva la regolamentazione UE, ecco cosa prevede

In Europa cominciano a vedersi i primi bagliori di regolamentazione per le criptovalute. Gli Stati membri dell’Unione Europea e il Parlamento Europeo hanno messo insieme il Regolamento sui mercati delle cripto-attività (Mica), che impone alcune regole standard per i 27 Paesi dell’UE. Questo arriva dopo che le criptovalute hanno vissuto un semestre da incubo, con gli investitori che si sono accaniti nei confronti di tutti gli assets quotati bruciando oltre 2.000 miliardi di capitalizzazione. Il Ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire ha affermato che gli sviluppi del settore crittografico negli ultimi tempi hanno reso urgente la necessità si stabilire una regolamentazione a livello europeo.

 

Criptovalute: cosa prevedono le regole dell’accordo UE

L’accordo raggiunto a Bruxelles stabilisce determinate linee comportamentali che dovranno essere osservate. Ad esempio un fornitore di servizi crittografici dovrà richiedere l’autorizzazione per fornire i suoi servizi in Europa a uno dei Regolatori dei mercati nazionali dell’UE, il quale condividerà le informazioni con l’ESMA. Le società regolamentate saranno sottoposte a standard più severi al fine di assicurare la protezione dei consumatori, ma saranno anche ritenute responsabili qualora i fondi degli investitori verranno smarriti.

Per quel che riguarda gli emittenti di stablecoin, questi dovranno disporre di una riserva sufficientemente liquida e saranno sottoposti alla supervisione dell’Autorità bancaria europea. Dopo quanto successo con TerraUSD, la stablecoin algoritmica che si è polverizzata il mese scorso, l’Europa vuole evitare quindi il ripetersi di eventi simili.

Nuove regole anche per quanto riguarda il discorso ambientale, per cui i miner sono spesso stati accusati di produrre una quantità notevole di carbonio dalla loro attività estrattiva. Per questo adesso gli emittenti di criptovaluta dovranno fornire informazioni su quanto influisce sull’ambiente la produzione delle loro cripto. Dalla regolamentazione sono stati esclusi per ora i token non fungibili. Tuttavia, le proposte verranno riesaminate dalla Commissione Europea nei prossimi 18 mesi.

 

Criptovalute: le opinioni sulla regolamentazione UE

La reazione generale all’accordo europeo è stata di approvazione a quanto deciso. James Kemp, Amministratore Delegato della lobby sulle banche d’investimento AFME, ha affermato che questa regolamentazione porterà maggiore certezza informativa, riducendo la frammentazione e sostenendo lo sviluppo di un mercato solido e funzionante. L’esperto però ha precisato che il legislatore europeo dovrà fare chiarezza su alcuni aspetti ancora un po’ oscuri, tipo quelli che riguardano la custodia delle risorse digitali.

Questa serie di regole comunque arriva il giorno dopo il Regolamento sul trasferimento di fondi deciso dalle Autorità europee, che stabilisce alcuni standard per i soggetti crittografici in modo da contrastare i rischi di riciclaggio. A giudizio di Valeria Cusseddu, consulente politico alla Commissione per gli Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo, grazie a tale regolamento le società di criptovalute dovrebbero “adottare politiche e procedure interne per conformarsi a sanzioni finanziarie mirate”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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