Le criptovalute continuano a guadagnare spazio nella finanza tradizionale, e l’Italia si prepara a un nuovo passo avanti con lo sbarco in Borsa Italiana degli Etp sugli asset digitali. Un’evoluzione significativa che segna l’ingresso ufficiale di Bitcoin e compagni nei mercati regolamentati anche nel Belpaese, seppur con tempi più graduali rispetto ad altri mercati europei.
In Germania, ad esempio, questi strumenti sono già quotati da tempo e hanno contribuito ad ampliare l’accesso degli investitori al mondo delle valute digitali. Un’apertura che, come ha spiegato Massimo Siano, responsabile Southern Europe di 21Shares, “cambierà radicalmente il modo in cui retail e istituzionali potranno accedere alle criptovalute, rendendolo semplice come comprare un’azione o un’obbligazione”.
L’esperienza della Borsa tedesca
Deutsche Boerse ha beneficiato negli ultimi anni della quotazione degli Etp, categoria che racchiude Etf, Etc ed Etn. Secondo i dati resi noti dalla Borsa tedesca, il segmento dedicato agli Exchange trader products ha registrato un aumento dei volumi del 52,7% a 352,4 miliardi di euro, con un patrimonio gestito di 2.270 miliardi di euro, in crescita del 24,5%. Borsa Italiana inizierà a sfruttare il contributo degli Etp su criptovalute e 21Shares è presente all’esordio. ““Non portando questi prodotti in Borsa Italiana, per sei anni l’investitore italiano ha dovuto pagare di più per investire in criptovalute”, ha sottolineato Massimo Siano, parlando apertamente di una “anomalia burocratica” che ha penalizzato il mercato domestico.
Siano: “Non ci sono più scuse”
Fondi pensione, private bank e wealth manager, prima riluttanti a investire negli Etc su criptovalute in quanto non quotati in Borsa italiana potranno integrare questi prodotti nei portafogli dei clienti all’interno di un quadro normativo più chiaro e familiare. “Non ci sono più scuse” ha detto nel corso di un incontro con la stampa, sottolineando i vantaggi che la quotazione in Borsa Italiana degli Etc porterà per investitori retail e istituzionali: “Gli Etc consentono di investire in Bitcoin, Ethereum e altre criptovalute senza gestire wallet digitali, chiavi private o rischi operativi legati alla custodia diretta. Con un Etc sulle criptovalute tutti questi rischi vengono azzerati: il cliente compra con il suo conto titoli, digitando un codice Isin e basta”.
Il vantaggio è anche fiscale, visto che la tassazione è equiparata a quella degli Etc sulle commodity: tassazione al 26% sulle plusvalenze, con possibilità di compensare le perdite. Inoltre l’investitore avrà la maggiore garanzia fornita dalla segregazione patrimoniale.
L’inevitabilità della tokenizzazione
Seppur importante, la quotazione degli Etc su criptovalute in Borsa Italiana è solo un passo verso un universo degli investimenti che diventerà sempre più digitale. “Molte banche europee stanno tokenizzando i bond, cioè trasformando le obbligazioni in asset digitali su blockchain. Tra dieci anni tratteremo solo bond tokenizzati, perché costano meno in termini di back office e transazioni. Vietare oggi le criptovalute significa solo ritardare l’adozione di una tecnologia che diventerà standard. In questo contesto, l’arrivo di 21Shares su Borsa Italiana assume un significato che va oltre il singolo prodotto: rappresenta un passo verso l’integrazione degli asset digitali nel sistema finanziario tradizionale”.
Gli Etp sbarcati su Borsa Italiana
“Siamo molto felici di poter proporre le nostre soluzioni anche agli investitori italiani. Crediamo che le criptovalute siano un asset class fondamentale per diversificare al meglio il portafoglio. Con il lancio su Borsa Italiana, mettiamo a disposizione la più vasta gamma di Etp su asset digitali, per cercare di rispondere al meglio alle loro richieste e necessità” ha commentato Massimo Siano, presentando i prodotti da oggi in quotazione su Borsa Italiana:









